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Dies A Quo — Anno 2024

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479 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Restituzione somme indebite: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul caso di una dirigente di un ente pubblico condannata alla restituzione di somme indebite. L'ordinanza stabilisce due principi fondamentali: la restituzione deve avvenire al netto delle ritenute fiscali e previdenziali, in quanto il lavoratore non ha mai incassato tali importi. Inoltre, gli interessi sulla somma da restituire decorrono dalla data della domanda giudiziale o di un atto di costituzione in mora, e non da una data precedente, presumendo la buona fede del percipiente.
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Denuncia vizi costruttivi: quando scatta il termine
Un acquirente cita in giudizio l'impresa costruttrice per gravi difetti (infiltrazioni d'acqua) nel suo immobile. Dopo una prima sentenza sfavorevole, la Corte d'Appello condanna l'impresa al risarcimento. L'impresa ricorre in Cassazione sostenendo che la denuncia vizi costruttivi fosse tardiva. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che il termine di un anno per la denuncia decorre non dalla prima manifestazione del problema, ma dal momento in cui l'acquirente ha piena e oggettiva consapevolezza della gravità del vizio e della sua causa, momento che può coincidere con una perizia tecnica.
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Prescrizione buoni postali: quando si perde il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione buoni postali è decennale e decorre dalla data di scadenza, anche se non indicata sul titolo. L'obbligo di conoscere i termini ricade sul risparmiatore, che deve consultare le fonti ufficiali, non potendo invocare la mancata informazione da parte dell'intermediario. La Corte ha rigettato il ricorso dei risparmiatori il cui diritto al rimborso era ormai estinto.
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Retribuzione ente pubblico economico: limiti e regole
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33616/2024, si è pronunciata sulla retribuzione in un ente pubblico economico, specificamente un consorzio di bonifica. Un dipendente aveva percepito somme superiori ai massimali della contrattazione collettiva. La Corte ha stabilito che una legge regionale può legittimamente imporre a tali enti gli stessi limiti retributivi del pubblico impiego. Il passaggio al nuovo regime restrittivo decorre dalla scadenza del precedente contratto, non dalla stipula di uno nuovo, rendendo illegittimi gli aumenti concessi nel frattempo.
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Ricorso cumulativo: la regola del termine unico
La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di ricorso cumulativo. Se un contribuente impugna con un unico atto più avvisi di accertamento e solo uno di questi rientra nell'obbligo di mediazione tributaria per il suo valore, il termine più lungo per la costituzione in giudizio, previsto dalla procedura di mediazione, si applica all'intero ricorso. La Corte ha però cassato la sentenza di merito per motivazione apparente, in quanto il giudice d'appello si era limitato a richiamare le motivazioni di una decisione relativa a un diverso anno d'imposta.
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Notifica sanzioni: quando inizia il termine di 90 giorni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33526/2024, ha chiarito un punto cruciale sulla notifica sanzioni amministrative per lavoro irregolare. Il termine di 90 giorni per la notifica non decorre dal primo accesso ispettivo, ma dalla conclusione dell'intera attività di accertamento. Il ricorso di una parrucchiera, che lamentava la tardività della notifica, è stato dichiarato inammissibile poiché la valutazione della complessità e durata delle indagini spetta all'Amministrazione, non al giudice.
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Prescrizione ripetizione indebito: quando inizia?
In un caso di presunti interessi usurari, un creditore si è opposto alla richiesta di restituzione eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione, riformando le decisioni di merito, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione ripetizione indebito: il termine decennale decorre dalla data di ogni singolo pagamento non dovuto e non dalla conclusione del rapporto commerciale tra le parti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente fissato l'inizio della prescrizione alla data di protesto di una cambiale, momento legato alla fine del rapporto.
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Prescrizione contributi gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione dei contributi gestione separata. Una professionista si opponeva a una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per diverse annualità. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto. La Cassazione ha parzialmente riformato la decisione, stabilendo che le proroghe legali per il versamento dei contributi spostano in avanti anche il 'dies a quo', ovvero il giorno da cui inizia a decorrere la prescrizione quinquennale. Di conseguenza, i contributi per il 2009 e 2010 non erano prescritti, a differenza di quelli per il 2011.
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Prescrizione danno ambientale: quando inizia a decorrere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33288/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di prescrizione per danno ambientale. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento avanzata dai proprietari di un terreno contro una società di raffinazione, ex locataria, per inquinamento. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione non decorre dalla data della perizia tecnica che accerta il danno, ma dal momento precedente in cui i proprietari hanno ricevuto una comunicazione ufficiale dal Comune che li informava della presenza di inquinanti e della necessità di ulteriori verifiche. Questa comunicazione è stata ritenuta sufficiente a generare una consapevolezza del pregiudizio, dando il via al decorso della prescrizione. La Suprema Corte ha inoltre confermato la validità dell'appello incidentale con cui la società aveva riproposto l'eccezione di prescrizione, precedentemente respinta in primo grado.
