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Disegno Criminoso — Anno 2026

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380 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Disegno criminoso: Cassazione nega la continuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del medesimo disegno criminoso tra due condanne distinte: una per rapina e lesioni, l'altra per tentato incendio boschivo. Nonostante la vicinanza temporale (due mesi), la Corte ha stabilito che la totale eterogeneità dei reati esclude la possibilità di una programmazione unitaria, confermando la decisione del GIP.
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Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per quattro distinti reati di droga, il quale chiedeva il riconoscimento di un unico disegno criminoso. La Corte ha stabilito che la vicinanza temporale e la somiglianza dei reati non sono sufficienti a provare un piano iniziale unitario. È stato ribadito che distinguere un singolo progetto criminale da una scelta di vita dedita al crimine è compito del giudice di merito e che l'onere della prova grava sul ricorrente.
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Disegno criminoso: il tempo tra reati lo esclude
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'unificazione delle pene per più reati di spaccio. La Corte ha confermato la decisione del tribunale, sottolineando che il lungo tempo trascorso tra i reati esclude la sussistenza di un medesimo disegno criminoso.
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Disegno criminoso: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo che chiedeva il riconoscimento di un unico disegno criminoso per reati diversi (furto con strappo e spendita di banconote false) commessi a breve distanza di tempo. La Corte ha stabilito che la vicinanza temporale non è sufficiente. Per configurare un disegno criminoso unico, è necessaria una programmazione unitaria, che mancava nel caso di specie, caratterizzato da diverse modalità operative, luoghi e complici. La decisione distingue nettamente tra un piano criminale preordinato e una generica tendenza a delinquere.
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Disegno criminoso e continuazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione respinge un ricorso relativo all'applicazione del singolo disegno criminoso. L'imputato, condannato per due rapine distinte, aveva chiesto di considerarle come un unico reato continuato. La Corte ha confermato la decisione di merito, evidenziando le profonde differenze tra i due eventi: il primo, una rapina in banca a Firenze, ben organizzata e parte di un'associazione criminale; il secondo, una rapina estemporanea a un furgone a Catania. Questa diversità fattuale è stata considerata decisiva per escludere un progetto criminale unitario e preordinato, ribadendo che la sola vicinanza temporale non è sufficiente a dimostrare un disegno criminoso.
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Disegno criminoso: quando più reati sono un unico piano
Un soggetto condannato per tre rapine separate ricorre in Cassazione chiedendo il riconoscimento del vincolo della continuazione, basato su un unico disegno criminoso. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando che il notevole lasso di tempo intercorso tra i fatti e le diverse modalità operative sono elementi sufficienti per escludere l'esistenza di un piano unitario e premeditato. La decisione del giudice di merito, se logicamente motivata, è insindacabile in sede di legittimità.
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Continuazione tra reati: quando non è riconoscibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati per tre diverse sentenze. La Corte ha confermato la decisione del giudice di merito, escludendo un disegno criminoso unitario a causa della notevole distanza temporale tra i fatti e della diversità del modus operandi, sottolineando che un generico stile di vita dedito al crimine non è sufficiente per ottenere il beneficio.
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Continuazione tra reati: il criterio temporale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per l'applicazione della continuazione tra reati a causa di un significativo lasso di tempo (quattro anni) tra i crimini commessi. La Corte ha ribadito che il criterio temporale è un indice fondamentale per escludere l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, e che le valutazioni sui fatti non possono essere riesaminate in sede di legittimità.
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Disegno criminoso: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento di un unico disegno criminoso per una serie di reati. La decisione si fonda sulla mancanza di un nesso e sul notevole intervallo temporale tra i fatti, confermando che la valutazione del merito non può essere richiesta in sede di legittimità.
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Reato continuato: omicidio e associazione mafiosa
La Cassazione ha rigettato un ricorso per l'applicazione del reato continuato tra una condanna per omicidio aggravato dal metodo mafioso e una per associazione a delinquere. La Corte ha chiarito che, per configurare un unico disegno criminoso, non basta che il delitto-fine (l'omicidio) avvantaggi il clan, ma è necessario provare che fosse stato programmato fin dall'inizio, e non frutto di una decisione estemporanea legata a circostanze occasionali.
