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Definizione Agevolata — Anno 2025

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537 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata: la Cassazione chiede prove
Una società contribuente, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro una cartella di pagamento per IVA, si è opposta in Cassazione al ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, sostenendo di aver estinto il debito tramite una definizione agevolata. La Corte di Cassazione, rilevando che la documentazione prodotta non provava con certezza l'esito della procedura, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con tale provvedimento, ha sospeso la decisione e rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando all'Amministrazione Finanziaria di fornire chiarimenti entro 90 giorni sull'effettiva conclusione della definizione agevolata.
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Diniego definizione agevolata: motivazione necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di diniego di definizione agevolata emesso dall'Agenzia delle Entrate perché la motivazione era incomprensibile e contraddittoria. Una società aveva richiesto di aderire alla definizione agevolata, ma l'Agenzia ha rigettato l'istanza con un atto che riportava dati numerici contrastanti senza alcuna spiegazione. La Corte ha stabilito che un atto di diniego deve essere motivato in modo chiaro e comprensibile per consentire al contribuente di esercitare il proprio diritto di difesa. L'assenza di una motivazione chiara rende l'atto illegittimo.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria Regionale relativa ad avvisi di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA, ha aderito alla definizione agevolata della lite. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, lasciando le spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese compensate
Una società impugnava una cartella di pagamento relativa a tributi sospesi a seguito di un evento sismico. Durante il ricorso in Cassazione, la società aderiva a una definizione agevolata del debito e rinunciava al giudizio. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti per giusti motivi.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione un avviso di accertamento, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuto pagamento e della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, specificando che in questi casi non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: sospeso il giudizio in Cassazione
Una società turistica, impugnando un avviso di accertamento per la sua qualifica di 'società di comodo', ha aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sugli effetti della definizione agevolata sui processi tributari in corso, se cioè comporti la sospensione fino al saldo o l'estinzione immediata.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della corretta adesione di una società alla procedura di definizione agevolata. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato la regolarità delle domande e dei pagamenti, rendendo inevitabile la chiusura del contenzioso.
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Atto impositivo: quando la cartella lo diventa
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cartella di pagamento, se è il primo atto notificato a un contribuente coobbligato solidale (come un amministratore di società), assume la natura di atto impositivo. Di conseguenza, la controversia che ne deriva può essere oggetto di definizione agevolata. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate aveva negato la definizione agevolata sostenendo che la cartella non fosse un atto impositivo, ma la Corte ha accolto il ricorso del contribuente, estinguendo il giudizio.
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Motivazione apparente: sentenza nulla senza analisi
La Corte di Cassazione annulla una sentenza fiscale per motivazione apparente. La corte d'appello aveva fondato la sua decisione esclusivamente sulla proposta di accertamento con adesione, rifiutata dal contribuente, senza fornire un'analisi autonoma. Il giudizio è dichiarato estinto per la società e due soci che hanno aderito alla definizione agevolata, ma prosegue per il socio che non ha aderito.
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Definizione agevolata: i pagamenti tardivi la annullano
Una società cooperativa aveva aderito a una definizione agevolata per una cartella di pagamento relativa a ritenute IRPEF. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato estinto il giudizio, ma l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha fatto ricorso in Cassazione, dimostrando che i pagamenti delle rate erano stati tardivi e parziali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il mancato rispetto delle scadenze e degli importi invalida la definizione agevolata, impedendo la cessazione della materia del contendere. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Estinzione del giudizio: la definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario in un caso in cui le società ricorrenti avevano aderito a una definizione agevolata. La Corte ha rilevato che il perfezionamento della procedura, anche da parte di un solo coobbligato, e la mancata opposizione dell'Agenzia delle Entrate, determinano la fine del contenzioso. Di conseguenza, le spese legali restano a carico delle parti che le hanno sostenute.
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Definizione agevolata: processo estinto per notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario relativo a un accertamento IRPEF a carico di una socia. La contribuente aveva richiesto la definizione agevolata della lite. L'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta, ma non è riuscita a provare la corretta notifica del diniego. Secondo la Corte, la mancata prova della notifica rende la definizione agevolata perfezionata, con conseguente estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario relativo a un accertamento IRPEF. La controversia riguardava la presunta distribuzione di utili extra-contabili a una socia di una s.r.l. a ristretta base azionaria. Decisiva è stata l'adesione della contribuente alla definizione agevolata prevista dalla legge, che, una volta perfezionata, determina la chiusura della lite pendente.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente, socio di una S.r.l., impugna un avviso di accertamento IRPEF. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata, pagando la prima rata. La Corte, constatato il mancato diniego dell'Agenzia delle Entrate, dichiara l'estinzione del processo tributario.
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Estinzione del processo tributario: il caso della lite
Un contribuente, socio di una s.r.l. a ristretta base, impugnava un avviso di accertamento IRPEF basato sulla presunzione di distribuzione di utili extra-contabili. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario poiché il contribuente aveva aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, pagando la prima rata, e l'Agenzia delle Entrate non aveva notificato alcun diniego nei termini di legge.
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Definizione agevolata cartella: sì al cessionario
Una società, cessionaria di un ramo d'azienda, ha ricevuto una cartella di pagamento per debiti della cedente. La società ha richiesto la definizione agevolata della lite, ma l'Agenzia delle Entrate l'ha negata, sostenendo che la cartella fosse un mero atto di riscossione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, per il cessionario, la cartella è il primo atto che afferma la pretesa fiscale e ha quindi natura impositiva. Di conseguenza, è ammissibile alla definizione agevolata, portando all'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario relativo a un accertamento IRPEF a carico di una socia di una S.r.l. a ristretta base. Nonostante le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. Avendo presentato domanda e pagato la prima rata, e in assenza di un diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate entro i termini, il processo si è estinto per legge, senza alcuna pronuncia sul merito della controversia.
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Estinzione processo tributario: il caso della sanatoria
L'ordinanza analizza un caso di estinzione del processo tributario a seguito della domanda di definizione agevolata presentata da una contribuente. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento e della mancata notifica del diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate entro i termini di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio pendente, sorto da un accertamento IRPEF per presunti utili non dichiarati.
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Definizione agevolata cartella: quando è possibile?
Una società che ha acquisito un ramo d'azienda ha ricevuto una cartella di pagamento per debiti tributari della società cedente. La richiesta di definizione agevolata della cartella è stata respinta dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la società acquirente, tale cartella costituisce il primo atto con cui viene formalizzata la pretesa fiscale nei suoi confronti, assumendo quindi natura di atto impositivo. Di conseguenza, la cartella è ammissibile alla definizione agevolata, portando all'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata cartella: sì al cessionario
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cartella di pagamento notificata a una società cessionaria di un ramo d'azienda, per debiti tributari della società cedente, ha natura impositiva. Di conseguenza, tale atto rientra nel perimetro della definizione agevolata delle controversie. La Corte ha accolto il ricorso di una società contro il diniego dell'Agenzia delle Entrate, dichiarando estinto il giudizio a seguito della presentazione della domanda di condono e del pagamento della prima rata. La decisione si fonda sul principio che la cartella è il primo atto con cui la pretesa fiscale viene esercitata nei confronti del nuovo soggetto obbligato in solido.
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