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Dies A Quo — Anno 2024

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479 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Privilegio professionale avvocato: la Cassazione chiarisce
Una professionista legale si opponeva alla reiezione parziale del suo credito professionale nello stato passivo di un fallimento. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo principi fondamentali sul privilegio professionale avvocato. In particolare, ha chiarito che il biennio per il privilegio decorre dalla cessazione dell'incarico e non dalla data del fallimento, e che il giudice deve esaminare eventuali accordi scritti sul compenso. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Prescrizione pena: il dies a quo con sospensione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava estinta una pena per prescrizione. Il caso riguardava una condanna con pena sospesa. La Corte ha stabilito che il termine per la prescrizione pena non decorre dalla data in cui la condanna originale è divenuta definitiva, ma dalla data in cui diventa irrevocabile la sentenza per il nuovo reato che causa la revoca della sospensione condizionale. Di conseguenza, il calcolo del giudice di merito era errato e la pena non era prescritta.
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Prescrizione reato di truffa: la Cassazione decide
Un socio di un'agenzia di viaggi era stato condannato per truffa continuata per viaggi mai organizzati. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna penale a causa della intervenuta prescrizione reato di truffa, calcolata a partire dall'ultimo episodio contestato. Tuttavia, poiché la prescrizione è maturata dopo la sentenza di primo grado, la Corte ha confermato le statuizioni civili, obbligando l'imputato al risarcimento dei danni in favore delle vittime.
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Compenso amministratore giudiziario: la decadenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14906/2024, ha stabilito che la richiesta di compenso dell'amministratore giudiziario di beni sequestrati in ambito penale è soggetta al termine di decadenza di 100 giorni previsto dall'art. 71 del D.P.R. 115/2002. La Corte ha chiarito che tale termine decorre dalla data del dissequestro dei beni, che segna il compimento delle operazioni, e non dalla successiva presentazione del rendiconto finale. Questa decisione sottolinea l'importanza della diligenza nel richiedere il compenso amministratore giudiziario per non incorrere nella perdita del diritto.
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Esclusività pubblico impiego e obblighi di comunicazione
Un dipendente di un ente previdenziale è stato sanzionato per non aver comunicato un incarico esterno. La Cassazione ha confermato la sanzione, ribadendo l'importanza del principio di esclusività pubblico impiego e l'obbligo di preventiva comunicazione per consentire al datore di lavoro di valutare eventuali incompatibilità, a prescindere dalla gratuità dell'incarico.
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Decadenza azione disciplinare: quando scattano i termini?
Un dipendente pubblico, sanzionato con la sospensione, ha impugnato il provvedimento sostenendo la decadenza dell'azione disciplinare per superamento dei termini. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il termine per contestare l'illecito non decorre dai primi accertamenti ispettivi, ma dal momento in cui l'ufficio competente acquisisce una "notizia di infrazione" completa e dettagliata, idonea a formulare un addebito preciso. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Prescrizione compensi avvocato: quando scatta?
Un avvocato ha richiesto il pagamento di compensi per un'attività professionale svolta per molti anni, sostenendo si trattasse di un unico mandato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prescrizione presuntiva dei compensi professionali inizia a decorrere dalla conclusione di ogni singolo affare legale e non dalla cessazione dell'intero rapporto. Il ricorrente è stato inoltre sanzionato per lite temeraria.
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Decorrenza interessi compenso: la Cassazione decide
Un avvocato ha agito legalmente contro un ex cliente e un istituto di credito per ottenere il pagamento dei suoi onorari. I tribunali di merito gli avevano riconosciuto una somma, ma avevano stabilito che gli interessi decorressero solo dalla data della sentenza. L'avvocato ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, soffermandosi sulla questione della decorrenza interessi, ha parzialmente accolto il ricorso. Ha stabilito che gli interessi sui compensi professionali decorrono dalla data della domanda giudiziale, che costituisce formale messa in mora, e non dal momento della successiva liquidazione da parte del giudice. Le altre richieste del legale, tra cui la responsabilità solidale della banca e una maggiore quantificazione degli onorari, sono state respinte.
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Equa riparazione: quando scatta il termine di 6 mesi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14620/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul termine per richiedere l'equa riparazione per l'irragionevole durata di un processo. Il termine di sei mesi non decorre dalla semplice pubblicazione della sentenza che definisce il giudizio, ma dal momento in cui tale sentenza diventa definitiva e inappellabile. Nel caso specifico, la Corte ha chiarito che bisogna aggiungere i 60 giorni per un eventuale ricorso in Cassazione prima di far partire il conteggio dei sei mesi per la domanda di equa riparazione, accogliendo così il ricorso di un'associazione.
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Dies a quo procedura fallimentare: la Cassazione chiarisce
Un creditore ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di un fallimento. La Cassazione, con l'ordinanza n. 14604/2024, ha chiarito che il 'dies a quo procedura fallimentare' per il calcolo della durata ragionevole decorre dal deposito della domanda di ammissione al passivo, non dalla successiva ammissione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva applicato un criterio errato, rinviando per una nuova valutazione dell'indennizzo.
