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Definizione Agevolata — Anno 2025

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537 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata: ok per crediti d’imposta?
L'Agenzia delle Entrate negava a una società un credito d'imposta per ricerca e sviluppo. La società, durante il contenzioso, chiedeva la definizione agevolata della lite, che veniva respinta. La Cassazione, vista la complessità della questione sull'applicabilità dell'istituto ai crediti fiscali, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Una società contesta un avviso di accertamento per la violazione del contraddittorio preventivo. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, il contenzioso giunge in Cassazione. Qui, il processo viene dichiarato estinto perché la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, una procedura che ha permesso di chiudere definitivamente la controversia.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per un presunto errore nella dichiarazione IVA. Dopo aver perso in appello, mentre il caso era pendente in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata tributi prevista dalla L. 130/2022. La Corte Suprema ha quindi dichiarato estinto il processo, confermando che il perfezionamento della procedura di sanatoria determina la fine della lite, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Presunzione distribuzione utili: socio e società fallita
La Corte di Cassazione esamina due ricorsi collegati contro avvisi di accertamento. Il primo, di una socia unica, si basa sulla presunzione di distribuzione utili di una società a ristretta base; il secondo, del fallimento della stessa società, contesta il metodo di accertamento induttivo. La Corte dichiara estinto il giudizio della socia per adesione a definizione agevolata e rigetta il ricorso del fallimento, confermando che l'onere di provare l'inattendibilità della percentuale di ricarico usata dall'Agenzia delle Entrate spetta al contribuente.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso tributario, ha aderito alla definizione agevolata pagando quanto dovuto. L'Agenzia Fiscale ha riconosciuto il pagamento e ha chiesto l'estinzione del giudizio pendente in Cassazione. La Corte ha dichiarato il processo estinto per cessata materia del contendere, stabilendo che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali, come previsto dalla normativa specifica sulla definizione agevolata.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente ha aderito alla definizione agevolata di una lite fiscale pendente in Cassazione. L'Agenzia delle Entrate ha quindi richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, stabilendo che le spese legali restano a carico di ciascuna parte che le ha anticipate, poiché il costo del contenzioso è assorbito dalla procedura di definizione agevolata. Inoltre, la Corte ha chiarito che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del processo e spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Avendo il contribuente perfezionato la procedura e pagato il dovuto, e con l'Agenzia delle Entrate che ha chiesto l'estinzione, il contenzioso è cessato. Le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate, poiché assorbite dalla procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. La Corte ha stabilito che, in questi casi, il perfezionamento della procedura con il pagamento del dovuto comporta la cessazione della materia del contendere e le spese di lite restano a carico delle parti che le hanno anticipate, senza obbligo di versare il doppio contributo unificato.
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Definizione Agevolata: Sì per la cartella esattoriale
Una società, ritenuta responsabile per i debiti fiscali dell'azienda da cui aveva acquistato un ramo d'impresa, ha impugnato una cartella esattoriale. Durante il processo, ha chiesto di aderire alla definizione agevolata, ma l'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che una controversia su una cartella esattoriale è ammissibile alla definizione agevolata quando essa rappresenta il primo atto con cui la pretesa fiscale viene comunicata al contribuente, estinguendo così il giudizio.
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Definizione agevolata cartella: la Cassazione decide
Una società, ritenuta responsabile per i debiti fiscali di un'azienda cedente nonostante un certificato fiscale negativo, ha impugnato la relativa cartella esattoriale. Durante il giudizio, la sua richiesta di definizione agevolata della cartella è stata respinta. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che quando la cartella, emessa a seguito di controlli automatizzati, è il primo atto con cui si comunica la pretesa fiscale, essa ha natura "impo-esattiva" e la lite può essere oggetto di definizione agevolata. Di conseguenza, il giudizio principale è stato dichiarato estinto.
