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Dies A Quo — Anno 2024

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479 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Termine impugnazione: ricorso inammissibile se tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per cessione di sostanze stupefacenti. La decisione non è entrata nel merito delle accuse, ma si è basata su un vizio procedurale: il mancato rispetto del termine impugnazione. L'ordinanza sottolinea come la presentazione tardiva dell'atto renda l'impugnazione irricevibile, confermando la condanna precedente.
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Diritti della difesa: memoria tardiva e annullamento
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro immobiliare perché il Tribunale del riesame aveva basato la sua decisione su una memoria depositata tardivamente dal Pubblico Ministero. Questa violazione procedurale ha compresso i diritti della difesa, rendendo illegittimo il provvedimento. Il caso sottolinea l'importanza del rispetto dei termini processuali come garanzia fondamentale per un giusto processo.
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Prescrizione reato: quando si estingue la violazione?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione di sigilli, dichiarando la prescrizione del reato. La decisione si fonda sull'errore della Corte d'Appello nel calcolare la data di inizio del reato (dies a quo), non avendo considerato un momento antecedente emerso da un procedimento riunito. Questo caso evidenzia l'importanza di un'analisi completa di tutti gli atti per il corretto computo della prescrizione reato.
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Confisca di prevenzione: il dies a quo della pericolosità
La Cassazione annulla parzialmente una confisca di prevenzione. L'accertamento del 'dies a quo' (inizio) della pericolosità sociale deve basarsi su prove precise e non su mere deduzioni logiche, specialmente se si retrodata rispetto a un periodo già accertato in sede penale. Il ricorso è stato accolto per un ricorrente e rigettato per l'altro.
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Prescrizione contributi INPS: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione contributi INPS per un professionista. Viene chiarito che il termine decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi. La Corte ha rigettato il ricorso sulla prescrizione, confermando la validità dell'interruzione tramite avviso bonario, ma ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, annullandole in base a una sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale che esonera i professionisti già iscritti ad altra cassa dal pagamento delle sanzioni per omessa iscrizione alla Gestione Separata.
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Accertamento induttivo puro: quando è legittimo?
Una società di costruzioni ha contestato un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha chiarito due punti fondamentali: il termine dilatorio di 60 giorni, previsto dallo Statuto del Contribuente, non si applica se non c'è stata un'ispezione fisica presso la sede del contribuente. Inoltre, ha confermato che la presenza di gravi irregolarità contabili, come la mancata tenuta del libro inventari, giustifica pienamente il ricorso all'accertamento induttivo puro, che consente all'amministrazione finanziaria di ricostruire il reddito basandosi anche su semplici indizi.
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Decadenza NASpI: il termine per agire in giudizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione giudiziaria per ottenere la NASpI è soggetta a un termine di decadenza non prorogabile. Nel caso esaminato, un lavoratore ha presentato ricorso oltre il termine di un anno e 300 giorni dalla domanda amministrativa, vedendo così la sua richiesta definitivamente respinta. La Suprema Corte ha chiarito che il termine per la decadenza NASpI è di ordine pubblico e il suo decorso non può essere interrotto né da un ricorso amministrativo tardivo né da una decisione tardiva dell'ente previdenziale.
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Indennità di mobilità: quando comunicare il lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore, pilota di aerei, perde il diritto all'indennità di mobilità se non comunica preventivamente l'inizio di una nuova attività lavorativa, anche se questa consiste in un periodo di formazione e prova presso una nuova compagnia aerea. Il caso riguardava la richiesta di restituzione delle somme da parte dell'ente previdenziale. La Corte ha chiarito che il periodo di prova non può essere considerato 'neutro' se è funzionale a una futura assunzione e non solo al mantenimento delle licenze esistenti, ribadendo la necessità della comunicazione preventiva per non perdere il beneficio.
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Gestione Separata ingegneri: no sanzioni retroattive
Un ingegnere si opponeva al pagamento di contributi e sanzioni alla Gestione Separata INPS per l'anno 2005. La Corte di Cassazione, pur confermando che la prescrizione dei contributi decorre dal termine per il versamento del saldo, ha annullato le sanzioni. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l'applicazione retroattiva di sanzioni per la mancata iscrizione alla Gestione Separata ingegneri per periodi antecedenti al 2011.
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Prescrizione contributi: la proroga sposta il termine
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di proroga dei termini per il versamento, la prescrizione contributi inizia a decorrere dalla nuova scadenza e non da quella originaria. La controversia riguardava una professionista a cui l'ente previdenziale aveva richiesto dei contributi per l'anno 2008. La Corte d'Appello aveva ritenuto il credito prescritto, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza iniziale. La Cassazione ha annullato tale decisione, precisando che il dies a quo (giorno di inizio) per il calcolo della prescrizione deve essere posticipato alla data di scadenza prorogata da un DPCM, rendendo la richiesta dell'ente tempestiva.
