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Disegno Criminoso — Anno 2025

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395 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Reato continuato: calcolo pena e sentenze unificate
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte di Appello che aveva ricalcolato una pena in applicazione del reato continuato. L'errore del giudice di merito è stato non considerare correttamente che due delle sentenze erano già state unificate in un precedente giudizio. La Cassazione ha ribadito il principio secondo cui, in fase esecutiva, il giudice deve 'scorporare' i reati già unificati, individuare il reato più grave tra tutti quelli coinvolti e ricalcolare autonomamente gli aumenti di pena per ciascun reato satellite.
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Reato continuato: no a unico disegno criminoso
La Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato tra una condanna per associazione a delinquere e una per tentata estorsione. I giudici hanno chiarito che, per riconoscere l'unicità del disegno criminoso, i reati-fine devono essere stati ideati prima dell'inizio del reato associativo, cosa non avvenuta nel caso di specie, dato che i reati erano maturati in contesti e tempi diversi.
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Continuazione tra reati: no se passa troppo tempo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato per spaccio di stupefacenti. I giudici escludono sia la qualificazione del reato come fatto di lieve entità, sia l'istituto della continuazione tra reati, a causa del notevole lasso di tempo (quattro anni) trascorso tra gli episodi criminosi, ritenendolo incompatibile con un unico disegno criminoso.
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Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che negava l'applicazione della continuazione tra reati. Il giudice di merito aveva erroneamente basato la sua decisione sull'intera 'carriera criminale' del richiedente, invece di limitare l'analisi ai soli reati oggetto dell'istanza. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione deve verificare, a posteriori, l'esistenza di un unico disegno criminoso che leghi specificamente le condotte in esame, senza estendersi ad altri episodi criminali passati o futuri.
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Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva negato l'applicazione della continuazione tra reati. La decisione è stata annullata per carenza di motivazione, poiché il giudice non aveva adeguatamente considerato gli elementi che collegavano un'estorsione a un'associazione di stampo mafioso. La Corte ha sottolineato la necessità di un'analisi approfondita per verificare l'esistenza di un unico disegno criminoso, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
Un uomo, condannato per due tentati furti in abitazione a 13 giorni di distanza, ha richiesto l'applicazione del reato continuato, sostenendo un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la somiglianza dei reati e la vicinanza temporale non sono sufficienti a dimostrare un piano preordinato, distinguendolo da una generica scelta di vita criminale.
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Reato continuato: omicidio e distruzione di cadavere
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di Appello che applicava il reato continuato a un caso di omicidio seguito da distruzione di cadavere. Nonostante l'apparente estemporaneità della seconda azione, la Corte ha ritenuto che entrambe le condotte rientrassero in un unico disegno criminoso, finalizzato a commettere il delitto e garantirsi l'impunità.
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Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva di unificare, sotto un unico disegno criminoso, una pena per reati di mafia ed estorsione con una per stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che non vi erano prove di un piano unitario tra il reato di droga e gli altri delitti, data la loro eterogeneità e la mancanza di qualsiasi collegamento fattuale.
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Disegno Criminoso: No, se c’è Distanza Temporale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva di unificare, sotto un unico disegno criminoso, due sentenze per reati commessi a grande distanza di tempo. La prima sentenza riguardava reati di mafia commessi fino al 2010, la seconda il narcotraffico nel 2016-2017. La Corte ha ritenuto che l'ampio lasso temporale e la mancanza di prove di un legame programmatico tra le due attività criminali escludessero la sussistenza di un disegno criminoso unitario.
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Disegno criminoso: prova e requisiti per unificare pene
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva di unificare le pene per diversi reati contro il patrimonio. La Corte ha ribadito che, per ottenere il riconoscimento del disegno criminoso, non basta la somiglianza dei reati o la loro vicinanza nel tempo. È necessario fornire prove concrete di un piano unitario, ideato prima della commissione del primo reato, onere che il ricorrente non ha soddisfatto.
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Continuazione tra reati: no con un lungo lasso di tempo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva di applicare la continuazione tra reati a una vecchia condanna per tentato acquisto di stupefacenti e successive condanne per narcotraffico. La Corte ha stabilito che il notevole lasso di tempo trascorso tra i fatti (dal 1983 al 1991) è un elemento decisivo per escludere l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, requisito fondamentale per la continuazione.
