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Disegno Criminoso — Anno 2026

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380 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Continuazione tra reati: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un condannato contro il diniego del riconoscimento della continuazione tra diverse sentenze per truffa e associazione per delinquere. Il giudice dell'esecuzione aveva rigettato l'istanza ritenendo insufficienti gli elementi forniti, nonostante la contiguità temporale e l'omogeneità dei reati. La Suprema Corte ha rilevato un difetto di motivazione, sottolineando che la presenza di un sodalizio criminale finalizzato proprio alla commissione di truffe costituisce un elemento decisivo per valutare l'unicità del disegno criminoso. La decisione ribadisce che il giudice deve analizzare il rapporto funzionale tra i delitti per verificare se siano parte di un programma preventivamente ideato.
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Reato continuato: quando spetta lo sconto di pena
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Napoli che negava il riconoscimento del **reato continuato** a una commerciante condannata per vendita di prodotti contraffatti. Il giudice di merito aveva respinto l'istanza ritenendo i reati troppo distanti nel tempo e diversi tra loro. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che i fatti erano avvenuti nello stesso esercizio commerciale a distanza di un solo mese, configurando indizi precisi di un unico programma criminoso. La decisione sottolinea che il giudice dell'esecuzione deve motivare rigorosamente l'eventuale esclusione della continuazione in presenza di forte contiguità spaziale e temporale.
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Disegno criminoso: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto volto a ottenere il riconoscimento del disegno criminoso tra due diverse sentenze di condanna. Il Tribunale di Pavia, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva precedentemente negato il vincolo della continuazione per mancanza di una programmazione unitaria. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorrente si è limitato a riproporre le medesime tesi difensive già respinte, senza contestare analiticamente le motivazioni del giudice di merito, rendendo il motivo di ricorso generico e non esaminabile in sede di legittimità.
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Disegno criminoso: i limiti della continuazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per reati legati agli stupefacenti, dichiarando inammissibile il ricorso per la mancata prova di un disegno criminoso unitario. L'imputato chiedeva il riconoscimento della continuazione tra diversi episodi delittuosi, ma i giudici hanno rilevato una eccessiva distanza temporale tra i fatti. Il ricorso è stato giudicato inammissibile poiché si limitava a riproporre i motivi già discussi in appello, senza contestare validamente le motivazioni della sentenza impugnata.
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Reato continuato: i limiti del disegno unitario
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'istanza per il riconoscimento del reato continuato presentata da un soggetto condannato con undici sentenze irrevocabili. Il giudice dell'esecuzione aveva escluso l'unicità del disegno criminoso a causa di un arco temporale di venti anni tra i fatti e dell'eterogeneità dei reati. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché tendeva a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Disegno criminoso: quando scatta la continuazione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che richiedeva l'applicazione della continuazione tra due sentenze irrevocabili. Il giudice dell'esecuzione aveva già escluso la sussistenza di un medesimo disegno criminoso a causa di una distanza temporale di quattro anni tra i fatti, della diversa natura dei reati (associazione a delinquere e rapina di strada) e dei differenti luoghi di commissione. La Suprema Corte ha confermato che la tossicodipendenza non giustifica automaticamente l'unificazione delle pene se il contesto criminale appare chiaramente distinto e programmato per scopi diversi.
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Disegno criminoso: quando opera la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che richiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati di associazione finalizzata al narcotraffico e una successiva detenzione di cocaina. La Corte ha stabilito che non sussisteva un unico disegno criminoso, data la distanza temporale di tre anni tra le condotte e la mancanza di prove circa una programmazione unitaria originaria. Il ricorrente non ha fornito elementi concreti per dimostrare che il reato successivo fosse già previsto al momento della partecipazione al sodalizio criminale.
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Reato continuato in esecuzione: i criteri guida
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di riconoscimento del reato continuato in esecuzione per un soggetto condannato per otto reati diversi tra il 2012 e il 2019. La Corte ha stabilito che la notevole distanza temporale e l'eterogeneità dei reati, inclusi evasione e violazioni di misure di prevenzione, dimostrano un'abitudine a delinquere piuttosto che un piano unitario preordinato.
