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Dies A Quo — Anno 2024

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479 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Responsabilità del notaio: visure e pignoramento
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del notaio per non aver rilevato un pignoramento su un immobile compravenduto. Gli acquirenti, costretti a riacquistare una quota del bene all'asta per evitarne la perdita, sono stati risarciti. La sentenza chiarisce che la diligenza del professionista include controlli approfonditi, anche in presenza di dati catastali non immediatamente coincidenti. Il danno è stato commisurato alla spesa sostenuta per estinguere il pignoramento, confermando l'elevato standard di diligenza richiesto al notaio.
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Tardività della querela: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. Il ricorrente contestava la tardività della querela, ma la Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di quanto già discusso e respinto in appello. Inoltre, la questione si basava su una ricostruzione dei fatti alternativa, inammissibile in sede di legittimità, dove non è possibile riesaminare il merito della vicenda.
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Restituzione nel termine: la consegna fa scattare il timer
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la restituzione nel termine per impugnare una sentenza emessa in sua assenza. La Corte ha stabilito che, in caso di estradizione, il termine di trenta giorni per presentare la richiesta decorre dalla data di consegna del condannato alle autorità italiane e non dal momento successivo in cui questi ha avuto effettiva conoscenza degli atti tradotti nella sua lingua. La richiesta, presentata oltre tale termine, è stata quindi ritenuta tardiva.
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Prescrizione contributi: il dies a quo corretto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24586/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della prescrizione contributi. Il caso riguardava contributi previdenziali del 2009 non versati da un professionista. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione decorre non dalla scadenza ordinaria, ma da quella differita da un D.P.C.M. specifico. La Corte territoriale aveva errato nel non considerare tale differimento, e la Cassazione ha cassato la sentenza, sottolineando che l'individuazione del 'dies a quo' è un elemento preliminare che il giudice di legittimità può e deve verificare d'ufficio.
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Prescrizione contributi: il DPCM sposta il termine
La Corte di Cassazione ha stabilito che la proroga del termine per il versamento dei contributi, disposta con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.), sposta in avanti anche la data da cui inizia a decorrere la prescrizione contributi. Nel caso esaminato, riguardante una professionista e l'ente previdenziale, è stato chiarito che il differimento si applica a tutte le attività economiche per cui sono previsti gli studi di settore, a prescindere dalla scelta fiscale soggettiva del singolo contribuente. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente è stata ritenuta tempestiva, ribaltando la decisione della Corte d'Appello.
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Restituzione nel termine: onere della prova e ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la restituzione nel termine per impugnare una sentenza di condanna emessa in sua contumacia nel 2007. La decisione si fonda sulla mancata allegazione, da parte del ricorrente, di elementi precisi riguardo al momento esatto in cui avrebbe avuto effettiva conoscenza del provvedimento. La Suprema Corte ha ribadito che, per la restituzione nel termine, non è sufficiente una generica affermazione di ignoranza, ma è necessario fornire prove circostanziate che permettano al giudice di verificare la tempestività dell'istanza.
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Cambio appalto: il momento del subentro è decisivo
Un lavoratore è stato escluso dalla riassunzione dopo un cambio appalto perché la nuova azienda sosteneva che non avesse l'anzianità di tre mesi richiesta dal CCNL. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale anzianità deve essere calcolata a ritroso dalla data dell'effettivo subentro nel servizio, non da momenti precedenti come la presentazione dell'offerta. Questa decisione chiarisce un punto cruciale per l'applicazione delle clausole sociali, proteggendo i diritti dei lavoratori nel passaggio tra diverse gestioni.
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Gestione Separata: Cassazione su prescrizione e dolo
Un avvocato con reddito inferiore alla soglia minima ha contestato un avviso di addebito per contributi alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 24195/2024, ha stabilito che la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non è sufficiente a provare l'occultamento doloso del debito e, quindi, non sospende automaticamente la prescrizione. La Corte ha confermato che l'obbligo di iscrizione dipende dall'abitualità dell'attività, ma ha cassato la sentenza d'appello per un'errata valutazione della prescrizione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi INPS: quando decorre il termine
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24191/2024, ha chiarito importanti principi sulla prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale decorre dalla data di scadenza legale per il pagamento dei contributi, non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Inoltre, ha specificato che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito, atto a sospendere la prescrizione, ma richiede una valutazione specifica del dolo da parte del giudice di merito.