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Termine impugnazione sentenza: da quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34386/2024, ha chiarito un punto cruciale sul termine impugnazione sentenza. Il caso riguardava un appello ritenuto tardivo dalla parte ricorrente, la quale sosteneva che il termine decorresse dalla lettura del dispositivo in udienza. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza, stabilendo che, in assenza di prova della lettura in udienza, il termine per l'impugnazione decorre dalla data di deposito della sentenza in cancelleria, momento che ne garantisce la conoscibilità legale.
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Fondo di Garanzia INPS: il calcolo dei 12 mesi
Un lavoratore ha richiesto l'intervento del Fondo di Garanzia INPS per ottenere le ultime tre mensilità non pagate dal datore di lavoro insolvente, utilizzando una diffida accertativa dell'Ispettorato del Lavoro. I giudici di merito avevano calcolato il periodo di riferimento di 12 mesi a ritroso partendo dalla data della richiesta di ispezione, per tutelare il lavoratore dai ritardi burocratici. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il tempo necessario all'amministrazione per emettere la diffida non può 'congelare' il termine. Solo un'azione giudiziaria ha tale effetto, garantendo certezza del diritto.
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Annullamento accordo crisi: quando inizia il termine?
Un ente creditore ha richiesto l'annullamento di un accordo di composizione della crisi di una società agricola, sostenendo la presenza di dolo. La Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che il termine per l'annullamento accordo crisi decorre dalla scoperta dei fatti fraudolenti. Essendo il creditore a conoscenza del presunto dolo già prima dell'omologa dell'accordo, la sua azione è stata giudicata tardiva e quindi inammissibile.
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Prescrizione contributi INPS: la decorrenza del termine
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla prescrizione dei contributi INPS per una professionista. Ha stabilito che, in caso di proroga governativa dei termini di versamento, il quinquennio di prescrizione decorre dalla nuova scadenza. Ha inoltre ribadito che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio sulla questione della decorrenza del termine.
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Giudicato interno: quando si forma e i suoi limiti
In un complesso caso post-fallimentare, gli eredi di un imprenditore hanno citato in giudizio una banca e il curatore per la presunta appropriazione di fondi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'applicazione della prescrizione quinquennale. La decisione si fonda sul principio del giudicato interno, formatosi sulla qualificazione della responsabilità come extracontrattuale, poiché i ricorrenti non avevano impugnato specificamente tale punto in appello, rendendo la statuizione definitiva e precludendo l'applicazione del termine di prescrizione decennale.
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Prescrizione contributi: il termine decorre dalla scadenza
Un professionista si opponeva a una richiesta di contributi previdenziali per l'anno 2008, ritenendola prescritta. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che la prescrizione dei contributi previdenziali decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprese eventuali proroghe legali. Di conseguenza, la richiesta dell'ente previdenziale è stata considerata tempestiva.
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Errore di fatto: i limiti della revocazione in Cassazione
Un proprietario immobiliare ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto relativo al calcolo dei termini per l'usucapione di una costruzione. La Corte ha respinto la richiesta, chiarendo che l'errore di fatto revocatorio deve essere un errore di percezione sugli atti del giudizio di legittimità, non un riesame della valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito.
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Sanzioni Gestione Separata: Omissione o Evasione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale relativo a sanzioni sulla Gestione Separata per un professionista. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, i quali avevano distinto tra omissione ed evasione contributiva. A causa dell'incertezza normativa del 2009, la mancata iscrizione alla Gestione Separata non è stata considerata dolosa, giustificando sanzioni per semplice omissione. Il ricorso dell'ente è stato respinto perché non affrontava questa motivazione centrale.
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Acquisizione sanante: termine e opposizione alla stima
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33868/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di espropriazione. In caso di 'acquisizione sanante' (art. 42-bis T.U. Espropri), il termine per opporsi alla stima dell'indennizzo non è quello breve di 30 giorni, ma il termine di prescrizione ordinario di dieci anni. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva dichiarato tardiva l'opposizione di un comproprietario, affermando che la normativa sui termini brevi non si applica a questa specifica procedura, garantendo così una maggiore tutela al proprietario espropriato.
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Prescrizione accise: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33825/2024, ha stabilito che la prescrizione accise, in caso di condotte illecite volte a nascondere il debito d'imposta, inizia a decorrere dal momento della 'scoperta del fatto illecito' e non dalla data in cui l'illecito è stato commesso. Nel caso specifico, una pretesa per evasione di accise su carburanti, relativa a fatti del 2012 ma scoperta nel 2013, è stata dichiarata prescritta poiché l'avviso di pagamento è stato notificato nel 2019, oltre il termine quinquennale.
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