LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Disegno Criminoso — Anno 2026

Pagina 17 di 19

380 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso esecuzione: i limiti di legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso esecuzione presentato da un condannato che richiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. Poiché la richiesta era una mera riproposizione di un'istanza già rigettata senza nuovi elementi, i giudici hanno confermato la sanzione pecuniaria e il pagamento delle spese.
Continua »
Continuazione reati esecuzione: i requisiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto che richiedeva l'applicazione della continuazione reati esecuzione per due episodi di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha confermato che la separazione temporale di due mesi e lo stato di alterazione alcolica durante il secondo reato rendono le condotte estemporanee, escludendo l'esistenza di un programma criminoso unitario deliberato all'origine.
Continua »
Continuità del reato: i limiti del giudice esecutivo
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di una richiesta di continuità del reato presentata da un soggetto condannato in diversi procedimenti per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. La decisione ribadisce che il riconoscimento del vincolo del disegno criminoso unico richiede una programmazione anticipata e specifica, non essendo sufficiente una generica inclinazione criminale o uno stile di vita deviante.
Continua »
Reato continuato: i limiti del riconoscimento
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di riconoscimento del reato continuato presentata da una condannata. I giudici hanno stabilito che la distanza temporale tra i fatti e l'assenza di un medesimo disegno criminoso impediscono l'unificazione delle pene, ribadendo che la valutazione del merito spetta esclusivamente al giudice dell'esecuzione.
Continua »
Reato continuato: quando viene negato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che richiedeva il riconoscimento del reato continuato tra diverse sentenze di condanna. Il giudice dell'esecuzione aveva già negato l'istanza evidenziando l'eterogeneità delle condotte e la distanza temporale tra i fatti. La Suprema Corte ha ribadito che il controllo di legittimità è limitato alla coerenza della motivazione, senza possibilità di riesaminare il merito dei fatti già valutati.
Continua »
Disegno criminoso: quando scatta la continuazione?
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso riguardante il riconoscimento del disegno criminoso per unificare le pene di diverse condanne. Il caso analizzato dimostra che episodi di estorsione distinti, pur se ravvicinati nel tempo e commessi con modalità simili, non possono essere ricondotti a un'unica programmazione delinquenziale se manca la prova di un progetto unitario iniziale.
Continua »
Reato continuato: quando non si applica l’istituto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che richiedeva il riconoscimento del reato continuato per diverse condotte di evasione. I giudici hanno stabilito che l'occasionalità delle violazioni e l'assenza di un progetto unitario preordinato escludono l'applicazione dell'istituto, confermando la decisione del tribunale territoriale e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
Continua »
Reato continuato minorenni: la guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento del Tribunale per i minorenni che negava il reato continuato minorenni basandosi esclusivamente sul tempo trascorso tra i crimini. La Suprema Corte ha chiarito che, per i soggetti in età evolutiva, il giudice deve valutare con attenzione l'incidenza del contesto sociale, l'immaturità e la personalità, poiché lo stile di vita può essere un forte indicatore di un unico disegno criminoso.
Continua »
Vincolo della continuazione: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un condannato che richiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione tra due sentenze per estorsione. Nonostante la vicinanza temporale e ambientale, il giudice di merito aveva negato il beneficio basandosi su una presunta mancanza di collegamento tra le attività criminali. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, evidenziando che non sono stati valutati indicatori fondamentali come l'identità del complice e le modalità esecutive dei reati.
Continua »
Disegno criminoso: quando è esclusa la continuazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga e violazione di domicilio. La Corte ha escluso l'esistenza di un unico disegno criminoso, confermando che i due reati erano frutto di determinazioni autonome e separate, non riconducibili a un programma criminoso unitario.
Continua »
Continuazione tra reati: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso volto a ottenere il riconoscimento della continuazione tra reati. La decisione si basa sulla genericità dei motivi di appello e conferma la valutazione del giudice di merito, che aveva escluso un unico disegno criminoso a causa della notevole distanza temporale e della diversa natura dei fatti illeciti commessi.
