La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25999/2025, ha rigettato un ricorso per il riconoscimento del reato continuato tra due furti in abitazione. La Corte ha stabilito che la somiglianza nelle modalità esecutive e la breve distanza temporale tra i reati non sono sufficienti a dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso. È necessario provare che i reati successivi fossero già programmati, almeno nelle linee essenziali, al momento della commissione del primo, distinguendo così il reato continuato da una mera tendenza a delinquere.
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