Un uomo, con quattro condanne definitive per usura, chiede al giudice di riconoscere il vincolo del reato continuato, sostenendo che tutti i fatti derivassero da un unico piano. Il giudice rigetta la richiesta in modo sbrigativo, basandosi solo sulla presunta diversità dei fatti. La Corte di Cassazione interviene, annullando la decisione. La Corte stabilisce un principio chiaro: non si può negare il reato continuato con una motivazione superficiale. Quando i reati sono dello stesso tipo, vicini nel tempo e nello spazio, il giudice ha l'obbligo di indagare a fondo per verificare l'esistenza di un disegno criminoso unitario. Il caso torna al primo giudice per una nuova e più attenta valutazione.
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