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Prescrizione Amianto: la consapevolezza è decisiva
Un ex lavoratore di uno stabilimento chimico ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo il diritto estinto per prescrizione amianto, calcolata dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: il termine di prescrizione decennale non decorre automaticamente dalla pensione, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza o avrebbe potuto acquisirla con l'ordinaria diligenza, di essere stato esposto a un rischio qualificato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prescrizione benefici amianto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33253/2024, ha stabilito un principio cruciale in tema di prescrizione benefici amianto. Il caso riguarda una ex lavoratrice che aveva richiesto la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo il diritto prescritto perché la richiesta era stata presentata oltre dieci anni dopo il pensionamento. La Cassazione ha cassato questa decisione, affermando che il termine di prescrizione non decorre automaticamente dalla data di pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza o la concreta conoscibilità del proprio diritto. Stabilire questo momento richiede un accertamento specifico dei fatti, non una presunzione automatica.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando inizia?
Un lavoratore esposto ad amianto ha richiesto la rivalutazione contributiva. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo il diritto prescritto a partire dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la prescrizione per la rivalutazione da amianto non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito, o avrebbe potuto acquisire con ordinaria diligenza, la consapevolezza della propria esposizione qualificata e del conseguente diritto. Questa consapevolezza deve essere accertata in concreto e non può essere presunta.
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Prescrizione amianto: da quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33165/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione amianto. Il diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto si prescrive in dieci anni, ma il termine non decorre automaticamente dalla data del pensionamento. La decorrenza scatta solo dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza, o la ragionevole conoscibilità, di essere stato esposto a tale agente nocivo. La Corte ha cassato la decisione di merito che legava la prescrizione al solo pensionamento, rinviando la causa per un nuovo esame che accerti l'effettiva consapevolezza del lavoratore.
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Equa riparazione: sì anche con contumacia e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33156/2024, ha stabilito che il diritto all'equa riparazione per irragionevole durata del processo penale non è automaticamente escluso né dalla contumacia dell'imputato né dall'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha chiarito che la presunzione di insussistenza del pregiudizio per la contumacia si applica solo al processo civile. Per la prescrizione, il giudice deve valutare se sia stata causata da condotte dilatorie dell'imputato, non potendo negare l'indennizzo solo per il suo verificarsi. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione presentato da un Comune contro un ente previdenziale. Il Comune sosteneva un errore di fatto, accusando la Corte di non aver visto nel precedente ricorso l'indicazione del termine iniziale della prescrizione. La Corte ha chiarito che non si trattava di un errore di fatto revocazione, bensì di una valutazione interpretativa del ricorso, non sindacabile con questo strumento. La decisione ribadisce che la revocazione non può essere usata per contestare l'interpretazione degli atti processuali da parte del giudice.
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Decadenza garanzia vizi: quando denunciare i difetti?
Una società di moda perdeva il diritto al risarcimento per una fornitura di piumini difettosi. La Cassazione ha confermato la decadenza dalla garanzia per vizi, stabilendo che il termine di otto giorni per la denuncia decorre dalla scoperta oggettiva del difetto, come la restituzione dei primi capi da parte di un cliente, e non dalla successiva analisi tecnica. La denuncia tardiva ha reso l'azione infondata.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando inizia?
Una lavoratrice ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo il diritto estinto e facendo partire la prescrizione dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la prescrizione rivalutazione amianto decorre solo dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza dell'esposizione, un fatto che deve essere provato e non può essere presunto automaticamente con il pensionamento. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prescrizione amianto: non basta la data di pensione
In un caso di rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto, la Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del diritto non decorre automaticamente dalla data di pensionamento. Il termine decennale inizia a correre solo dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la concreta consapevolezza di essere stato esposto a un rischio qualificato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello per 'motivazione apparente', in quanto aveva collegato l'inizio della prescrizione alla data della pensione senza un'indagine fattuale sulla reale conoscenza del lavoratore.
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Prescrizione Amianto: quando decorre il termine?
Un pensionato ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, applicando la prescrizione decennale a partire dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il termine di prescrizione amianto non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza, o avrebbe potuto acquisirla, della dannosa esposizione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prescrizione rivalutazione amianto: la Cassazione
Un lavoratore si è visto negare dalla Corte d'Appello il diritto alla rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto a causa della prescrizione decennale, calcolata dalla data del pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio cruciale in tema di prescrizione rivalutazione amianto: il termine per far valere il diritto non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito, o poteva acquisire, la consapevolezza del rischio corso. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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