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Prescrizione lavoro pubblico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14559/2024, ha stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi nel lavoro pubblico decorre anche in costanza di rapporto. A differenza del settore privato, nel pubblico impiego non si applica la sospensione del termine, poiché la stabilità del rapporto è considerata intrinseca e non sussiste un 'metus' (timore) giuridicamente rilevante che possa impedire al lavoratore di far valere i propri diritti.
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Appropriazione indebita: da quando decorre la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20488/2024, chiarisce un punto fondamentale sul reato di appropriazione indebita commesso dall'amministratore di condominio. Il ricorso di un amministratore, condannato per essersi appropriato di somme condominiali, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la prescrizione del reato non decorre dai singoli atti di distrazione del denaro, ma dal momento in cui l'amministratore manifesta la volontà di possedere i fondi come propri, tipicamente con il rifiuto di restituirli o di presentare il rendiconto. Questo sposta in avanti il termine di consumazione del reato, rendendo infondata l'eccezione di prescrizione sollevata.
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Decadenza accertamento IMU: quando è nullo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14519/2024, ha annullato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2013 notificato nel 2019. La Corte ha stabilito che la notifica è avvenuta oltre il termine di decadenza accertamento IMU, fissato al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello del dovuto versamento. Poiché il pagamento era dovuto nel 2013, il termine ultimo per la notifica era il 31 dicembre 2018, rendendo l'atto successivo nullo.
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Prescrizione Tassa Auto: quando scatta il termine
Una società contesta un'ingiunzione di pagamento per la tassa auto del 2011, ritenendola notificata oltre il termine di prescrizione. La Cassazione, con la sentenza n. 14312/2024, ha stabilito che la prescrizione tassa auto decorre da quando l'accertamento diventa definitivo, rigettando il ricorso della Regione e confermando l'annullamento della pretesa tributaria perché tardiva.
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Prescrizione medici specializzandi: decorrenza e atti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14166/2024, ha rigettato il ricorso di un medico specializzando, confermando la prescrizione del suo diritto a un'adeguata remunerazione. Il caso verteva sulla decorrenza del termine decennale, fissato al 27 ottobre 1999, e sull'inefficacia di un atto interruttivo pervenuto al destinatario dopo la scadenza del termine. La Corte ha ribadito che, per interrompere la prescrizione, rileva il momento in cui l'atto giunge a conoscenza del destinatario, non quello della spedizione.
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Incarico a dipendente pubblico: l’errore è scusabile?
Una società edile viene sanzionata dall'Agenzia Fiscale per aver affidato un incarico a un dipendente pubblico senza la prescritta autorizzazione. La società si difende invocando l'errore incolpevole, dato che il professionista aveva Partita IVA ed emetteva fatture. La Corte di Cassazione, pur confermando l'onere di diligenza del committente nel verificare lo status del professionista, annulla parzialmente la sanzione poiché una delle norme applicate è stata dichiarata incostituzionale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la rideterminazione della sanzione e delle spese legali.
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Retrocessione esproprio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che chiedevano la restituzione di un terreno espropriato e non utilizzato per la costruzione di un'opera pubblica. Il punto centrale della decisione riguarda il calcolo della prescrizione del diritto alla retrocessione esproprio. La Corte ha stabilito che, se la dichiarazione di pubblica utilità è stata emessa prima dell'entrata in vigore del Testo Unico sull'Espropriazione (D.P.R. 327/2001), continua ad applicarsi la vecchia normativa (legge 2359/1865). Di conseguenza, il diritto dei ricorrenti era già prescritto al momento dell'avvio dell'azione legale.
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Interessi rimborso IRES: decorrenza e calcolo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13755/2024, ha stabilito un principio fondamentale sugli interessi per rimborso IRES derivanti da una norma retroattiva. Il caso riguardava una società che aveva richiesto il rimborso di IRES versata in eccesso a seguito dell'introduzione della deducibilità retroattiva dell'IRAP sul costo del personale. La Corte ha chiarito che gli interessi maturano dalla data dell'originario versamento e non dalla data di entrata in vigore della nuova legge, sottolineando la natura compensativa e non moratoria di tali accessori. Questa decisione consolida il diritto del contribuente a una reintegrazione patrimoniale completa.
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Licenziamento disciplinare per fatti extra-lavorativi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare di un collaboratore scolastico coinvolto in un'indagine penale per la formazione di referti medici falsi, conclusasi con un patteggiamento. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta, sebbene extra-lavorativa, era idonea a ledere irrimediabilmente il vincolo di fiducia con l'Amministrazione. Sono stati inoltre respinti i motivi di ricorso relativi a vizi procedurali, chiarendo che il termine per la riapertura del procedimento decorre dalla comunicazione della sentenza penale integrale e che la terzietà dell'organo giudicante è garantita anche se monocratico.
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Prescrizione bollo auto: quando inizia a decorrere?
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale per un bollo auto non pagato, eccependo l'intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo un punto fondamentale sulla prescrizione bollo auto: dopo la notifica di un avviso di accertamento, il nuovo termine di prescrizione triennale non decorre dalla data di notifica, ma dal momento in cui l'accertamento stesso diventa definitivo, ovvero 60 giorni dopo. Di conseguenza, l'azione di riscossione dell'ente è stata ritenuta tempestiva.
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