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Dies A Quo

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2593 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione contributi INPS: il termine decorre dalla scadenza differita
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla **prescrizione contributi INPS**. Un professionista, iscritto alla Gestione Separata, aveva visto dichiarata la prescrizione dei contributi 2009 dalla Corte d'Appello. Questa aveva calcolato il termine dal 16 giugno 2010, data di scadenza originaria. La Cassazione ha invece stabilito che il dies a quo (il giorno da cui inizia il calcolo) per la prescrizione decorre dalla data di scadenza differita del versamento, senza maggiorazioni, ovvero il 6 luglio 2010, prevista per i contribuenti soggetti agli studi di settore. La sentenza cassa la decisione precedente, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione azione responsabilità amministratori: bilancio negativo vs. azione tardiva
Un Fallimento ha agito contro l'ex amministratore di una società, chiedendo il risarcimento per i danni causati da una cattiva gestione. L'azione di responsabilità è stata promossa dal curatore fallimentare. La Corte di Cassazione ha confermato che l'azione era prescritta. Il termine di **prescrizione azione responsabilità amministratori** decorre da quando l'insufficienza patrimoniale della società diventa oggettivamente percepibile dai creditori, non dalla dichiarazione di fallimento o dalla conoscenza effettiva. Nel caso specifico, tale situazione era già evidente dalla pubblicazione del bilancio del 1991, che mostrava un patrimonio netto negativo. Poiché l'azione è stata avviata oltre cinque anni dopo, la Corte ha rigettato il ricorso del Fallimento.
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Prescrizione Tassa Automobilistica: La Cassazione ribalta le sentenze
Un Contribuente ha contestato una cartella di pagamento per la tassa automobilistica del 2009, sostenendo la prescrizione tassa automobilistica. I giudici di merito avevano accolto la sua tesi, calcolando il termine di prescrizione dalla notifica dell'avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che la prescrizione della tassa automobilistica decorre dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello dovuto e si compie il 31 dicembre del terzo anno. Il termine per la prescrizione, dopo un avviso di accertamento definitivo, inizia dal giorno successivo alla scadenza dei 60 giorni per impugnarlo. La cartella era quindi valida e il Contribuente deve pagare.
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Avvocato e Gestione Separata: Obbligo sì, ma senza Sanzioni!
Un Avvocato ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per l'attività professionale svolta nel 2009 e le relative Sanzioni Gestione Separata. La Corte d'Appello aveva confermato l'obbligo e la validità del credito contributivo, escludendo la prescrizione. La Cassazione ha ribadito l'obbligo di iscrizione e la decorrenza della prescrizione dal termine di pagamento. Tuttavia, in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale (n. 104/2022), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma che imponeva le sanzioni civili agli avvocati non iscritti alla Cassa Forense per periodi antecedenti al 6 luglio 2011. Pertanto, l'Avvocato non dovrà pagare le Sanzioni Gestione Separata per l'anno 2009.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: scadenza prorogata salva l’INPS
Un professionista ha contestato la richiesta dell'Ente Previdenziale di versare contributi alla Gestione Separata per il 2008, sollevando l'eccezione di prescrizione contributi Gestione Separata. La questione verteva sul "dies a quo" (data di inizio) del termine quinquennale. Il professionista riteneva la prescrizione già maturata, calcolando dalla scadenza ordinaria. L'Ente Previdenziale, invece, faceva decorrere il termine dalla scadenza prorogata per i soggetti agli studi di settore. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, inclusi i differimenti legali. Ha rigettato il ricorso del professionista, confermando la tempestività della richiesta dell'Ente Previdenziale.
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Prescrizione contributi INPS: differimento valido anche senza studi di settore
L'INPS ha contestato la decisione della Corte d'Appello di Perugia che aveva dichiarato la prescrizione contributi INPS dovuti da una professionista per l'anno 2009. La Corte d'Appello non aveva considerato il differimento del termine di versamento al 6 luglio 2010, ritenendo erroneamente che la professionista non potesse beneficiarne perché non soggetta agli studi di settore. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il differimento si applica indipendentemente dall'assoggettamento agli studi di settore. La sentenza d'appello è stata annullata e la causa rinviata per un nuovo esame, implicando che i crediti INPS non sono prescritti.
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Rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto e termini
Un lavoratore collocato a riposo nel 1994 ha presentato domanda nel 2017 per ottenere la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. L'ente previdenziale ha eccepito l'estinzione del diritto per decorso del termine decennale di prescrizione a partire dalla data del pensionamento. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta del pensionato considerando superati i termini temporali. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione accogliendo il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che il termine di prescrizione non inizia automaticamente con il pensionamento, ma decorre soltanto dal momento in cui il lavoratore acquisisce reale consapevolezza del rischio subito durante l'attività lavorativa. La Suprema Corte ha rinviato il procedimento per verificare l'effettiva conoscenza del pericolo.
