LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Disegno Criminoso — Anno 2023

Pagina 4 di 22

430 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Reato continuato: no allo sconto automatico per furti distanti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale contro la decisione del Giudice dell'esecuzione che aveva concesso il reato continuato a un soggetto condannato per tre furti commessi nell'arco di otto mesi. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice non ha motivato adeguatamente l'esistenza di un unico disegno criminoso. In particolare, la Cassazione ha evidenziato che un intervallo di otto mesi non può definirsi automaticamente ristretto senza una specifica spiegazione, che i luoghi dei reati erano situati in province diverse e che le modalità dei furti non erano state concretamente analizzate. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto se manca il disegno unico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per diverse violazioni. Il Giudice dell'esecuzione aveva respinto la richiesta a causa di un intervallo temporale di circa un anno tra i fatti e delle differenti modalità esecutive, escludendo un disegno criminoso unitario. La Suprema Corte ha confermato tale decisione, rilevando che la distanza cronologica costituisce un limite logico all'unificazione delle pene. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato: perché i furti ripetuti non riducono la pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una condannata che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per diverse condanne per furto. Il Giudice dell'esecuzione aveva già negato il beneficio a causa del lungo intervallo temporale tra i furti (oltre un anno), delle differenti modalità di esecuzione con complici diversi e della mancanza di un disegno criminoso unitario. La Suprema Corte ha confermato che la reiterazione sistematica di reati contro il patrimonio dimostra una generica inclinazione a delinquere piuttosto che un piano programmato dall'inizio. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato: quando la carcerazione spezza il disegno
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato per unificare le pene di diverse sentenze di condanna. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato l'istanza evidenziando un intervallo temporale di un anno e cinque mesi tra i fatti, interrotto da un periodo di carcerazione, oltre a modalità esecutive differenti e alla mancanza di una programmazione unitaria iniziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condannato. I giudici di legittimità hanno confermato che l'arresto e la detenzione rappresentano una netta frattura del disegno criminoso. Di conseguenza, la richiesta di rivalutare gli elementi di fatto non è consentita in sede di legittimità. Il Condannato perde il ricorso ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Continuazione dei reati: negato lo sconto per omicidio e droga
Il Condannato ha richiesto l'applicazione della continuazione dei reati per unificare le pene di diverse condanne, tra cui omicidio, associazione finalizzata al narcotraffico, rapine ed estorsioni. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta evidenziando la disomogeneità dei reati, un intervallo temporale di dodici anni tra i fatti e l'assenza di un unico disegno criminoso originario. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condannato. I giudici di legittimità hanno confermato che non è possibile applicare la continuazione in assenza di prove su una programmazione iniziale unitaria, condannando il ricorrente anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto di pena per rapine ripetute
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato tra la partecipazione a un'associazione a delinquere per rapine a negozi e successive rapine commesse a danno di singoli cittadini. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, rilevando la mancanza di un unico disegno criminoso iniziale e ritenendo i successivi reati frutto di occasioni distinte e di una generica inclinazione a delinquere. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condannato, confermando che la semplice somiglianza dei reati e la reiterazione nel tempo non bastano a dimostrare una programmazione unitaria originaria. Il ricorrente ˆ stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato negato: la Cassazione punisce il ricorso
Il Condannato ha richiesto al Giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato per diverse condanne subite. Il Giudice ha respinto la richiesta evidenziando la disomogeneità dei reati, le diverse modalità esecutive e l'ampio arco temporale, elementi che dimostrano una generica inclinazione a delinquere anziché un unico disegno criminoso. Il Condannato ha proposto ricorso in Cassazione contestando tale valutazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché volto a ottenere una nuova valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato: perché la Cassazione nega lo sconto di pena
Il Condannato ha richiesto al Giudice dell'esecuzione l'unificazione di più reati sotto il vincolo del reato continuato, collegando il reato attuale con quelli di una precedente condanna definitiva. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta, rilevando che le diverse modalità esecutive, le differenti spinte a delinquere e l'ampio arco temporale dimostrano l'assenza di un unico disegno criminoso, evidenziando piuttosto una spiccata inclinazione a delinquere del soggetto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condannato, confermando che la valutazione del giudice di merito è logica e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato tra spaccio e mafia: la Cassazione dice no
Il Ricorrente ha chiesto il riconoscimento del reato continuato tra due condanne definitive: una per spaccio di stupefacenti commesso tra il 2000 e il 2004, e una per associazione mafiosa a partire dal 2004. Il giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta, escludendo un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. I giudici hanno chiarito che lo spaccio non poteva essere programmato fin dall'inizio come reato fine dell'associazione mafiosa, poiché quest'ultima è stata costituita solo successivamente. Inoltre, un periodo di detenzione di un anno ha interrotto l'unitarietà del progetto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando l'impossibilità di unificare le pene.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto di pena tra rapina e spaccio
Il Condannato ha richiesto al giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato tra alcune condanne per spaccio di stupefacenti e una precedente condanna per rapina aggravata. La Corte d'appello ha accolto la richiesta solo per i reati di spaccio, escludendo la rapina a causa della diversa natura del reato e delle differenti modalità esecutive. Il Condannato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando una mancata valutazione globale degli indici di collegamento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la semplice vicinanza temporale o il fine di lucro non bastano a dimostrare un unico disegno criminoso iniziale, configurando altrimenti una mera abitualità a delinquere. Di conseguenza, Il Condannato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto se i crimini sono distanti nel tempo
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato per unificare le pene relative a due condotte distinte: il favoreggiamento di un latitante nel 2010 e alcune estorsioni compiute tra il 2014 e il 2017, entrambe finalizzate ad agevolare un clan criminale. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il reato continuato richiede un unico disegno criminoso programmato fin dall'inizio nei suoi tratti essenziali. Nel caso specifico, l'estrema diversità tra i reati e il lungo intervallo temporale di oltre quattro anni escludono qualsiasi programmazione unitaria originaria. Di conseguenza, il ricorrente perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: stile di vita criminale o disegno unitario?
