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Disegno Criminoso — Anno 2025

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395 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Continuazione tra reati: no se il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la continuazione tra reati a causa della sua genericità. L'appellante non ha contestato specificamente le motivazioni del giudice di merito, che aveva negato il nesso tra due evasioni per la distanza temporale e l'incompatibilità con un disegno unitario.
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Disegno criminoso: quando la Cassazione lo esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra più reati. Il ricorrente sosteneva l'esistenza di un unico disegno criminoso, ma la Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, il quale aveva negato il beneficio a causa dell'ampio arco temporale tra i fatti e della loro natura estemporanea, ritenendo il ricorso generico e non in grado di scalfire la logica motivazione del provvedimento impugnato.
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Disegno criminoso: quando il giudice può negarlo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati. L'ordinanza sottolinea che la valutazione sull'esistenza di un unico disegno criminoso è una questione di fatto di competenza del giudice di merito, e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logica e adeguata, come nel caso di specie, dove la distanza temporale e la diversa localizzazione dei fatti escludevano un piano unitario.
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Disegno criminoso: quando i reati non sono uniti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso per una serie di furti. I reati, commessi in un arco temporale di otto anni, in luoghi diversi e con modalità differenti, non sono stati ritenuti parte di un unico piano premeditato, ma espressione di uno stile di vita delinquenziale, che non è sufficiente a integrare l'istituto della continuazione.
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Continuazione tra reati: no se cambi clan mafioso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati per due condanne relative all'appartenenza a clan mafiosi rivali. Secondo la Corte, il passaggio da un'organizzazione criminale a un'altra interrompe l'unicità del disegno criminoso, rendendo inapplicabile l'istituto della continuazione.
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Appropriazione indebita aggravata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita aggravata nei confronti di un incaricato alla vendita che aveva trattenuto gli incassi ricevuti dai clienti. L'imputato si era difeso sostenendo di aver compensato le somme con provvigioni non pagate, ma la sua tesi è stata ritenuta priva di riscontri. La sentenza chiarisce il momento consumativo del reato e i criteri per la valutazione dell'aggravante del danno patrimoniale di rilevante entità, specificando che in caso di più condotte lesive verso la stessa vittima, il danno va considerato globalmente.
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Continuazione tra reati: onere della prova e poteri
Una recente sentenza della Corte di Cassazione annulla una condanna per spaccio, stabilendo importanti principi sulla continuazione tra reati. La Corte ha chiarito che, per ottenere il riconoscimento della continuazione, l'imputato ha l'onere di fornire tutti gli elementi per identificare una precedente condanna, ma non è obbligato a produrne copia. A fronte di un'allegazione completa, il giudice può acquisire d'ufficio la sentenza. Viene inoltre criticata una motivazione superficiale sull'assenza di un disegno criminoso in episodi di spaccio ravvicinati.
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Reato continuato tossicodipendenza: non è automatico
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato, stabilendo che il reato continuato per tossicodipendenza non è automatico. La condizione di dipendenza da stupefacenti non è di per sé sufficiente a dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso, specialmente in presenza di reati eterogenei e distanti nel tempo. Il giudice deve valutare concreti indicatori come l'omogeneità delle condotte e la contiguità temporale.
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Disegno criminoso: la Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che negava la continuazione tra maltrattamenti in famiglia e successivi atti persecutori. La Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione basata solo sul fattore tempo, ribadendo che per accertare il medesimo disegno criminoso è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli indici rilevanti, come il contesto, la natura dei reati e il modus operandi.
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Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un Tribunale che negava l'applicazione della continuazione tra due reati di contraffazione. Nonostante la somiglianza dei crimini e la vicinanza temporale, i giudici hanno escluso l'esistenza di un unico disegno criminoso, ritenendo le condotte frutto di una generale propensione alla devianza e non di un piano unitario prestabilito. La sentenza distingue nettamente tra un progetto criminoso specifico e una generica abitudine a delinquere, sottolineando come le diverse modalità esecutive e i ruoli differenti nei due episodi fossero indicativi di determinazioni estemporanee.
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Reato continuato: la Cassazione sui limiti temporali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29726/2025, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra delitti separati da un notevole lasso di tempo e da un periodo di detenzione. La Corte ha stabilito che tali elementi interrompono l'unicità del disegno criminoso, requisito essenziale per l'applicazione dell'istituto, anche in presenza di una condizione di tossicodipendenza.
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Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il riconoscimento della continuazione tra reati, anche 'per gruppi'. La sentenza sottolinea che, per ottenere il beneficio, l'imputato deve allegare elementi specifici e concreti che dimostrino un unico disegno criminoso iniziale, non essendo sufficienti indizi generici come la vicinanza temporale o lo stato di tossicodipendenza.
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Reato continuato tossicodipendenza: quando si applica?
La Cassazione rigetta il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tossicodipendenza per reati di droga ed evasione commessi in un arco di nove anni. La Corte ha stabilito che un singolo certificato di positività non è sufficiente a provare uno stato di dipendenza coevo a tutti i reati, e che la notevole distanza temporale tra i delitti esclude l'unicità del disegno criminoso.
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Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati eterogenei (stalking, tentato furto, danneggiamento). La Corte ha stabilito che per riconoscere un unico disegno criminoso non basta la vicinanza temporale dei fatti o la presenza di un vizio parziale di mente. È necessaria la prova di una programmazione unitaria iniziale di tutti i delitti, che in questo caso mancava a causa della diversità dei reati, delle vittime e del lungo arco temporale.
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Reato continuato: la Cassazione annulla per difetto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava il riconoscimento del reato continuato a un condannato per reati di stampo mafioso. La decisione è stata motivata dalla totale assenza di un'analisi dettagliata da parte del giudice dell'esecuzione, che non ha esaminato i fatti specifici né le sentenze di condanna. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che dovrà basarsi su una valutazione approfondita dell'eventuale unicità del disegno criminoso.
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