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Disapplicazione — Anno 2022

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112 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ordine di demolizione: perché la sanatoria non salva l’abuso
Gli eredi di un uomo condannato in via definitiva per abuso edilizio hanno chiesto la revoca dell'ordine di demolizione di un sottotetto trasformato abusivamente in abitazione. A sostegno della richiesta, hanno presentato un accertamento di conformità urbanistica rilasciato dal Comune e hanno evidenziato il rischio di compromettere la staticità dell'intero edificio in caso di abbattimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che il giudice dell'esecuzione può disapplicare l'atto comunale se emesso in violazione di legge e in contrasto con i fatti accertati dalla sentenza penale. Inoltre, il rischio per la stabilità del fabbricato non blocca l'ordine di demolizione se la situazione di pericolo è stata causata dallo stesso autore dell'abuso.
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Riparto di giurisdizione: cittadini contro Consorzio di Bonifica
Il Consorzio di Bonifica ha impugnato la decisione del Consiglio di Stato che confermava la giurisdizione del giudice amministrativo sul ricorso di alcuni proprietari terrieri e Comuni. Questi ultimi contestavano il potere del Commissario straordinario di adottare un nuovo piano di classifica degli immobili per il calcolo dei contributi. Il Consorzio sosteneva invece la competenza del giudice tributario. Le Sezioni Unite hanno rigettato il ricorso, confermando che la controversia sul riparto di giurisdizione spetta al giudice amministrativo quando si contesta direttamente la validità dell'atto amministrativo generale a monte (il piano di classifica) per incompetenza dell'organo che lo ha emanato. Al contrario, il giudice tributario si occupa delle contestazioni sulle singole cartelle di pagamento a valle.
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Blocco degli stipendi pubblici: i buoni pasto si possono tagliare
Tre dipendenti di un Ente Portuale hanno contestato il blocco degli stipendi pubblici, delle progressioni economiche e la riduzione dei buoni pasto da 8,50 a 7 euro, decisi in base alle leggi sul contenimento della spesa pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei lavoratori. I giudici hanno chiarito che gli enti portuali sono amministrazioni pubbliche a tutti gli effetti (enti pubblici non economici) e devono quindi rispettare i tagli di bilancio. Inoltre, la Corte ha ribadito che il blocco temporaneo degli aumenti è costituzionalmente legittimo e che i buoni pasto non sono parte dello stipendio fisso, ma semplici misure assistenziali che il datore di lavoro può ridurre per esigenze finanziarie.
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Ricostruzione della carriera: sbloccati gli arretrati
Una lavoratrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro il Consorzio datore di lavoro per il pagamento di arretrati legati alla ricostruzione della carriera. Il Consorzio si era opposto sostenendo che una delibera limitasse gli arretrati, basandosi su un vincolo del Comitato di Controllo. Tuttavia, tale vincolo era stato annullato dal Tribunale Amministrativo Regionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Consorzio, confermando che l'annullamento del vincolo amministrativo ripristina la piena efficacia della delibera originaria favorevole alla lavoratrice. Di conseguenza, la lavoratrice ha diritto a tutti gli arretrati spettanti e il Consorzio è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
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Usura bancaria: polizze incluse nel calcolo del tasso
Un debitore ha contestato il tasso di un finanziamento con cessione del quinto, sostenendo la sussistenza di un'ipotesi di usura bancaria. Il Tribunale aveva escluso i costi assicurativi dal calcolo del tasso effettivo globale (TEG), seguendo le vecchie istruzioni della Banca d'Italia. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del debitore, stabilendo che tutti i costi collegati al credito, comprese le polizze assicurative, devono essere inclusi nel calcolo per verificare il superamento del tasso soglia. Le istruzioni amministrative non possono infatti derogare alla legge penale, che ha carattere omnicomprensivo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Condono edilizio illegittimo: demolizione confermata dai giudici
