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Disegno Criminoso — Anno 2025

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395 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Disegno criminoso: no alla continuazione tra reati
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso tra due sentenze per spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la notevole distanza temporale (oltre un anno) e geografica (tra l'Emilia-Romagna e il Lazio) tra i reati esclude la programmazione unitaria, anche se l'intervallo è stato parzialmente trascorso in detenzione. Il generico bisogno di denaro e la somiglianza dei reati non sono sufficienti a dimostrare un unico disegno criminoso.
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Validità querela: è valida per fatti successivi?
La Corte di Cassazione conferma che la validità querela si estende anche a fatti commessi dopo la sua presentazione, a condizione che facciano parte di un'unica vicenda criminosa. Nel caso di specie, una querela per minacce è stata ritenuta valida per un episodio successivo, in quanto parte dello stesso programma delittuoso finalizzato al recupero di un credito. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando il carattere unitario della condotta dell'imputato.
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Reato continuato: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato per una serie di delitti legati al traffico di stupefacenti, commessi a distanza di anni. La Corte ha ribadito che l'onere di provare l'esistenza di un unico disegno criminoso grava sul richiedente e che un lungo lasso di tempo, unito a periodi di detenzione, interrompe la continuità del piano, rendendo i reati successivi episodi autonomi.
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Disegno criminoso: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14745/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. La Corte ha ribadito che per applicare l'istituto è necessario un unico disegno criminoso, ovvero un piano deliberato in anticipo, e non una semplice propensione a delinquere. La valutazione di specifici indicatori, come la contiguità temporale e l'identico modus operandi, è rimessa all'apprezzamento del giudice di merito.
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Continuazione reati: quando non è applicabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14731/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso per l'applicazione della continuazione reati. I giudici hanno ribadito che per ottenere il beneficio non è sufficiente una generica tendenza a delinquere, ma è necessaria la prova rigorosa di un unico disegno criminoso, preordinato e unitario, che leghi tutte le condotte illecite. In assenza di tale prova, il ricorso viene respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Disegno criminoso: i criteri per la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso volto al riconoscimento della continuazione tra reati, ribadendo i criteri per la prova del medesimo disegno criminoso. La Corte ha sottolineato che l'accertamento di indicatori quali la vicinanza temporale, l'omogeneità dei reati e il modus operandi è un giudizio di merito, non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente. La decisione distingue nettamente tra un piano criminale unitario e una generica propensione a delinquere.
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Disegno criminoso: la Cassazione sui reati a distanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per il riconoscimento di un unico disegno criminoso tra reati commessi a decenni di distanza (1998, 2016 e 2021). La Corte ha stabilito che un così ampio lasso temporale è incompatibile con l'idea di un piano unitario preordinato, configurando piuttosto una generica propensione al crimine e non un singolo progetto.
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Continuazione reati: il tempo tra i delitti è decisivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione reati tra due sentenze. La Corte ha stabilito che un intervallo di tempo significativo, nel caso di specie due anni e sei mesi, è un elemento decisivo che rende improbabile l'esistenza di un unico disegno criminoso, anche in presenza di condotte simili. La decisione sottolinea come il fattore temporale prevalga su altri indici nella valutazione della continuazione.
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Continuazione tra reati: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per il riconoscimento della continuazione tra reati. Il giudice di merito aveva negato l'esistenza di un unico disegno criminoso a causa della distanza temporale e della diversità di luogo e modalità dei reati, ravvisando piuttosto una generica propensione a delinquere. La Suprema Corte ha confermato che la valutazione del disegno criminoso è una questione di fatto e che il ricorso, essendo generico e volto a una nuova valutazione delle prove, non poteva essere accolto.
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Continuazione reati: no senza unicità del disegno
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della disciplina della continuazione reati per due evasioni e una minaccia. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Foggia, negando l'unicità del disegno criminoso. I reati, commessi in un arco di quasi un anno e mezzo, riguardavano la violazione di titoli cautelari diversi. Inoltre, le circostanze della seconda evasione (il condannato fu trovato a vomitare sul retro di casa) sono state ritenute contingenti e non programmabili, escludendo così l'idea di un piano preventivo che legasse le diverse condotte.
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Vincolo della continuazione: quando non si applica?
La Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione tra un omicidio e reati di droga. È stato escluso il medesimo disegno criminoso perché l'omicidio è risultato un atto d'impeto estemporaneo e non un'azione programmata sin dall'inizio.
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Reato continuato: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che negava l'applicazione del reato continuato tra un delitto associativo e un successivo reato di coltivazione di stupefacenti. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione del giudice di merito insufficiente, ribadendo la necessità di una valutazione approfondita di indici concreti (omogeneità delle condotte, contiguità temporale, modalità esecutive) per accertare l'esistenza di un'unica programmazione criminosa iniziale.
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Reato continuato: quando si applica? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per due distinte condanne per reati fallimentari. La Corte ha stabilito che, per applicare tale istituto, è necessaria la prova di un'unica e iniziale deliberazione criminosa. Nel caso specifico, i reati sono stati considerati frutto di decisioni estemporanee e opportunistiche, non riconducibili a un piano unitario, distinguendo così il singolo disegno criminoso da una generica inclinazione a delinquere.
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Disegno criminoso: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso per una serie di reati. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, sottolineando che la natura eterogenea dei reati e la notevole distanza temporale tra le condotte impediscono di ricondurli a un'unica programmazione criminosa.
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Disegno criminoso: quando non si applica la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso tra più reati. La decisione si fonda sulla corretta valutazione del giudice di merito, che aveva escluso l'unicità del piano criminale a causa della notevole distanza temporale tra i fatti e delle diverse modalità di esecuzione, rendendo implausibile una deliberazione unitaria e anticipata.
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Disegno criminoso: quando i reati non sono unici
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso volto al riconoscimento di un unico disegno criminoso. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del ricorso, confermando la valutazione del giudice di merito che aveva escluso l'unicità del piano delittuoso a causa della diversità e della distanza temporale e spaziale tra i reati commessi.
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Disegno criminoso: quando non sussiste la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione tra più reati. Secondo la Corte, un unico disegno criminoso non può essere presunto solo sulla base di un movente di lucro comune, specialmente in presenza di una notevole distanza temporale tra le condotte e di una radicata tendenza a delinquere, elementi che escludono l'esistenza di un'unica deliberazione iniziale.
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Continuazione tra reati: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla richiesta di applicazione della continuazione tra reati per due gruppi di illeciti: rapine e violazioni di un ordine di espulsione. La Corte ha negato la continuazione per le rapine, poiché mancava la prova di un unico disegno criminoso programmato fin dall'origine. Ha invece annullato con rinvio la decisione sulle violazioni dell'ordine di espulsione, ritenendo la motivazione del giudice precedente insufficiente.
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Continuazione reati: quando lo spaccio è mafioso
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza che negava il riconoscimento della continuazione reati tra la partecipazione a un'associazione mafiosa e un singolo episodio di spaccio. La Corte ha ritenuto la motivazione del giudice di merito carente e assertiva, in quanto non aveva adeguatamente considerato elementi probatori significativi, come la contestualità temporale tra l'affiliazione al sodalizio e la consumazione del reato fine, che avrebbero potuto dimostrare un unico disegno criminoso iniziale.
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Continuazione reati: no se manca un piano unitario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della continuazione reati. La Corte ha stabilito che la notevole diversità dei crimini commessi, l'ampio arco temporale (otto anni) e la partecipazione di complici diversi impediscono di ricondurre i fatti a un unico e premeditato disegno criminoso, requisito essenziale per l'applicazione del beneficio.
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