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Vincolo della continuazione: limiti e requisiti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un soggetto che richiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione per reati di bancarotta commessi a distanza di dieci anni. La Corte ha stabilito che la serialità delle condotte, in assenza di una programmazione unitaria originaria, configura uno stile di vita e non un unico disegno criminoso.
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Reato continuato: i limiti del riconoscimento
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego del reato continuato per una serie di illeciti commessi in un arco temporale di otto anni. La sentenza chiarisce che l'eterogeneità dei reati e la mancanza di un disegno unitario preordinato impediscono l'applicazione del cumulo giuridico, confermando la condanna del ricorrente.
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Reato continuato: i criteri per il riconoscimento
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso volto a ottenere il riconoscimento del reato continuato tra un furto e una ricettazione. Il giudice ha stabilito che la distanza temporale di circa un anno e le differenti modalità esecutive escludono l'esistenza di un unico disegno criminoso originario.
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Vincolo della continuazione: quando è escluso
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di applicazione del vincolo della continuazione tra i reati di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e una successiva calunnia. Nonostante la contiguità temporale, i giudici hanno rilevato l'assenza di un disegno criminoso unitario, poiché la calunnia è stata considerata una scelta difensiva estemporanea maturata solo dopo l'arresto.
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Vincolo della continuazione: i limiti del disegno unico
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso per il riconoscimento del vincolo della continuazione tra una tentata estorsione e una rapina. Nonostante la vicinanza temporale, la diversità delle vittime e delle modalità esecutive (presenza di complici in un solo caso) escludono l'unicità del disegno criminoso secondo i giudici.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un cittadino che ha presentato ricorso contro una condanna emessa dalla Corte d'Appello. La decisione ha confermato l'inammissibilità ricorso cassazione poiché i motivi presentati erano puramente fattuali, riproduttivi di difese già respinte e privi di un reale confronto critico con la sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Reato continuato: quando manca il disegno unitario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per il riconoscimento del reato continuato tra due condanne distinte. Il giudice ha stabilito che uno scarto temporale superiore ai tre anni tra un episodio di narcotraffico e l'adesione a un'associazione criminale esclude la prova di un unico programma criminoso originario.
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Continuazione in esecuzione: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per il riconoscimento della continuazione in esecuzione, confermando il diniego tra reati di rapina e associazione mafiosa. La decisione si fonda sulla mancanza di un disegno criminoso unitario, evidenziata dall'estraneità dei complici e dalla localizzazione geografica dei reati fuori dal territorio della cosca.
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Reato continuato: limiti ed applicazione pratica
L'ordinanza della Cassazione chiarisce i presupposti necessari per il riconoscimento del reato continuato in fase di esecuzione. La Corte ha rigettato il ricorso di un soggetto che chiedeva l'unificazione di condanne derivanti da diversi procedimenti, sottolineando che la continuazione richiede un programma criminoso unitario e non può essere richiesta per la prima volta in sede di legittimità se non precedentemente sottoposta al giudice di merito.
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Reato continuato in esecuzione: i criteri applicativi
L'ordinanza chiarisce i presupposti per il riconoscimento del reato continuato in esecuzione, distinguendo tra un progetto criminoso unitario e una generica dedizione al crimine. La Corte ha confermato il rigetto della richiesta di unificazione delle pene per un soggetto, a causa di un significativo intervallo temporale tra i reati e della diversità delle modalità operative impiegate.
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Reato continuato: i limiti in sede di esecuzione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso per il riconoscimento del reato continuato tra condanne per detenzione d'armi e rapine avvenute a distanza di tempo. I giudici hanno chiarito che l'impiego del medesimo strumento non dimostra un unico disegno criminoso, specialmente in presenza di reati eterogenei e distanti cronologicamente.
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Continuazione nel reato: i limiti in fase esecutiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione nel reato tra due diverse sentenze. La decisione si fonda sull'eccessivo intervallo temporale tra i fatti, superiore a quattro anni, elemento ritenuto incompatibile con l'esistenza di un unico disegno criminoso originario nonostante l'omogeneità dei reati commessi.
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