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Dies A Quo

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2593 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sanzione disciplinare: l’incarico incompatibile e il ricorso inammissibile
Un Lavoratore, dipendente di un Ente, ha ricevuto una sanzione disciplinare per aver ricoperto un incarico incompatibile, nonostante il diniego dell'autorizzazione. Il Lavoratore ha impugnato la sanzione, sostenendo la tardività del procedimento disciplinare, cioè che l'Ente aveva avviato l'azione troppo tardi. La Corte d'Appello ha respinto il suo reclamo. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che il ricorso contestava una valutazione di fatto, non un errore di diritto, e non rientrava nei limiti del giudizio di legittimità. Il Lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Iscrizione Gestione Separata: L’abitualità prevale sul reddito per i professionisti
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti. Ha stabilito che l'iscrizione dipende dall'effettiva abitualità dell'attività professionale, non solo dal reddito percepito. Un reddito inferiore a 5.000 euro è un indizio, non un'esclusione automatica. La Corte ha anche confermato che il termine di prescrizione per i contributi decorre dalla scadenza del pagamento prorogata, anche per chi non era direttamente soggetto agli studi di settore. La sentenza è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sulla natura abituale dell'attività.
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Prescrizione Contributi INPS: Termini Differiti Salvano il Credito
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** relativi alla Gestione Separata. Un professionista aveva ottenuto in appello la dichiarazione di prescrizione per i contributi del 2009 e 2010. L'INPS aveva richiesto il pagamento dei contributi 2009 il 30.06.2015, ma il professionista sosteneva che il termine di cinque anni fosse già scaduto, calcolandolo dalla scadenza ordinaria del 16.06.2010. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il termine di prescrizione per i contributi del 2009 era stato differito da un D.P.C.M. al 7 luglio 2010. Pertanto, la richiesta dell'INPS del 30.06.2015 era tempestiva, non essendo ancora maturata la prescrizione.
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Prescrizione Contributi INPS: La Mancata Compilazione non è Dolo
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** per un professionista. L'INPS contestava la prescrizione, sostenendo che la mancata compilazione del 'quadro RR' nella dichiarazione dei redditi costituisse occultamento doloso, sospendendo il termine. La Corte ha respinto il ricorso dell'INPS, confermando che la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento dei contributi (16 giugno 2008). Ha chiarito che la semplice omessa compilazione di un quadro fiscale non equivale automaticamente a dolo per occultare il debito, né sospende la prescrizione, a meno che non vi sia una prova concreta di intenzionalità fraudolenta. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile.
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Termine riassunzione processo: la Cassazione frena i ritardi
Un'Azienda Costruttrice ha presentato ricorso in Cassazione dopo che il suo processo era stato dichiarato estinto per tardiva riassunzione. La questione centrale riguardava il Termine riassunzione processo dopo la morte di una parte: se dovesse decorrere dalla notifica dell'evento o dalla dichiarazione formale del giudice. La Corte di Cassazione ha ribadito il suo orientamento consolidato, affermando che il termine inizia dal momento in cui l'evento interruttivo (la morte) è dichiarato in udienza o notificato dal legale della parte colpita. Il ricorso dell'Azienda è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese legali, confermando l'importanza del rispetto dei termini procedurali.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop all’estinzione
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento della contribuzione dovuta per l'anno 2009 alla Gestione Separata. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per prescrizione, calcolando il termine quinquennale a partire dalla scadenza originaria del 16 giugno 2010 e considerando tardiva la richiesta notificata il 1° luglio 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal giorno di scadenza effettiva prorogato per legge, fissato nel caso specifico al 6 luglio 2010 per i soggetti collegati agli studi di settore. La richiesta del 1° luglio 2015 ha quindi interrotto tempestivamente il decorso del termine quinquennale.