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Dies a quo prescrizione: la Cassazione chiarisce
Un professionista contesta una richiesta di contributi INPS per il 2009, eccependo la prescrizione. La Cassazione, riformando la decisione di merito, chiarisce che il dies a quo prescrizione decorre dalla prima scadenza utile per il versamento, anche se sono previsti termini successivi con maggiorazione, accogliendo il ricorso del professionista.
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Indennità premio di servizio: no a calcolo unitario
Un ex dirigente pubblico ha richiesto un calcolo unificato della sua indennità premio di servizio, sostenendo la continuità tra due contratti successivi con la stessa amministrazione regionale: uno a tempo indeterminato e uno a termine di diritto privato. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che la diversa natura giuridica dei due rapporti interrompe la continuità, legittimando il calcolo separato delle indennità da parte dell'Istituto di Previdenza.
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Prescrizione contributi: quando inizia a decorrere?
Un professionista si opponeva a una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendone l'avvenuta prescrizione. La Cassazione ha chiarito che, ai fini della prescrizione contributi, il termine iniziale decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, tenendo conto anche di eventuali proroghe disposte da provvedimenti normativi. La Corte ha cassato la decisione di merito che non aveva considerato un differimento, stabilendo che il dies a quo non costituisce giudicato autonomo.
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Termine equa riparazione: da quando decorre?
La Corte di Cassazione chiarisce il calcolo del termine per l'equa riparazione. Con l'ordinanza n. 23870/2024, ha stabilito che il termine semestrale per presentare la domanda decorre dal giorno esatto in cui la decisione presupposta diventa definitiva, e non dal giorno successivo. Un ricorso presentato anche un solo giorno dopo la scadenza è considerato tardivo e, di conseguenza, rigettato.
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Prescrizione benefici amianto: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore in pensione che chiedeva la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La domanda era stata presentata oltre il termine decennale di prescrizione. La Corte ha stabilito che, sebbene il dies a quo della prescrizione benefici amianto non coincida automaticamente con la data del pensionamento, spetta al ricorrente dimostrare la non conoscibilità del diritto in quel momento. In assenza di prove specifiche, la decisione della Corte d'Appello, che aveva individuato la decorrenza dalla data di pensionamento basandosi su elementi presuntivi, è stata confermata.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto perché la richiesta era stata presentata oltre il termine di prescrizione decennale, calcolato dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che il termine per la prescrizione rivalutazione contributiva non decorre automaticamente dalla pensione, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza del proprio diritto, ovvero dell'avvenuta esposizione nociva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Doppia ratio decidendi: quando il ricorso è inammissibile
Un lavoratore ha richiesto i benefici contributivi per esposizione ad amianto, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte d'Appello ha motivato la decisione con una doppia ratio decidendi: prescrizione del diritto e insufficienza della prova. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del lavoratore inammissibile perché non ha efficacemente contestato una delle due autonome ragioni, rendendo l'intera impugnazione inutile.
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Prescrizione benefici amianto: quando inizia a decorrere?
Un pensionato ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decorrenza della prescrizione benefici amianto dalla data del pensionamento, ritenendo che a quel momento il lavoratore avesse già consapevolezza del proprio diritto. La domanda, presentata dopo oltre dieci anni, è stata considerata tardiva.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando inizia?
Un lavoratore si è visto negare la maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto a causa della decorrenza dei termini. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione rivalutazione amianto, di durata decennale, inizia a decorrere non dalla data del pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza del rischio, un momento che può coincidere con la presentazione della domanda di certificazione all'ente preposto.
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Decadenza Fondo Garanzia: quando scade il termine?
Una lavoratrice ha perso il diritto a ricevere le ultime tre mensilità dal Fondo di Garanzia INPS perché ha avviato la causa oltre il termine di un anno. La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza, chiarendo che il termine annuale per l'azione giudiziaria decorre dalla scadenza dei 90 giorni previsti per la decisione sul ricorso amministrativo, e non da altri termini. Il caso sottolinea l'importanza di rispettare le scadenze procedurali per la tutela dei propri diritti.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso
Un lavoratore aveva presentato ricorso in Cassazione contro l'INPS per il mancato pagamento di alcune mensilità da parte del Fondo di Garanzia. La Corte d'Appello aveva respinto la sua domanda per decadenza. Prima della decisione della Cassazione, il lavoratore ha rinunciato al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la decisione d'appello sfavorevole al lavoratore.
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