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Dies A Quo

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2593 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione Contributi INPS: Quando il Termine Non Scade
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per un professionista. L'INPS aveva chiesto il versamento di contributi per l'anno 2009. I giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione, sostenendo che il termine quinquennale era scaduto prima del primo atto interruttivo. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che il termine di versamento dei contributi era stato prorogato da un D.P.C.M. al 7 luglio 2010. Pertanto, il termine di prescrizione non era ancora decorso al momento dell'atto interruttivo dell'INPS. La sentenza di merito è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: no debiti tardivi
L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento di somme arretrate a un professionista iscritto alla Gestione Separata. L'ente sosteneva che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi integrasse un occultamento doloso del debito, idoneo a bloccare il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza originaria per il versamento. I giudici hanno chiarito che non esiste alcun automatismo tra l'omessa compilazione del Quadro RR e l'occultamento doloso. Il professionista ottiene così l'annullamento della richiesta di pagamento per intervenuto decorso dei termini di legge, mentre l'ente previdenziale subisce la condanna al rimborso delle spese processuali.
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Definizione agevolata della controversia e stop alla cartella
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza tributaria che dichiarava tardiva la notifica di una cartella di pagamento a carico di un contribuente per intervenuta decadenza biennale a seguito della mancata tempestiva riassunzione del giudizio. Durante la pendenza della causa in Cassazione, la parte interessata ha richiesto la sospensione del procedimento per accedere alla definizione agevolata della controversia prevista dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno accolto la domanda, congelando il processo fino a scadenza del termine di legge e trasmettendo il fascicolo alla sezione ordinaria.
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Notifica avviso di accertamento: cambio casa e vittoria fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un atto d'imposta a un contribuente per presunti maggiori redditi. Tuttavia, il contribuente ha eccepito la decadenza dal potere impositivo per la tardività dell'atto, legata al cambio di residenza. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della pretesa fiscale, stabilendo che la notifica avviso di accertamento presso il vecchio indirizzo è illegittima se sono trascorsi trenta giorni dalla data in cui il cittadino ha comunicato la variazione, e non dalla successiva trascrizione anagrafica. L'Ufficio non ha fornito prove idonee sulla data della comunicazione e sulle notifiche eseguite, rendendo il ricorso inammissibile e salvando definitivamente Il Contribuente dal pagamento.
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Prescrizione Risarcimento Danni: la Cassazione e la Conoscibilità del Fatto
Gli eredi di un danneggiato da un'esondazione fluviale del 1992 hanno chiesto il risarcimento al Ministero competente. Il Ministero ha eccepito la prescrizione del diritto. I giudici precedenti avevano stabilito che la prescrizione risarcimento danni decennale decorresse dal rinvio a giudizio (2000) o dalla condanna penale (2003) di un ingegnere. I ricorrenti contestavano, sostenendo una decorrenza successiva (2008-2009), legata all'accertamento definitivo delle cause. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la prescrizione inizia quando il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con normale diligenza, piena conoscenza del danno e del suo legame causale con la condotta del responsabile. L'accertamento di tale conoscenza, se ben motivato, è insindacabile.
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Decadenza dalla rateizzazione: 5 giorni di ritardo costano caro
Un contribuente riceve una comunicazione per imposte non versate e sceglie di rateizzare il debito. Tuttavia, versa la prima rata con cinque giorni di ritardo rispetto al termine di trenta giorni dalla consegna dell'atto al custode dello stabile. I giudici di secondo grado annullano la cartella esattoriale considerando il ritardo di lieve entità. L'Agenzia delle Entrate presenta ricorso in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'amministrazione finanziaria. La legge stabilisce che il mancato o tardivo pagamento della prima rata provoca la decadenza dalla rateizzazione. Di conseguenza, il Fisco può pretendere immediatamente il debito residuo, gli interessi e le sanzioni in misura piena.
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Circolazione con targa di prova: multa senza polizza
La Polizia ha sanzionato una società proprietaria di un'automobile per mancanza di assicurazione obbligatoria. Il veicolo viaggiava senza esporre posteriormente la targa di prova e senza portare a bordo la relativa autorizzazione. La società ha impugnato la multa contestando la tardività della notifica e chiedendo una sanzione minore per l'errata esposizione della targa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che i 90 giorni per la notifica decorrono solo da quando gli agenti ricevono i documenti richiesti al proprietario. Inoltre, la circolazione con targa di prova richiede obbligatoriamente la presenza a bordo dell'autorizzazione e l'esposizione posteriore della targa stessa. La loro assenza rende il mezzo equiparabile a un veicolo non assicurato. La società ha subito la condanna definitiva al pagamento delle sanzioni e delle spese di giudizio.
