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Definizione Agevolata — Anno 2025

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537 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una società, dopo aver subito una truffa dal proprio commercialista, impugnava degli atti fiscali. In pendenza di giudizio, aderiva alla definizione agevolata delle cartelle. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione alla definizione agevolata comporta la cessazione della materia del contendere, prevalendo su ogni altra questione, inclusa l'eventuale inammissibilità del ricorso iniziale. L'Agenzia delle Entrate, che sosteneva l'inammissibilità del ricorso originario e contestava l'ambito della sanatoria, ha visto il suo ricorso respinto.
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Definizione agevolata: estingue il processo in Cassazione
Un contribuente, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento basato su metodo sintetico, ha visto il suo caso approdare in Cassazione su ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, il processo si è concluso con un'ordinanza di estinzione. La Corte Suprema ha infatti accolto l'istanza del contribuente di adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti, verificando la sussistenza di tutti i requisiti di legge. La controversia si è quindi chiusa senza una decisione nel merito, ma attraverso questo strumento di pacificazione fiscale.
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Definizione agevolata: no al 5% con vittoria parziale
Un contribuente, dopo una vittoria solo parziale nei primi gradi di giudizio contro un accertamento fiscale, ha richiesto la definizione agevolata versando il 5% del valore della lite. L'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che la percentuale ridotta del 5% per la definizione agevolata si applica solo in caso di soccombenza totale e ininterrotta dell'Amministrazione Finanziaria. Una vittoria parziale iniziale esclude l'accesso a tale beneficio, richiedendo un calcolo differente. La Corte ha inoltre rigettato il ricorso originario dell'Agenzia, confermando la decisione di merito a favore del contribuente.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente aveva impugnato un'intimazione di pagamento per un debito IVA risalente, sostenendo l'avvenuta prescrizione. Mentre il caso era pendente in Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata, saldando integralmente il debito. La Corte, preso atto del pagamento e della conseguente cessazione della materia del contendere, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata liti: ripresa automatica processo
La Corte di Cassazione chiarisce che, in tema di definizione agevolata liti, se il contribuente chiede la sospensione ma non deposita la domanda di definizione e i versamenti, il processo riprende automaticamente. Non è necessaria un'istanza di parte per la riassunzione del giudizio, poiché la sospensione iniziale cessa senza che si attivi quella, più lunga, legata all'effettiva adesione alla sanatoria. La Corte ha quindi annullato la decisione che aveva erroneamente dichiarato estinto il processo per inerzia della parte.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio fiscale
Una contribuente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una decisione sfavorevole in materia di prescrizione di debiti fiscali, ha successivamente presentato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia formalmente valida e tempestiva, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese processuali tra le parti. La decisione evidenzia come la rinuncia sia uno strumento che conclude il contenzioso, spesso legato a procedure di definizione agevolata.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver impugnato un accertamento basato sul redditometro fino in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata delle controversie. La Corte Suprema, verificata la regolarità della procedura, dichiara l'estinzione del giudizio, compensando le spese.
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Estinzione del giudizio: la guida completa
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, durante il processo, ha aderito a una definizione agevolata, rinunciando al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito e compensando le spese legali tra le parti.
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Cessazione materia del contendere: il Fisco ci ripensa
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento fiscale, aveva aderito a una definizione agevolata della lite. Inizialmente respinta, la richiesta è stata poi accolta dall'Amministrazione Finanziaria in autotutela durante il giudizio in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto del venir meno dell'oggetto della controversia, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al lungo processo.
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Cessazione materia del contendere: il Fisco annulla
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento, aderisce a una definizione agevolata della lite. L'Agenzia delle Entrate inizialmente nega il condono, ma successivamente, in pendenza del ricorso in Cassazione, annulla in autotutela il proprio diniego. La Corte Suprema, prendendo atto della risoluzione della controversia, dichiara la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al processo.
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Rinuncia al ricorso: come estinguere il giudizio
Una società contribuente, dopo aver visto respinta la sua domanda di definizione agevolata, ha impugnato il diniego in Cassazione. Successivamente, perfezionata la sanatoria per la cartella di pagamento relativa, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle entrate ha accettato la rinuncia, portando la Corte di Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese.
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Definizione Agevolata Controversie e rinvio della causa
In un caso riguardante un avviso di accertamento IMU e la successiva ingiunzione di pagamento, una società contribuente ha aderito alla Definizione Agevolata Controversie. La Corte di Cassazione, prima di dichiarare estinto il giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per accertare se l'adesione coprisse entrambe le pretese tributarie oggetto dei distinti ricorsi. Ha quindi rinviato la causa, chiedendo chiarimenti alle parti.
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Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo
Un contribuente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole dell'Agenzia delle Entrate, effettua una rinuncia al ricorso a seguito di una definizione agevolata. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio e stabilisce un principio importante: il pagamento del 'doppio contributo unificato' non è dovuto se il presupposto dell'estinzione (la rinuncia) è sopravvenuto dopo la proposizione del ricorso stesso, data la natura sanzionatoria e di stretta interpretazione della norma.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario riguardante l'accertamento IRPEF a carico di una socia per presunti utili societari non dichiarati. La contribuente ha utilizzato lo strumento della definizione agevolata previsto dalla L. 130/2022. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge, la Corte ha confermato il perfezionamento della procedura e ha estinto il giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. Il caso riguardava un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società per un accertamento fiscale. La presentazione della domanda di definizione e del relativo pagamento ha determinato la chiusura del processo, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società e i suoi soci, destinatari di avvisi di accertamento per presunti versamenti e prelievi ingiustificati, hanno impugnato la pretesa fiscale fino in Cassazione. Durante il giudizio, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del buon esito della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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Inammissibilità ricorso tributario: il caso Cassazione
Un contribuente impugnava un'iscrizione ipotecaria fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, aderiva alla definizione agevolata per i debiti sottostanti e rinunciava al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso tributario per sopravvenuto difetto di interesse, senza condanna alle spese né raddoppio del contributo unificato.
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Cessione area edificabile: estinzione per rottamazione
Un contribuente vende la propria abitazione principale, ma l'Agenzia delle Entrate riqualifica l'operazione come cessione di area edificabile, tassando la plusvalenza. Il caso giunge in Cassazione, dove il giudizio viene dichiarato estinto perché il contribuente ha saldato il debito aderendo alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione delle cartelle"), ponendo fine alla materia del contendere.
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Cessata materia del contendere e Fisco: il caso
Una società nel settore del gioco ha impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione. Durante il giudizio, ha aderito a una definizione agevolata, saldando il debito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, venendo meno la ragione stessa della disputa.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Due contribuenti, dopo aver impugnato degli avvisi di accertamento fino alla Corte di Cassazione, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. Avendo saldato integralmente il debito e rinunciato al ricorso, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia tributaria. Le spese legali sono state lasciate a carico delle parti che le hanno sostenute.
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