Il Condannato ha richiesto l'applicazione della disciplina del reato continuato in sede di esecuzione per unificare le pene di nove diverse sentenze di condanna per furto. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta, evidenziando che i reati, commessi in un arco di tre anni con modalità differenti e su beni diversi, dimostravano una generica propensione a delinquere e non un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che il bisogno economico quotidiano non configura un programma criminoso unitario, ma rappresenta un mero stile di vita illecito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto se i crimini sono distanti
Il Condannato ha richiesto l'applicazione della disciplina del reato continuato in sede di esecuzione per diversi illeciti commessi. Il Tribunale ha respinto l'istanza evidenziando una distanza temporale di oltre quattro anni tra i fatti e la diversità dei beni giuridici lesi. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il reato continuato richiede un disegno criminoso unitario programmato fin dall'inizio, non configurabile in presenza di una semplice abitudine di vita illecita o di reati commessi a grande distanza di tempo e in modo estemporaneo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria.
Continua »
Continuazione nel reato: no allo sconto tra Roma e Firenze
Il Condannato ha richiesto l'applicazione della continuazione nel reato in fase esecutiva per reati commessi a Roma e Firenze. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta a causa della distanza geografica di oltre 300 km, della diversita dei complici, delle differenti modalita esecutive e di un intervallo temporale superiore a quattro mesi tra i fatti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che la continuazione richiede un disegno criminoso unitario programmato fin dall'inizio, e non una semplice abitudine di vita improntata all'illecito. Il Condannato e stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto se i delitti sono distanti
Il Condannato ha richiesto l'applicazione della disciplina del reato continuato in sede di esecuzione per due episodi di violazione della legge sulle armi commessi a distanza di oltre due anni. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato l'istanza evidenziando la mancanza di un disegno criminoso unitario, data la distanza temporale, la diversità delle persone offese e l'eterogeneità dei beni giuridici lesi. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che la continuazione richiede una programmazione iniziale dei singoli reati e non può essere confusa con una generica scelta di vita improntata all'illegalità. Il Condannato è stato quindi condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Armi e droga in casa: perché non basta il reato continuato
Durante una perquisizione a casa dell'Imputato, le forze dell'ordine hanno sequestrato una pistola con matricola abrasa e cinque chilogrammi di marijuana. L'Imputato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato, sostenendo che la contemporaneità del ritrovamento dimostrasse un unico progetto criminoso e che l'arma servisse a proteggere la droga. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il semplice rinvenimento simultaneo di armi e droga non prova l'esistenza di un disegno criminoso unitario, data la natura totalmente diversa dei reati. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato: perché la scelta di delinquere non riduce la pena
Il Tribunale di Civitavecchia, come giudice dell'esecuzione, ha respinto la richiesta di un condannato volta a ottenere il riconoscimento del reato continuato per nove sentenze definitive. Il ricorrente sosteneva che i furti e gli altri illeciti commessi in due periodi distinti facessero parte di un unico piano per procurarsi da vivere. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la commissione sistematica di reati dovuta a una scelta di vita deviante costituisce una generica programmazione delinquenziale e non un disegno criminoso unitario. Mancando la prova di una pianificazione iniziale specifica per tutti i reati, non è possibile applicare lo sconto di pena previsto per la continuazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Unicità del disegno criminoso: no allo sconto per reati distanti
Il Condannato ha chiesto l'applicazione della continuazione per diverse condanne definitive relative a traffico di stupefacenti, estorsione e intestazione fittizia di beni. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta per mancanza di unicità del disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'unicità del disegno criminoso richiede una pianificazione anticipata e specifica di tutti i reati fin dal primo momento. La semplice distanza temporale tra i fatti, la diversità dei contesti e l'abitualità nel commettere reati escludono che vi sia un unico progetto criminale originario. Di conseguenza, il Condannato perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Continuazione dei reati: la Cassazione smentisce il diniego
Il Condannato ha richiesto al giudice dell'esecuzione il riconoscimento della continuazione dei reati per diverse condanne definitive riguardanti estorsioni, reati associativi e violazioni in materia di armi. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta ritenendola generica. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Condannato, stabilendo che il giudice dell'esecuzione non può ignorare le precedenti valutazioni che avevano già riconosciuto la continuazione dei reati per alcune di queste condotte in fase di cognizione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione impugnata e ha disposto un nuovo esame del caso.
Continua »
Continuazione dei reati: il tempo non cancella il disegno unico
Il Condannato ha chiesto il riconoscimento della continuazione dei reati per unificare le pene di cinque sentenze definitive. La Corte d'appello ha respinto la richiesta basandosi solo sulla distanza di tempo tra i fatti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Condannato, annullando la decisione. I giudici di legittimità hanno chiarito che il giudice deve verificare con attenzione se esista un unico disegno criminoso, analizzando le prove fornite dalla difesa, come la vicinanza a un'associazione criminale e il traffico di armi. Inoltre, la Cassazione ha ricordato che la continuazione dei reati può essere applicata anche solo a una parte dei reati commessi, se questi risultano collegati tra loro. Il caso torna ora alla Corte d'appello per un nuovo esame.
Continua »