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Disegno Criminoso — Anno 2025

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395 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Continuazione tra reati: no se c’è un lungo stop
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati per due diverse condanne. La prima, per illecita concorrenza fino al 2010; la seconda, per intestazione fittizia di beni e autoriciclaggio dal 2014 al 2018. La Corte ha stabilito che il notevole lasso di tempo intercorso tra le due serie di reati, unito ai periodi di detenzione subiti, interrompe l'unicità del disegno criminoso. Secondo i giudici, i reati successivi non erano parte di un piano originario, ma una reazione contingente alle precedenti vicende giudiziarie, escludendo così i presupposti per la continuazione tra reati.
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Reato continuato: stile di vita o disegno criminoso?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22617/2025, ha negato l'applicazione del reato continuato a un individuo condannato per spaccio in due distinti procedimenti. La Corte ha stabilito che la sola omogeneità dei reati e la loro ripetizione nel tempo non sono sufficienti a dimostrare un unico disegno criminoso, potendo invece indicare una mera 'scelta di vita' criminale, basata su decisioni estemporanee.
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Estorsione del datore di lavoro: la firma della busta paga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione del datore di lavoro che costringeva le dipendenti a firmare buste paga attestanti retribuzioni superiori a quelle effettivamente percepite. Secondo la Corte, la minaccia di non pagare lo stipendio o di licenziare integra il reato di estorsione, creando un danno per la lavoratrice e un ingiusto profitto per l'imprenditore, a prescindere da eventuali accordi iniziali per una paga inferiore.
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Continuazione tra reati: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'unificazione di più pene per il principio della continuazione tra reati. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale, distinguendo i reati commessi nell'ambito di un unico disegno criminoso legato a un'associazione mafiosa da quelli derivanti da motivazioni puramente personali, come la violazione di una misura di prevenzione per sottrarsi alla cattura. Quest'ultimo reato è stato escluso dalla continuazione perché non riconducibile al programma criminale originario.
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Disegno criminoso: il tempo tra i reati lo esclude
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che sosteneva l'esistenza di un unico disegno criminoso tra due reati commessi a quasi due anni di distanza. Secondo la Corte, il notevole lasso temporale e un movente generico, come il soddisfacimento di bisogni personali, non sono sufficienti a provare un piano criminoso unitario.
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Disegno criminoso: quando i furti sono reati distinti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso per una serie di furti. Secondo i giudici, la ripetizione di condotte predatorie con modalità simili non basta a configurare un'unica programmazione, ma rivela piuttosto un'abitualità nel delinquere e un'indole criminale basata su azioni occasionali e contingenti.
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Reato continuato: i requisiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione del reato continuato. La Corte ha ribadito che per configurare un reato continuato non è sufficiente la vicinanza temporale o il nesso tra i reati, ma è indispensabile la prova di un unico e preventivo disegno criminoso che abbracci tutte le violazioni, escludendo quindi i reati commessi in via occasionale.
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Reato continuato: quando si applica in esecuzione?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato per una serie di delitti commessi in un arco temporale molto vasto (1999, 2001, 2006, 2011). La Corte ha stabilito che la notevole distanza temporale e l'eterogeneità dei reati sono incompatibili con un unico disegno criminoso, delineando piuttosto un quadro di abitualità a delinquere. La semplice finalità di lucro comune a tutti i reati non è sufficiente a dimostrare la sussistenza del reato continuato.
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Continuazione tra reati: la Cassazione e il tempo
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un giudice dell'esecuzione che negava la continuazione tra reati di associazione mafiosa ed estorsione. Il motivo principale è l'eccessivo lasso di tempo tra l'affiliazione al clan, risalente ai primi anni '80, e la commissione dell'estorsione, avvenuta alla fine degli anni '90. Tale distanza temporale, secondo la Corte, è incompatibile con l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, elemento essenziale per riconoscere la continuazione tra reati.
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Retrodatazione custodia: no se i reati non sono connessi
Un individuo in custodia cautelare ha richiesto la retrodatazione dei termini della sua detenzione, sostenendo che un nuovo reato fosse collegato a precedenti attività criminali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del tribunale. La Corte ha stabilito che la retrodatazione custodia non è applicabile in assenza di una provata connessione qualificata, come un unico disegno criminoso, tra i reati oggetto di due diverse ordinanze cautelari, soprattutto quando i fatti differiscono per tempo, luogo e modalità esecutive.