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Prescrizione contributi previdenziali: proroga salva l’Ente
Un Professionista proponeva opposizione contro un avviso di addebito notificato dall'Ente Previdenziale per il recupero di somme non versate. I giudici di merito ritenevano maturata la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni, calcolando la decorrenza dal termine ordinario del 16 giugno 2010 e considerando tardiva la richiesta dell'Ente del 30 giugno 2015. L'Ente ricorreva in Cassazione lamentando la mancata sospensione del termine per presunto occultamento del debito. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente. I giudici hanno chiarito che il termine iniziale era legalmente slittato al 6 luglio 2010 per effetto di una proroga fiscale generale, rendendo tempestiva la richiesta di pagamento. La Cassazione ha stabilito che la data di decorrenza iniziale è rilevabile d'ufficio dal giudice e non incontra preclusioni di giudicato interno.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS Sconfitta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'Avvocata iscritta d'ufficio alla Gestione Separata INPS per contributi del 2011. L'INPS le ha notificato un avviso di addebito nel 2017. La Corte d'Appello aveva ritenuto non prescritti i contributi, fissando il dies a quo (il giorno di inizio del calcolo) della prescrizione alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La Suprema Corte ha invece stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi stessi. Considerando i differimenti dei termini, la pretesa INPS del 2017 era ormai prescritta, accogliendo il ricorso dell'Avvocata e annullando la richiesta di pagamento.
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INPS vs Lavoratrice: Prescrizione Contributi, la Cassazione ribalta la sentenza
L'INPS aveva richiesto a una Lavoratrice il pagamento di contributi per la Gestione Separata relativi all'anno 2006. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il debito ma dichiarato la prescrizione, calcolando il termine dalla scadenza ordinaria del pagamento (18 giugno 2007). L'INPS ha proposto ricorso, sostenendo che un DPCM aveva prorogato la scadenza del pagamento al 9 luglio 2007, spostando di conseguenza la decorrenza della prescrizione contributi INPS. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha chiarito che la prescrizione decorre dalla scadenza effettiva del versamento, anche se prorogata. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS non era prescritta. La sentenza d'Appello è stata annullata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Licenziamento Illegittimo: La Cassazione e la Tempestività Disciplinare
Un Lavoratore, dipendente di un Ente Locale, è stato licenziato. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno dichiarato il licenziamento illegittimo per la mancata tempestività procedimento disciplinare. L'Ente Locale ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il procedimento fosse stato avviato nei termini. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente, confermando l'illegittimità del licenziamento. Ha ribadito che il termine per avviare il procedimento disciplinare decorre da quando l'ufficio competente ha una "notizia di infrazione" completa e idonea. Il Lavoratore ha quindi diritto alla reintegrazione e al risarcimento del danno.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga salva l’INPS
Un professionista riceve dall'ente previdenziale un avviso di addebito per quote non versate alla Gestione separata. Il contribuente eccepisce l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. I giudici di merito ritengono prescritto il credito, individuando la data iniziale di calcolo nel termine ordinario di pagamento del 16 giugno 2010. L'ente previdenziale ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e chiarisce che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza prorogata dal decreto governativo al 6 luglio 2010. I giudici di legittimità possono individuare d'ufficio la corretta decorrenza temporale, poiché la contestazione sulla prescrizione impedisce il formarsi di un giudicato parziale. L'atto interruttivo inviato dall'ente prima del 6 luglio 2015 risulta tempestivo, annullando la decadenza della pretesa contributiva.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: Cassazione ribalta la decisione
L'INPS ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritta la sua richiesta di contributi per la Gestione Separata a carico di un professionista. La Corte d'Appello aveva ritenuto che il termine di *prescrizione contributi Gestione Separata* decorresse dalla scadenza ordinaria del versamento. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS. Ha chiarito che il termine di prescrizione inizia dalla scadenza del pagamento, ma ha sottolineato che tale scadenza può essere differita da specifici decreti. Nel caso specifico, un DPCM aveva posticipato il termine di versamento, spostando di conseguenza anche il *dies a quo* della prescrizione. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per una nuova valutazione.