Continua »
Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
Un soggetto condannato per associazione di tipo mafioso e, separatamente, per usura, ha richiesto l'applicazione della continuazione tra reati, sostenendo che entrambi derivassero da un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Suprema Corte, per riconoscere la continuazione è necessaria la prova di un'unica programmazione iniziale che abbracci tutti i delitti. In questo caso, non è emerso che il reato di usura, commesso anni dopo la costituzione del sodalizio, fosse stato previsto fin dall'inizio, configurandosi piuttosto come una scelta successiva e non come parte del piano originario.
Continua »
Disegno criminoso: la tossicodipendenza non basta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1863/2026, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per diverse condanne, adducendo come unico movente il suo stato di tossicodipendenza. La Corte ha stabilito che la dipendenza da stupefacenti non è di per sé prova sufficiente di un unico disegno criminoso, specialmente a fronte di reati commessi in un arco temporale molto ampio e di diversa natura. È onere del condannato fornire prove concrete di una programmazione unitaria dei delitti.
Continua »
Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso per tre diverse condanne. I giudici hanno confermato la decisione del Tribunale, sottolineando che la distanza temporale (un anno), la diversità dei luoghi e la differente natura dei reati non provano un piano unitario, ma piuttosto una generica propensione a delinquere. La sentenza ribadisce che per applicare la continuazione tra reati è necessaria la prova di un progetto criminoso programmato fin dall'inizio, non bastando una semplice successione di illeciti.
Continua »
Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
Un soggetto condannato per ripetute evasioni dai domiciliari ha richiesto il riconoscimento del reato continuato, sostenendo l'esistenza di un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice di merito. La Corte ha chiarito che la sola vicinanza temporale e l'omogeneità dei reati non sono sufficienti a configurare un disegno criminoso, se le azioni derivano da decisioni estemporanee e non da un piano unitario prestabilito. La valutazione del giudice di merito su questo punto è insindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e adeguata.
Continua »
Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del cosiddetto disegno criminoso per una serie di reati. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, specificando che la commissione di reati simili, anche se nello stesso contesto territoriale, non prova automaticamente l'esistenza di un piano unitario iniziale. Se l'arco temporale è esteso e mancano elementi specifici di un progetto comune, la condotta viene considerata espressione di uno 'stile di vita deviante' piuttosto che un'unica azione criminosa programmata, escludendo così l'applicazione del più favorevole istituto della continuazione.
Continua »
Disegno criminoso: quando si applica la continuazione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati. L'ordinanza chiarisce che per riconoscere un unico disegno criminoso non basta una generica propensione a delinquere, ma servono indicatori concreti di una programmazione unitaria iniziale. La valutazione di tali indicatori, come l'omogeneità delle condotte e la contiguità temporale, spetta al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se la motivazione è logica e congrua, come nel caso di specie in cui il Tribunale aveva correttamente distinto tra reati programmati e reati frutto di decisioni estemporanee.
Continua »
Disegno criminoso: quando i reati non sono uniti
Un soggetto, condannato per molteplici reati legati agli stupefacenti, ha richiesto il riconoscimento di un unico disegno criminoso per ottenere un trattamento sanzionatorio più favorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la sola somiglianza tra i reati e la vicinanza temporale non sono sufficienti a provare un piano unitario iniziale, specialmente in presenza di elementi contrari come la diversità di complici e di sostanze, e una pregressa tendenza a delinquere che indica una scelta di vita piuttosto che un progetto specifico.
Continua »
Disegno criminoso: quando si applica la continuazione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva di unificare due pene per reati identici, commessi a distanza di oltre un anno. La Corte ha stabilito che un significativo lasso temporale, unito alla mancanza di altri indicatori concreti, esclude la configurabilità di un unico disegno criminoso, elemento necessario per l'applicazione del più favorevole istituto della continuazione.
Continua »
Agevolazione mafiosa: concorrenza e metodo mafioso
La Cassazione conferma la condanna per concorrenza sleale aggravata da agevolazione mafiosa. Un commerciante aveva costretto un rivale ad allontanarsi, sfruttando legami con un clan per sostenere un membro detenuto. Il ricorso è stato respinto.
Continua »