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Reato continuato: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema del reato continuato, accogliendo parzialmente il ricorso di un imputato. La Corte ha stabilito che la trasformazione di un furto in rapina a causa di fattori esterni non interrompe l'unicità del disegno criminoso. Tuttavia, ha confermato che un notevole lasso di tempo tra i reati può giustificare l'esclusione dal vincolo della continuazione, ritenendo la decisione del giudice di merito non illogica su questo punto. Di conseguenza, la Corte ha annullato con rinvio la decisione per uno dei reati e ha rigettato il ricorso per l'altro.
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Continuazione tra reati: la decisione della Cassazione
Un individuo condannato con cinque sentenze definitive ha richiesto il riconoscimento della continuazione tra reati. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, confermando il diniego per due reati eterogenei e distanti nel tempo, ma annullando la decisione per altri tre reati commessi nello stesso luogo e in un arco temporale ristretto. Per questi ultimi, la Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione del giudice di merito, ordinando una nuova e più approfondita valutazione sull'esistenza di un unico disegno criminoso.
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Inammissibilità ricorso penale e reato continuato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso penale relativo a una condanna per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito che, pur riconoscendo un unico disegno criminoso, hanno correttamente applicato la disciplina del reato continuato per diverse cessioni di droga. Data la manifesta infondatezza del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Disegno Criminoso: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27916/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato volto al riconoscimento di un unico disegno criminoso. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la natura estemporanea della condotta successiva e l'offesa a un diverso bene giuridico sono elementi sufficienti per escludere la continuazione del reato, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Disegno criminoso: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato volto al riconoscimento di un unico disegno criminoso. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, sottolineando che la natura estemporanea e non pianificata delle condotte delittuose impedisce di configurare un piano unitario, nonostante la similarità delle modalità di esecuzione e lo stato di tossicodipendenza del ricorrente.
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Disegno criminoso: quando i reati non sono uniti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del cosiddetto 'disegno criminoso' per unificare più condotte illecite. La decisione si fonda sulla valutazione del giudice di merito, che ha correttamente escluso l'unicità del piano criminale a causa del notevole intervallo temporale tra i reati e della non decisività dello stato di tossicodipendenza dell'imputato. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato.
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Reato Continuato: quando la Cassazione lo esclude
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per quattro sentenze definitive. La Corte ha stabilito che la notevole distanza temporale tra i fatti, unita a diverse modalità operative e alla partecipazione di complici differenti, sono elementi sufficienti per escludere l'esistenza di un unico disegno criminoso, confermando così la decisione della Corte d'appello che aveva riconosciuto la continuazione solo per due dei reati contestati.
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Reato continuato: quando il tempo lo esclude
La Corte di Cassazione ha stabilito che un intervallo temporale significativo tra reati omogenei, come la cessione di stupefacenti, può interrompere il vincolo della continuazione. In questo caso, un lasso di tempo di oltre un anno tra due gruppi di condotte illecite è stato considerato un indicatore di una rinnovata intenzione criminale, piuttosto che l'esecuzione di un unico disegno criminoso. Di conseguenza, il ricorso volto a ottenere il riconoscimento del reato continuato è stato respinto.
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Disegno criminoso: quando si applica la continuazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'applicazione della continuazione tra reati. Il fulcro della decisione è la corretta interpretazione del concetto di 'disegno criminoso', che richiede una programmazione unitaria e anticipata dei reati, non essendo sufficiente una generica propensione a delinquere. La Corte ha ribadito che la valutazione degli indici probatori (come la vicinanza temporale e il modus operandi) spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e congrua, come nel caso di specie.
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Disegno criminoso: i requisiti per la continuazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata contro la decisione di non applicare la continuazione tra reati. L'ordinanza ribadisce che per riconoscere un unico disegno criminoso non basta una generica propensione a delinquere, ma è necessaria una programmazione iniziale di tutti i reati, almeno nelle loro linee essenziali. La valutazione di tali elementi spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se motivata in modo logico.
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