I proprietari di un immobile abusivo hanno chiesto la revoca di un ordine di demolizione presentando un permesso di costruire in sanatoria ottenuto dal Comune. Il Tribunale ha respinto la richiesta, ritenendo che il manufatto non fosse ultimato entro la scadenza di legge del 31 dicembre 1993 per beneficiare del condono, poiché mancava di finiture essenziali come infissi e pavimenti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che il giudice dell'esecuzione ha il potere di disapplicare un condono edilizio illegittimo se mancano i presupposti temporali e strutturali previsti dalla legge. Poiché l'opera non residenziale non era completata funzionalmente alla data stabilita, il condono è stato ritenuto nullo. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione: prescrizione o assoluzione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione proposto da un cittadino contro la sentenza d'appello che aveva dichiarato prescritto il reato di violazione delle prescrizioni dell'avviso orale. Il ricorrente lamentava l'illegittimità del divieto di utilizzare apparati radiotrasmittenti imposto dal Questore, ritenendolo privo di motivazione. La Suprema Corte ha stabilito che tale contestazione non può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità, non essendo stata presentata nei motivi principali di appello. Inoltre, il ricorso presentava un difetto di autosufficienza, non avendo il ricorrente allegato il provvedimento amministrativo contestato. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
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Contratto collettivo applicabile: azienda grande perde qualifica
Un lavoratore addetto alla manutenzione di impianti antincendio presso un ospedale pubblico ha chiesto l'applicazione del CCNL Metalmeccanici Industria in sostituzione di quello Artigiano, con il conseguente riconoscimento di una categoria superiore e delle relative differenze retributive. L'azienda si è opposta sostenendo di essere iscritta all'Albo delle imprese artigiane. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del dipendente, rilevando che l'impresa superava ampiamente il limite dimensionale massimo di dipendenti per essere considerata artigiana, avendone ben 163. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che il giudice ordinario può verificare i requisiti reali dell'azienda e disapplicare l'iscrizione all'albo. Di conseguenza, il contratto collettivo applicabile deve essere quello dell'industria metalmeccanica, coerente con la natura dell'appalto pubblico e le dimensioni aziendali. L'azienda perde il ricorso e deve pagare le spese.
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Ritenuta sui dividendi esteri: il fisco perde contro i fondi
Un gestore di fondi pensione spagnoli ha chiesto il rimborso delle tasse subite in Italia nel 2007. Il fisco italiano aveva applicato una ritenuta del 15% sui dividendi distribuiti da società italiane. Al contrario, i soggetti residenti in Italia pagavano una tassa effettiva di appena l'1,65%. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. I giudici hanno stabilito che la ritenuta sui dividendi esteri applicata in misura superiore rispetto a quella interna viola il principio europeo di libera circolazione dei capitali. Di conseguenza, il fisco deve rimborsare la differenza ai fondi esteri, garantendo la parità di trattamento fiscale.
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Usi civici: la Cassazione tutela la proprietà privata contro i decreti
Alcuni privati cittadini rivendicavano la proprietà di terreni che la Regione, con un decreto del 1995, aveva inserito nel demanio comunale gravato da usi civici. Nonostante precedenti sentenze civili avessero già riconosciuto la proprietà privata dei terreni, la Corte d'Appello riteneva insindacabile il decreto regionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei privati, stabilendo che il Commissario per la liquidazione degli usi civici ha il potere di disapplicare gli atti amministrativi illegittimi se ciò è necessario per decidere sulla proprietà dei terreni. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame che tenga conto anche dei precedenti giudicati civili.
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Società di comodo: i fondi pubblici non salvano dal fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società il mancato raggiungimento dei ricavi minimi di legge, qualificandola come società di comodo. La società si è difesa sostenendo che il mancato avvio dell'attività produttiva dipendeva dalla revoca di finanziamenti pubblici, evento che aveva causato una grave crisi finanziaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la revoca delle agevolazioni pubbliche non costituisce una causa oggettiva di esclusione dalla disciplina antielusiva. L'imprenditore deve pianificare la propria attività in modo indipendente dai sussidi statali, predisponendo un piano strategico alternativo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Parità di trattamento dei docenti precari: sì agli scatti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un'insegnante assunta con contratti a termine a ricevere lo stesso trattamento economico dei colleghi di ruolo. L'Amministrazione Pubblica aveva negato gli scatti di anzianità, sostenendo che la diversità di trattamento fosse giustificata dalle peculiarità del reclutamento scolastico. I giudici hanno respinto questa tesi, ribadendo che la parità di trattamento dei docenti precari è un principio fondamentale garantito dal diritto europeo. La Corte ha chiarito che l'anzianità di servizio deve essere riconosciuta anche durante i contratti a tempo determinato, poiché l'esperienza professionale matura allo stesso modo. Di conseguenza, il ricorso dell'amministrazione è stato rigettato, confermando l'obbligo di pagare le differenze retributive maturate dall'insegnante.
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