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Vendita immobile inedificabile: Cassazione chiarisce responsabilità e prescrizione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **vendita immobile inedificabile**, dove gli acquirenti avevano comprato un terreno credendolo edificabile sulla base di garanzie del venditore e un certificato comunale. Scoperta l'inedificabilità per esaurimento della capacità volumetrica, gli acquirenti hanno chiesto la risoluzione del contratto e il risarcimento danni. La Cassazione ha confermato la responsabilità del venditore e ha stabilito che il termine di prescrizione decorre dalla conoscenza definitiva dell'inedificabilità. Ha invece rinviato alla Corte d'Appello la valutazione della responsabilità del Comune, ritenendo che la precedente sentenza avesse erroneamente confuso la natura dichiarativa del certificato di destinazione urbanistica con quella provvedimentale della concessione edilizia, influenzando il nesso causale.
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Licenziamento del dirigente tra bilancio falso e rispetto dei tempi
Un ente religioso ha intimato il licenziamento del dirigente con mansioni di economo per gravi irregolarità nella contabilità. Il dirigente ha registrato voci di spesa fittizie e alterato i costi per consulenze e forniture senza pezze d'appoggio. Il lavoratore ha impugnato il recesso contestando la tardività delle accuse e il calcolo dei termini per le difese previsti dal contratto collettivo. La Corte di Cassazione ha confermato la piena legittimità del recesso. I giudici hanno chiarito che il termine per contestare gli addebiti complessi decorre dalla fine delle verifiche contabili. Inoltre, il termine per irrogare la sanzione inizia a decorrere solo dopo la scadenza integrale dei giorni concessi al dipendente per difendersi, anche se le memorie difensive arrivano prima. Il ricorso del lavoratore è stato respinto integralmente.
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Manipolazione del Mercato: Sanzione Ricalcolata per Legge Più Favorevole
Due Amministratori sono stati sanzionati dall'Autorità di Vigilanza per manipolazione del mercato (informativa e operativa) delle azioni di una Società, con multe di 400.000 euro ciascuno. Hanno contestato la tardività della contestazione degli illeciti. La Corte di Cassazione ha rigettato il motivo sulla tardività, confermando la legittimità dell'accertamento dell'Autorità. Tuttavia, la Corte ha rilevato d'ufficio l'applicazione del principio del favor rei a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale. Questa sentenza ha reso retroattiva una modifica legislativa che riduceva la forbice edittale delle sanzioni. Per questo motivo, la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata nella parte relativa alla misura della sanzione, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova determinazione.
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Decadenza benefici amianto: la domanda INPS non basta senza prova
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di alcuni Lavoratori che chiedevano i benefici contributivi per esposizione all'amianto. La Corte d'Appello aveva già negato tali benefici, in parte per l'intervenuta decadenza benefici amianto e in parte per la mancata prova dell'esposizione. La Cassazione ha confermato che il termine di decadenza inizia dalla presentazione della domanda amministrativa all'INPS, anche se incompleta, e che l'onere della prova dell'esposizione all'amianto spetta al Lavoratore, non essendo sufficienti mere contestazioni alla CTU.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Libero Professionista i contributi previdenziali per l'anno 2009. La Corte d'Appello dichiarava estinto il credito, fissando la decorrenza della prescrizione contributi Gestione separata al 16 giugno 2010 e ritenendo tardiva la richiesta inviata il 30 giugno 2015. L'Ente ricorreva in Cassazione lamentando l'occultamento del debito. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'Ente: la scadenza effettiva per il versamento era differita al 6 luglio 2010 dal decreto fiscale applicabile alle attività soggette a studi di settore. Di conseguenza, la richiesta del 30 giugno 2015 è tempestiva. I giudici possono rideterminare d'ufficio la data iniziale del termine senza violare il giudicato interno.
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Prescrizione risarcimento danni: medico specializzando perde il diritto
Un ex medico specializzando ha chiesto il risarcimento danni allo Stato per la mancata remunerazione durante i corsi, a causa del ritardo nell'applicazione di direttive europee. I giudici di merito hanno dichiarato il diritto estinto per prescrizione risarcimento danni, ritenendo decorso il termine decennale dal 27/10/1999 (data di entrata in vigore della legge 370/99). La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del medico. La Cassazione ha ribadito che il diritto al risarcimento si prescrive in dieci anni, a partire dalla data di entrata in vigore della legge che ha riconosciuto tale diritto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un libero professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 con una comunicazione del 1° luglio 2015. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi del professionista, considerando il credito ormai estinto sul presupposto che il termine scadesse il 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito. I giudici di legittimità hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti fiscali e contributivi al 6 luglio 2010 per i soggetti soggetti agli studi di settore. Di conseguenza, il calcolo per la prescrizione contributi Gestione Separata decorreva da tale data successiva. La richiesta di pagamento notificata il 1° luglio 2015 è risultata tempestiva e l'Ente Previdenziale ha vinto il ricorso.
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