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Disegno criminoso: la valutazione del giudice di merito
Un soggetto condannato per tre distinti episodi di violazione della legge sugli stupefacenti, avvenuti in un arco di tre anni, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'esistenza di un unico disegno criminoso. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: la valutazione sull'unicità del piano criminale spetta al giudice di merito. Se la sua decisione è supportata da una motivazione logica e coerente, come in questo caso dove si evidenziava il lungo tempo trascorso e le diverse modalità di esecuzione, essa non può essere riesaminata in sede di legittimità. La Cassazione ha quindi confermato che l'appello del ricorrente era una richiesta di nuova valutazione dei fatti, non consentita a quel livello di giudizio.
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Disegno criminoso: quando è escluso dalla Cassazione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo che chiedeva il riconoscimento di un unico disegno criminoso per due rapine commesse a quasi tre mesi di distanza. La Corte ha stabilito che la somiglianza dei reati e il comune fine di profitto non sono sufficienti a dimostrare l'esistenza di un piano unitario preordinato, confermando la decisione del Tribunale di Milano.
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Concorso in spaccio: resistenza alla polizia è reato
Una donna ha impugnato la condanna per spaccio e resistenza, sostenendo di aver agito solo per aiutare il compagno a fuggire. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che ostacolare attivamente le forze dell'ordine durante la detenzione di stupefacenti costituisce concorso in spaccio, poiché tale condotta contribuisce a protrarre il reato permanente e a proteggere i proventi illeciti.
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Disegno criminoso: quando si esclude la continuazione
Un soggetto, condannato per associazione a delinquere e per furti commessi due anni dopo, ha richiesto il riconoscimento del reato continuato. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, specificando che per configurare un unico disegno criminoso non è sufficiente la somiglianza dei reati o del modus operandi. È necessaria la prova di un piano unitario, ideato fin dall'inizio, che leghi tutte le condotte. Un lungo lasso di tempo tra i crimini, come in questo caso, rafforza la presunzione che i reati successivi nascano da una nuova e autonoma decisione, indicando una propensione a delinquere piuttosto che l'esecuzione di un piano preordinato.
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Reato continuato: come si calcola la pena base?
Un imprenditore, condannato con sei sentenze per reati fiscali, previdenziali e di bancarotta, chiede l'applicazione del reato continuato. Il giudice dell'esecuzione accoglie la richiesta ma commette un errore nel calcolo della pena complessiva, utilizzando come base una pena già frutto di una precedente unificazione. La Corte di Cassazione annulla la decisione, specificando che il giudice deve 'scorporare' i reati, identificare il più grave in assoluto e usare la pena per quello come pena base, per poi aggiungere gli aumenti per tutti gli altri reati satellite.
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Continuazione reato: il tempo può escluderla
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della continuazione reato per diverse condanne. La Corte ha confermato che il lungo lasso temporale tra i fatti delittuosi (otto mesi e due anni) e l'assenza di un piano unitario, indicavano piuttosto reati occasionali, escludendo così l'esistenza di un unico disegno criminoso.
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Continuazione reati: no se manca un disegno criminoso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della continuazione reati tra due furti in abitazione. Nonostante la vicinanza temporale e l'omogeneità dei reati, la Corte ha escluso la presenza di un medesimo disegno criminoso a causa delle diverse modalità esecutive: il secondo furto, infatti, è stato ritenuto estemporaneo e occasionale, motivato dalla ricerca di alcol, interrompendo così l'unicità del piano criminale.
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Inammissibilità ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un'imputata condannata per la spendita di monete false. Il motivo del ricorso, incentrato sulla presunta eccessività della pena, è stato ritenuto manifestamente infondato. La Corte ha sottolineato che la valutazione della sanzione è un potere discrezionale del giudice di merito, e la sua motivazione, basata sulla reiterazione degli illeciti, era logica e congrua. Di conseguenza, è stata confermata la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Disegno criminoso: i requisiti per la continuazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il riconoscimento del disegno criminoso, ribadendo i criteri necessari. La Corte sottolinea che una generica propensione a delinquere non è sufficiente; per applicare la continuazione tra reati servono indicatori concreti come l'omogeneità delle condotte e la vicinanza temporale, la cui valutazione spetta al giudice di merito ed è insindacabile se ben motivata.
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