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Rimborso Robin Hood tax 2014: Cassazione nega la retroattività
Un'Azienda ha chiesto il Rimborso Robin Hood tax versata per l'anno 2014, dopo che la Corte Costituzionale aveva dichiarato l'illegittimità di tale imposta con la sentenza n. 10/2015. L'Agenzia delle Entrate si è opposta al rimborso per il 2014, sostenendo che l'incostituzionalità aveva effetti solo dal 12 febbraio 2015, data di deposito della sentenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Ha stabilito che le sentenze di illegittimità differita della Corte Costituzionale non hanno effetto retroattivo per i periodi precedenti la loro pubblicazione. Pertanto, il pagamento del tributo per il 2014 era legittimo e non rimborsabile.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop con la proroga
L'Ente previdenziale ha richiesto a una libera professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2010, iscrivendola d'ufficio alla cassa previdenziale. La contribuente ha ricevuto la richiesta di pagamento il 4 luglio 2016 e ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. I giudici di merito hanno accolto l'eccezione, ritenendo decorso il termine ordinario di giugno. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Il termine iniziale per calcolare la prescrizione contributi Gestione separata coincide con la reale scadenza di pagamento fissata per i versamenti fiscali. Un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza ordinaria al 6 luglio 2011 per le categorie soggette a studi di settore. La richiesta dell'Ente, giunta il 4 luglio 2016, risulta quindi tempestiva e interrompe validamente il termine di prescrizione.
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Iscrizione Gestione Separata: Reddito basso non esclude l’obbligo
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per l'Iscrizione Gestione Separata INPS dei professionisti. Un Avvocato non aveva versato i contributi, sostenendo che la sua attività fosse occasionale per via del reddito inferiore a 5.000 euro. La Corte ha stabilito che l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata dipende dalla natura abituale dell'attività, non solo dal reddito. Inoltre, il termine di prescrizione per i contributi decorre dalla scadenza prorogata, non da quella ordinaria. L'INPS ha vinto il ricorso e la causa tornerà in appello per una nuova valutazione.
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Indennità di Esproprio: Prevale la Non Edificabilità di Fatto
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di alcuni proprietari contro il Comune, relativo all'ammontare dell'indennità di esproprio per terreni occupati. I proprietari contestavano la valutazione dei terreni come non edificabili e il calcolo degli interessi sull'indennità. La Corte ha stabilito che l'indennità di esproprio è stata correttamente calcolata, poiché i terreni non erano edificabili di fatto, indipendentemente dalla natura del vincolo urbanistico. Ha inoltre confermato che l'indennità di occupazione è un debito di valuta, soggetto a soli interessi compensativi e non a rivalutazione monetaria automatica. Il ricorso è stato respinto.
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Rimborso IVA versata in eccesso: conta il pagamento originario
Una società venditrice ha applicato l'IVA al 20% anziché al 10% in una fattura emessa nel 1999. Successivamente, il Fisco ha contestato la detrazione alla società acquirente. Conclusa la lite tributaria con sentenza definitiva nel 2014, la venditrice ha richiesto all'erario il rimborso IVA versata in eccesso. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente l'istanza. I giudici hanno chiarito che il rapporto tributario tra fornitore ed erario è autonomo rispetto a quello tra cliente e Fisco. L'applicazione errata dell'aliquota genera un pagamento non dovuto sin dall'origine. Di conseguenza, il termine di decadenza biennale decorre dalla data del versamento originario e non dal verdetto giudiziario. La società perde la causa e subisce la condanna alle spese legali.
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Ricostruzione della carriera docente: limiti alla prescrizione
Un docente assunto a tempo indeterminato ha richiesto la ricostruzione della carriera docente con il riconoscimento integrale degli anni di precariato e il pagamento delle relative differenze retributive. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, stabilendo che la prescrizione quinquennale per il recupero delle somme decorresse dall'emissione del decreto ministeriale di inquadramento. Il Ministero ha impugnato la decisione in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'amministrazione: l'anzianità di servizio è un fatto imprescrittibile ai fini degli scatti futuri, ma i singoli crediti retributivi scadono dopo cinque anni dalla data in cui ciascun stipendio inferiore al dovuto è stato erogato.