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Prescrizione nel contratto di trasporto: furto e rivalsa
Una società committente affida il trasporto di merci a un vettore principale, il quale subappalta l'incarico a un sub-vettore. Durante il tragitto, ignoti rubano il carico. L'assicuratore della merce risarcisce il committente e fa causa al vettore principale per recuperare la somma. Il vettore principale chiama in causa il sub-vettore per rivalersi del danno, ma quest'ultimo eccepisce la prescrizione annuale. I giudici di merito respingono l'eccezione, fissando il termine iniziale della prescrizione alla data di notifica della causa principale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del sub-vettore, stabilendo che la prescrizione nel contratto di trasporto e nel sub-trasporto decorre tassativamente dal giorno convenuto per la riconsegna delle cose e non dall'avvio dell'azione risarcitoria.
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Prescrizione accise energia elettrica: il limite dei cinque anni
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a una società industriale avvisi di pagamento per recuperare tributi energetici e addizionali provinciali relativi agli anni 2008, 2009 e 2010. La contribuente ha eccepito l'estinzione della pretesa e la nullità delle richieste. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla prescrizione accise energia elettrica, stabilendo che il termine quinquennale per il recupero decorre dal momento dell'effettiva presentazione della dichiarazione annuale di consumo e non dalla scadenza astratta di legge. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato prescritta la pretesa fiscale per l'annualità 2008, notificata oltre i cinque anni dal deposito della dichiarazione. La Suprema Corte ha annullato la decisione impugnata con rinvio al giudice tributario di secondo grado per l'esame dei restanti motivi di merito.
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Equa riparazione per processo lento: vittoria del creditore
La vicenda riguarda una società ammissibile tra i creditori di un fallimento durato oltre diciannove anni. Dopo la chiusura della procedura senza rimborso, la società ha chiesto l'equa riparazione per processo lento. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendola fuori tempo massimo, calcolando i termini dalla semplice pubblicazione del decreto nel Registro delle Imprese. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione: i creditori riconosciuti sono parti del processo e non terzi estranei, quindi la pubblicazione commerciale non fa decorrere il termine breve. Inoltre, i tempi per contestare la chiusura dipendono dalla legge in vigore all'inizio del fallimento. La Cassazione ha così accolto il ricorso, riaprendo la possibilità di ottenere il risarcimento per la durata irragionevole della procedura.
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Omissione Contributiva: Sanzioni più lievi senza intento evasivo
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un professionista e dell'ente previdenziale, chiarendo la distinzione tra omissione contributiva ed evasione contributiva. L'ente contestava l'applicazione di sanzioni più lievi per l'omissione, sostenendo si trattasse di evasione. La Corte ha ribadito che l'omissione si configura quando manca una specifica intenzione di occultare i redditi, anche se la denuncia all'ente è incompleta. Inoltre, ha confermato che il termine di prescrizione dei contributi decorre dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La sentenza ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, mantenendo le sanzioni più lievi.
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Prescrizione Contributi INPS: La Cassazione chiarisce la decorrenza
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso cruciale sulla Decorrenza prescrizione contributi INPS. Un Professionista aveva contestato la richiesta di contributi da parte dell'INPS, sostenendo che fossero prescritti. La Corte d'Appello gli aveva dato ragione, calcolando il termine di prescrizione dalla scadenza originaria dei versamenti. L'INPS ha proposto ricorso, evidenziando un decreto che aveva differito i termini di pagamento. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza prorogata, non da quella originaria. Questa decisione chiarisce un principio fondamentale per i professionisti e l'ente previdenziale.
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Prescrizione contributi Gestione Separata tra proroga e scadenze
L'Ente di previdenza ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2008. Il professionista ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata, sostenendo che il termine quinquennale fosse scaduto il 16 giugno 2014, prima della ricezione della richiesta notificata il 17 giugno 2014. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che un decreto governativo aveva prorogato la scadenza originaria di pagamento al 6 luglio 2009 per i soggetti sottoposti a studi di settore. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale decorreva dal 6 luglio 2009 e la richiesta di pagamento ricevuta il 17 giugno 2014 è pienamente tempestiva e valida.