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Reato continuato e tossicodipendenza: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3949/2026, ha stabilito che lo stato di tossicodipendenza di un imputato non è di per sé sufficiente a configurare un reato continuato tra tutti i delitti da lui commessi. Per l'applicazione di questo istituto è indispensabile dimostrare l'esistenza di un'unica e preventiva programmazione criminosa. Nel caso di specie, la Corte ha confermato la decisione che unificava i reati legati al bisogno di droga (estorsione e maltrattamenti), escludendo però quelli di natura occasionale come la guida in stato di ebbrezza, poiché non rientravano in tale disegno unitario.
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Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
Un individuo, condannato per tentato furto in abitazione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione chiedendo il riconoscimento della continuazione con altri reati. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la semplice ripetizione di reati contro il patrimonio non basta a configurare un unico disegno criminoso, elemento indispensabile per applicare l'istituto della continuazione.
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Reato continuato: come si valuta il disegno criminoso
La Corte di Cassazione si pronuncia su due casi distinti. Rigetta il ricorso di un imputato per omicidio, confermando la valutazione del giudice di merito sul bilanciamento delle circostanze. Accoglie invece il ricorso di un altro imputato, annullando la sentenza per non aver correttamente valutato gli indici del reato continuato, come la vicinanza temporale e territoriale dei fatti, a prescindere dall'identità dell'arma usata.
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Continuazione reato droga: quando è esclusa
La Corte di Cassazione conferma il rigetto della richiesta di riconoscimento della continuazione reato droga tra due episodi criminali. La decisione si basa sulle significative differenze tra i fatti: importazione contro detenzione, diversità dei correi, distanza temporale di sette mesi e luoghi di commissione differenti. Questi elementi, secondo la Corte, dimostrano l'esistenza di due autonome volizioni criminose e non di un unico disegno criminoso, rendendo impossibile applicare il vincolo della continuazione.
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Reato continuato: la dipendenza non basta, dice la Corte
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 222/2026, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato per diverse condanne. La Corte ha chiarito che uno stato di tossicodipendenza, pur rilevante, non può da solo unificare crimini eterogenei commessi in un arco temporale molto vasto. Per configurare il reato continuato è necessaria la prova di un unico e preordinato disegno criminoso, che in questo caso mancava a causa della distanza temporale, della diversità dei reati e dei contesti.
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Reato continuato: la prova spetta al condannato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra due sentenze. La Corte ha ribadito che l'onere di provare l'esistenza di un unico disegno criminoso grava sul richiedente. La semplice somiglianza dei reati o la vicinanza temporale non sono sufficienti, potendo indicare una mera abitualità criminale. La valutazione spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità.
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Disegno criminoso: quando non si applica il reato continuato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva l'applicazione del reato continuato per una serie di delitti commessi in carcere. La Corte ha stabilito che per configurare un unico disegno criminoso non è sufficiente il comune contesto detentivo, ma è necessaria una programmazione originaria e unitaria, assente nel caso di specie dove i reati apparivano come reazioni estemporanee e non pianificate.
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Continuazione tra reati: il disegno criminoso unico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati di truffa e detenzione abusiva di arma. Secondo la Corte, per ottenere il beneficio non è sufficiente affermare che l'arma servisse a fronteggiare generici pericoli derivanti dalla truffa. È invece necessario dimostrare che tutti i reati rientravano in un unico e originario disegno criminoso, deliberato sin dall'inizio, prova che in questo caso mancava.
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Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra due reati di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che per riconoscere un unico disegno criminoso, il piano deve esistere sin dalla commissione del primo reato e non può essere desunto da un generico scopo successivo, come quello di sottrarsi all'esecuzione di una pena. La natura estemporanea dei singoli atti criminali è stata decisiva per escludere un programma unitario e originario.
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Disegno criminoso: quando due reati sono unificabili?
Un soggetto condannato per due reati di evasione, commessi a pochi giorni di distanza, ha chiesto di unificarli sotto la disciplina del medesimo disegno criminoso (art. 81 c.p.). La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando la decisione del Tribunale. Secondo i giudici, la sola vicinanza temporale e l'omogeneità della condotta, dettata da insofferenza verso le prescrizioni, non sono sufficienti a provare l'esistenza di un'unica programmazione iniziale, elemento necessario per configurare il disegno criminoso.
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