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Iscrizione Gestione Separata INPS: Obbligo per Avvocati e Prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata INPS per una professionista avvocato. La professionista, iscritta all'albo ma non alla Cassa Forense per mancato raggiungimento del reddito minimo, aveva versato solo il contributo integrativo. La Suprema Corte ha ribadito che l'iscrizione alla Gestione Separata è dovuta anche per attività professionale occasionale con reddito superiore a 5.000 euro. Ha inoltre chiarito che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza dei termini di pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi, e che la mancata compilazione del quadro RR non implica automaticamente l'occultamento doloso. Il ricorso della professionista è stato rigettato.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: no al dolo automatico
L'ente previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2011 alla Gestione Separata, notificando l'avviso di addebito nell'agosto 2017. La professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. L'ente sosteneva la sospensione dei termini a causa della mancata compilazione del quadro previdenziale nella dichiarazione dei redditi, configurando un presunto occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice autonoma, affermando il principio della prescrizione contributi Gestione Separata. I giudici hanno chiarito che il termine decorre dalla scadenza del versamento e che la semplice omissione del quadro fiscale non equivale a dolo se il reddito complessivo risulta regolarmente dichiarato al Fisco. Il credito preteso è stato integralmente annullato.
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Prescrizione Contributi INPS: Scadenza Differita Salva il Debito
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per un libero professionista. L'INPS aveva chiesto il pagamento di contributi alla Gestione Separata relativi al 2008. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza originaria del versamento (16 giugno 2009). La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che, se la scadenza per i versamenti a saldo e in acconto dei contributi previdenziali slitta a causa del differimento della dichiarazione dei redditi (come avvenuto al 6 luglio 2009 per l'anno 2008), il termine di prescrizione decorre da questa nuova data. Poiché l'atto interruttivo è stato notificato prima (30 giugno 2014) del compimento dei cinque anni dalla nuova scadenza, la prescrizione contributi INPS non si era compiuta. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS e rinviato la causa per una nuova valutazione.
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Equa riparazione Legge Pinto per processi lunghi: no tagli
Gli eredi di un cittadino hanno chiesto l'equa riparazione Legge Pinto per un giudizio contabile iniziato nel 1969 e concluso solo nel 2016. La Corte di Appello ha riconosciuto un indennizzo ridotto, sottraendo tre anni di durata fisiologica dal conteggio successivo al primo agosto 1973, data di efficacia della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo in Italia. Gli eredi hanno impugnato la decisione, evidenziando che il ritardo irragionevole era già ampiamente maturato prima del 1973. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: per le cause già eccessivamente lunghe prima di tale data, non si deve decurtare alcun periodo di durata ragionevole dal calcolo successivo.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. La contribuente ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi difensiva, ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata alla data di notifica della richiesta di pagamento del 4 luglio 2016. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico. Il termine quinquennale non decorre dalla scadenza ordinaria di giugno, ma dal termine prorogato a luglio dai decreti governativi per i versamenti tributari e contributivi. La notifica effettuata prima della scadenza prorogata ha interrotto validamente i termini, rendendo dovute le somme richieste.
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Contributi INPS: La Prescrizione Gestione Separata e le Proroghe
Un professionista non aveva versato i contributi INPS alla gestione separata per l'anno 2009. L'INPS ha chiesto il pagamento nel 2015. I giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione contributi gestione separata, calcolando il termine dal 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che un decreto (d.P.C.M.) aveva prorogato il termine di versamento dei contributi 2009 al 7 luglio 2010. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale iniziava a decorrere da questa data successiva. L'azione dell'INPS era quindi tempestiva. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: reddito basso e quadro RR
L'INPS ha richiesto a una professionista il pagamento di contributi alla Gestione Separata per attività svolta nel 2010. La professionista ha contestato, sostenendo che la sua attività era occasionale, dato il basso reddito (inferiore a 5.000 euro), e che i contributi erano caduti in prescrizione. La Corte d'Appello le ha dato ragione. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che un reddito basso può indicare un'attività occasionale e che la mancata compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione dei redditi non costituisce un doloso occultamento del debito tale da sospendere la prescrizione dei contributi della Gestione Separata. L'Istituto ha perso il ricorso.
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Prescrizione contributi previdenziali: il quadro RR non basta per l’occultamento
L'Istituto Previdenziale ha richiesto i contributi previdenziali a un Professionista per gli anni 2009-2011. Il Professionista non aveva compilato interamente il 'quadro RR' nella sua dichiarazione dei redditi. L'Istituto ha sostenuto che questa omissione costituiva un 'doloso occultamento' del debito, tale da sospendere la prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento. La semplice mancata compilazione del 'quadro RR' non prova automaticamente l'intenzione di nascondere il debito. L'Istituto ha perso la causa.
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