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Cartella di pagamento atto impositivo: sì alla sanatoria
Una società in liquidazione ha impugnato una cartella di pagamento che contestava l'uso di un credito IRAP. Successivamente, ha richiesto una definizione agevolata, negata dall'Agenzia delle Entrate perché riteneva la cartella un mero atto di riscossione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la cartella di pagamento è un atto impositivo quando, come in questo caso, è il primo atto a comunicare la pretesa fiscale al contribuente. Di conseguenza, la cartella era ammissibile alla sanatoria, portando all'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un procedimento tributario relativo a un'imposta di registro su un contratto di affitto. La decisione è seguita all'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 130/2022, che non è stata oggetto di diniego da parte dell'Amministrazione Finanziaria. Di conseguenza, il contenzioso è cessato e le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Contributi consortili: estinzione per rinuncia al ricorso
Un ente pubblico contestava il pagamento di contributi consortili, sostenendo la mancanza di un beneficio diretto e specifico alle proprie infrastrutture. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'ente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, ha aderito a una definizione agevolata dei carichi pendenti e ha rinunciato al ricorso. La controparte ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito della debenza dei contributi consortili, e ha compensato le spese legali.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Un consorzio di bonifica ha impugnato una sentenza tributaria. Durante il giudizio in Cassazione, la controparte, una provincia, ha aderito alla definizione agevolata, saldando il debito. Di conseguenza, il consorzio ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese e chiarendo che non è dovuto il doppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata contributi: vale per l’INPS?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la definizione agevolata di una controversia fiscale non incide sul debito contributivo. L'accordo con l'Agenzia delle Entrate ha il solo scopo di chiudere la lite fiscale, ma non modifica la sostanza dell'accertamento di maggior reddito, che conserva la sua validità ai fini previdenziali. Pertanto, l'ente di previdenza può legittimamente richiedere i contributi basati su tale accertamento, a meno che il contribuente non fornisca prove concrete per contestarne nel merito il contenuto.
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Definizione agevolata: rinvio per prova documentale
Un ex trustee di un trust, in lite con un Comune per il mancato pagamento dell'IMU, ha chiesto la chiusura del caso dopo aver aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, non trovando nel fascicolo i documenti necessari a verificare il completamento della sanatoria, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha rinviato la decisione, ordinando alle parti di fornire la prova documentale dell'esito finale della procedura di definizione agevolata. La questione centrale è la necessità di una documentazione completa per poter dichiarare estinto un contenzioso tributario tramite definizione agevolata.
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Cessazione materia del contendere: la guida completa
Un contribuente impugna una cartella esattoriale. Durante il ricorso in Cassazione, aderisce a una definizione agevolata, pagando l'importo dovuto. La Corte Suprema dichiara la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al giudizio. In tale contesto, le spese legali vengono interamente compensate tra le parti, poiché addebitarle al contribuente sarebbe contrario alla finalità della definizione agevolata. Inoltre, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Difetto d’interesse: appello inammissibile in Cassazione
Un contribuente ha impugnato una sentenza tributaria. Successivamente, ha aderito a una definizione agevolata per sanare la sua posizione con il fisco. La Corte di Cassazione, rilevando che tale adesione dimostra la mancanza di interesse a proseguire la causa, ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto d'interesse, compensando le spese.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di una Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. La corte territoriale aveva ritenuto applicabile una sospensione dei termini di pagamento, prevista per eventi sismici, anche a somme dovute a seguito di una definizione agevolata, senza però esplicitare l'iter logico-giuridico seguito. Secondo la Suprema Corte, un'affermazione apodittica, priva di argomentazioni, equivale a un'assenza di motivazione e rende la sentenza nulla. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Svalutazione crediti: legittima senza prova definitiva
La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una compagnia assicurativa, confermando la legittimità della svalutazione crediti basata su un rischio prevedibile di inesigibilità, senza attendere la perdita definitiva. L'ordinanza chiarisce anche l'interazione tra sospensione dei termini per definizione agevolata e sospensione feriale, ritenendo tempestivo l'appello della società.
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