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Abuso di direzione e coordinamento: quando scatta la prescrizione
Una società fallita, tramite la sua curatela, ha chiesto il risarcimento dei danni alla società controllante per abuso di direzione e coordinamento. La controllante non aveva adottato le misure necessarie per coprire la perdita del capitale sociale, aggravando il dissesto economico. Il Fallimento sosteneva che l'azione risarcitoria fosse nata solo con la riforma del diritto societario del 2004. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la tutela dei creditori contro l'abuso di direzione e coordinamento esisteva anche prima della riforma, basandosi sulla responsabilità generale da fatto illecito (art. 2043 c.c.). Pertanto, il termine di prescrizione quinquennale era iniziato prima e si era ormai compiuto al momento della richiesta di danni. Il Fallimento perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'ente previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi previdenziali relativi all'anno d'imposta 2009. La contribuente ha eccepito l'estinzione del credito, sostenendo che il termine quinquennale fosse scaduto prima della notifica della richiesta di pagamento. La Corte d'Appello ha accolto l'eccezione della lavoratrice, fissando la scadenza ordinaria al 16 giugno 2010 e considerando tardivo l'atto notificato il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che la proroga fiscale estende la scadenza del debito al 6 luglio 2010 per i soggetti legati a studi di settore. Di conseguenza, la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal termine prorogato, rendendo tempestiva la richiesta inviata entro il quinquennio.
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Prescrizione contributi Gestione separata: vince l’INPS
L'Ente di previdenza ha notificato un avviso di addebito a un Professionista per il versamento dei contributi relativi all'anno 2008. Il Professionista ha contestato la pretesa eccependo l'intervenuta prescrizione quinquennale, accolta nei primi due gradi di giudizio sul presupposto che il termine decorresse dal 16 giugno 2009. L'Istituto ha proposto ricorso per cassazione lamentando la mancata sospensione del termine. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente previdenziale, affermando che la questione sul momento iniziale della prescrizione contributi Gestione separata rimane aperta quando si impugna la sentenza sull'estinzione del credito. Il giudice di legittimità può applicare d'ufficio la proroga normativa dei versamenti al 6 luglio 2009 per i soggetti sottoposti a studi di settore, rendendo tempestivo il sollecito di pagamento.
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Prescrizione risarcimento danni: la conoscenza del danno è cruciale
Un ex socio ha chiesto al Ministero il risarcimento per danni subiti da un'esondazione fluviale del 1992, attribuita a carenze nelle opere idrauliche. Il Ministero ha eccepito la prescrizione risarcimento danni. I giudici di merito hanno fissato il dies a quo (inizio del termine) della prescrizione decennale al 2000 (rinvio a giudizio dell'ingegnere) o 2003 (sua condanna), ritenendo il diritto già prescritto. Il ricorrente ha impugnato, sostenendo che la prescrizione dovesse decorrere dal 2008-2009, quando le cause tecniche furono accertate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la prescrizione risarcimento danni inizia quando il danneggiato ha la conoscenza (o la conoscibilità con ordinaria diligenza) del danno e del suo nesso causale con la condotta altrui. La valutazione di tale conoscenza è un accertamento di fatto non sindacabile in Cassazione se motivato.
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Trattamento Retributivo Collaboratori Linguistici: Vittoria in Cassazione
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un'Università contro un ex lettore di lingua straniera, ora collaboratore esperto linguistico, che chiedeva un adeguato **trattamento retributivo**. L'Università contestava la prescrizione del diritto e l'esistenza di un giudicato precedente. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione decorre dall'entrata in vigore della legge che ha definito il diritto (D.L. n. 2/2004), non da prima. Ha anche stabilito che la nuova richiesta di **trattamento retributivo** si basava su un quadro normativo diverso, superando l'eccezione di giudicato. Il lavoratore ha quindi diritto alle differenze retributive.
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Prescrizione Contributi INPS: la Cassazione ribalta il calcolo
Un Professionista ha contestato la richiesta di contributi INPS per l'anno 2008, ritenendoli prescritti. La Corte d'Appello aveva accolto la sua tesi, stabilendo che il termine di prescrizione contributi INPS decorresse dalla scadenza originaria, ignorando un differimento di pagamento concesso da un D.P.C.M. L'INPS ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che il dies a quo (il giorno da cui inizia a contarsi il termine) per la prescrizione deve considerare il termine di pagamento prorogato. Questo significa che la richiesta dell'INPS non era prescritta. La causa tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione Contributi: Notifica e Riconvenzionale Non Sempre Servono
Una Lavoratrice ha contestato diverse cartelle esattoriali e avvisi di addebito per contributi previdenziali, sostenendo la loro nullità e l'avvenuta prescrizione. La Corte d'Appello aveva parzialmente accolto il suo ricorso, annullando alcune cartelle e dichiarando la prescrizione per i crediti più vecchi (2000-2009). La Lavoratrice ha poi presentato ricorso in Cassazione. Ha lamentato che la Corte d'Appello avesse deciso sulla prescrizione senza prova di notifica degli atti e senza che l'ente previdenziale avesse proposto una domanda riconvenzionale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che la notifica preventiva non è sempre necessaria per la riscossione dei contributi e che il giudice può valutare la Prescrizione contributi previdenziali anche senza una domanda riconvenzionale dell'ente. Ha inoltre confermato che la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi.
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