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Disegno Criminoso — Anno 2025

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395 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Continuazione tra reati: no se è stile di vita
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una condannata che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. La Corte ha stabilito che la pluralità di reati diversi (furto, evasione, possesso di grimaldelli) commessi in un arco temporale di oltre dieci anni e in diverse località non configura un unico disegno criminoso, ma piuttosto un programma di vita improntato al crimine, escludendo così l'applicazione del beneficio.
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Reato continuato: limiti del giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per bancarotta che chiedeva il riconoscimento del reato continuato. La Corte ha stabilito che se il giudice del processo ha già escluso tale vincolo, la sua decisione è definitiva (res judicata) e non può essere modificata dal giudice dell'esecuzione, neanche in presenza di nuovi elementi.
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Continuazione reato associativo: analisi Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8238/2025, interviene sulla disciplina della continuazione tra reati, distinguendo tra crimini comuni e reati associativi. Mentre per i primi ha confermato il rigetto della richiesta a causa dell'eterogeneità delle condotte e dell'ampio arco temporale, ha annullato la decisione per quanto riguarda la continuazione reato associativo. La Corte ha stabilito che, in questi casi, il giudice deve condurre un'analisi approfondita sulla natura e l'evoluzione delle organizzazioni criminali per poter escludere l'esistenza di un unico progetto criminoso, non potendosi basare su motivazioni generiche.
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Reato continuato: quando non si applica la disciplina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato a due sentenze per estorsione. La Corte ha stabilito che la semplice omogeneità dei reati e un modus operandi simile non sono sufficienti. Per il riconoscimento del reato continuato è necessaria la prova di un unico disegno criminoso, assente in questo caso a causa dei diversi moventi (recupero crediti per terzi contro usura), del notevole divario temporale e delle diverse località dei crimini.
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Disegno criminoso: quando i reati non sono uniti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo che chiedeva il riconoscimento di un unico disegno criminoso per reati commessi in un arco temporale di quattro anni, in luoghi diversi e con modalità differenti. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, sottolineando che la mancanza di vicinanza cronologica e l'eterogeneità delle condotte escludono l'esistenza di un piano unitario, requisito fondamentale per l'applicazione dell'istituto della continuazione.
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Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva di riconoscere il vincolo della continuazione tra il reato di esercizio abusivo della professione e quello di possesso di documento falso. Secondo la Corte, la mancanza di prove su un unico disegno criminoso, la distanza temporale e le diverse modalità dei reati escludono tale vincolo.
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Disegno criminoso: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso per una serie di reati. I giudici hanno confermato la decisione del Tribunale, sottolineando che la diversità nelle modalità esecutive, nei tempi, nei luoghi e negli oggetti dei reati esclude la sussistenza di un unico programma delinquenziale. Il ricorso è stato ritenuto infondato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Disegno criminoso: quando i reati non sono collegati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva di riconoscere il vincolo del disegno criminoso tra un reato associativo e una rapina successiva. La decisione si fonda sulla notevole distanza temporale tra i fatti, sulle diverse modalità esecutive e sulla differenza dei complici, elementi che escludono l'esistenza di un programma criminoso unitario e deliberato fin dall'origine.
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Disegno criminoso: quando i reati non sono uniti
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, negando il riconoscimento del disegno criminoso per una serie di reati. I crimini, commessi in un ampio arco temporale, con complici e modalità differenti, non potevano essere ricondotti a un unico programma delinquenziale. L'appello è stato dichiarato inammissibile.
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Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che chiedeva l'applicazione della continuazione tra più reati (due furti, una rapina e porto d'armi). La Corte ha escluso l'esistenza di un unico disegno criminoso, sottolineando che la diversità nelle modalità esecutive, nei tempi e nei luoghi dei reati dimostra una generica propensione a delinquere piuttosto che un piano unitario e preordinato.
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Continuazione tra reati: stile di vita criminale
Un soggetto condannato per vari reati (calunnia, corruzione, ricettazione) ha richiesto l'applicazione dell'istituto della continuazione tra reati per unificare le pene. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. La Corte ha chiarito che un generico "stile di vita criminale" non è sufficiente a dimostrare l'unicità del disegno criminoso richiesta per la continuazione, specialmente in presenza di reati eterogenei commessi in un ampio arco temporale.
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Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che chiedeva l'applicazione della continuazione tra una tentata rapina e un furto. La Corte ha stabilito che la breve distanza temporale e la somiglianza dei reati non sono sufficienti a provare un unico disegno criminoso, specialmente quando le condotte sono commesse in luoghi distanti e appaiono come frutto di decisioni estemporanee e opportunistiche, piuttosto che di un piano preordinato.
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Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della continuazione tra più furti. La Corte ha escluso un unico disegno criminoso, ritenendo i reati espressione di una tendenza a delinquere, data la diversità dei complici e le continue interruzioni dovute agli arresti.
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Continuazione tra reati: quando è escluso il disegno unico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva di applicare la continuazione tra reati per un delitto di peculato e uno di associazione mafiosa. Secondo i giudici, la notevole distanza temporale e l'eterogeneità dei reati impediscono di riconoscere un unico disegno criminoso, specialmente se il reato associativo è stato commesso anni dopo l'inizio del primo.
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Disegno criminoso: quando più reati non sono unici
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato che chiedeva di unificare tre reati diversi (truffa, appropriazione indebita e detenzione di armi) sotto l'istituto della continuazione. Secondo la Corte, l'assenza di un piano unitario iniziale e la notevole diversità tra le condotte escludono l'esistenza di un unico disegno criminoso, configurando piuttosto una mera tendenza a delinquere. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Reato continuato: quando non si può unificare la pena
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per l'applicazione del reato continuato, confermando che per unificare le pene è necessaria la prova di un unico e preordinato disegno criminoso. La semplice commissione di reati per far fronte a esigenze economiche non è sufficiente, se le azioni sono dettate da circostanze occasionali e non da un piano unitario.
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Disegno criminoso: quando i reati non sono uniti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva di unificare le pene per reati di traffico di stupefacenti e associazione di stampo mafioso. La Corte ha stabilito che non sussisteva un unico disegno criminoso, data la netta distinzione tra i reati, commessi in contesti e con finalità diverse. L'appello è stato giudicato un tentativo di riesaminare i fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Reato continuato: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione del reato continuato per diverse evasioni. La Corte ha confermato la decisione del giudice di merito, stabilendo che l'assenza di un disegno criminoso unitario, evidenziata dalla distanza temporale e dalle diverse modalità dei reati, esclude la continuazione. I reati sono stati considerati il frutto di circostanze occasionali e non di un piano prestabilito.
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Disegno criminoso: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il riconoscimento del disegno criminoso. Il giudice ha ritenuto che la richiesta fosse aspecifica e che mancassero prove di una programmazione unitaria dei reati, i quali apparivano legati a circostanze occasionali e contingenti.
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Ricorso inammissibile: motivi fattuali e decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per rapina. I motivi, incentrati sulla valutazione delle prove e sul mancato riconoscimento della continuazione tra reati, sono stati giudicati come contestazioni di merito, non ammissibili in sede di legittimità. La decisione della Corte d'Appello è stata quindi confermata, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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