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Definizione Agevolata — Anno 2024

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717 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata: non per casse professionali
Un professionista salda un debito contributivo verso la propria cassa di previdenza pagando solo il capitale, avvalendosi della definizione agevolata del d.l. 193/2016. La Corte di Cassazione stabilisce che tale agevolazione non si applica alle casse professionali private, ma solo agli enti previdenziali pubblici. Di conseguenza, il debito non è estinto e la pensione non può essere erogata sulla base del pagamento parziale.
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Inammissibilità ricorso: analisi e conseguenze
Un contribuente, dopo aver impugnato un'intimazione di pagamento per sanzioni fiscali, aderisce a una definizione agevolata che annulla le sanzioni stesse. Di conseguenza, la Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. Tuttavia, applicando il principio di soccombenza virtuale, la Corte valuta i motivi originari del ricorso, li ritiene infondati e condanna il contribuente al pagamento delle spese legali.
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Definizione agevolata e processo: la Cassazione chiede lumi
Una società chiede l'estinzione di un contenzioso tributario, relativo a costi di sponsorizzazione, per aver aderito alla definizione agevolata (c.d. rottamazione-quater). La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non chiude il caso ma rinvia la causa, chiedendo alle parti di chiarire la corrispondenza tra l'avviso di accertamento impugnato e la cartella di pagamento oggetto della definizione agevolata.
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Definizione Agevolata: Limiti Temporali e Affidamento
Una società si è vista negare l'accesso a una definizione agevolata perché i suoi debiti fiscali erano stati iscritti a ruolo dopo la scadenza prevista dalla legge. La Corte di Cassazione ha annullato le decisioni dei gradi inferiori, stabilendo che i requisiti temporali sono inderogabili e che il principio di affidamento del contribuente non può sanare la mancanza del presupposto temporale, applicandosi solo a sanzioni e interessi e non all'imposta dovuta.
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Esenzione ICI per fabbricati rurali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9724/2024, ha negato l'esenzione ICI per un fabbricato rurale per l'anno 2007. La richiesta di variazione catastale (docfa) presentata nel 2012 non può avere efficacia retroattiva quinquennale, ma solo dalla data della domanda. La Corte ha inoltre confermato che l'adesione dei Comuni alla definizione agevolata delle liti è una facoltà discrezionale, non un obbligo.
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Definizione agevolata: stop al processo in Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ricorreva in Cassazione contro una società per una presunta indebita detrazione IVA su operazioni soggettivamente inesistenti. Tuttavia, la Corte di Cassazione, con questa ordinanza, non decide nel merito. Rileva che la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. Di conseguenza, rinvia la causa a nuovo ruolo per verificare i presupposti per la declaratoria di estinzione del giudizio.
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Definizione Agevolata: facoltà e non obbligo per i Comuni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9718/2024, chiarisce due punti cruciali in materia tributaria. In primo luogo, stabilisce che l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti è una mera facoltà per gli enti territoriali e non un obbligo, preservando la loro autonomia impositiva. In secondo luogo, affronta il tema della retroattività delle variazioni catastali, precisando che la richiesta di cambio di classificazione di un immobile (da D/8 a rurale), presentata nel 2012, non può avere effetto per annualità d'imposta precedenti, come il 2009. La Corte ha quindi respinto il ricorso del contribuente, confermando la legittimità sia del diniego alla definizione agevolata sia dell'avviso di accertamento ICI per l'anno 2009 basato sulla classificazione catastale allora vigente.
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Definizione agevolata: è una facoltà degli Enti locali
Un contribuente ha contestato il diniego di una definizione agevolata da parte di un Comune per una lite sull'ICI relativa alla classificazione rurale di alcune serre. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione alla definizione agevolata è una facoltà discrezionale per gli enti locali, non un obbligo. Ha inoltre chiarito che la riclassificazione catastale ottenuta dal contribuente non era retroattiva all'anno d'imposta in questione (2008), poiché la specifica procedura utilizzata non conferiva la retroattività quinquennale. Il ricorso del contribuente è stato quindi respinto.
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Incertezza normativa e sanzioni: la Cassazione decide
Una società è stata sanzionata per aver compensato crediti IVA individualmente anziché tramite la procedura di gruppo. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato le sanzioni per incertezza normativa. La Corte di Cassazione, tuttavia, non si è pronunciata nel merito, ma ha rinviato la causa a nuovo ruolo per verificare gli effetti della sopravvenuta adesione del contribuente a una definizione agevolata, che potrebbe estinguere il contenzioso.
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Definizione agevolata e rinvio del processo tributario
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione su un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società. La causa è stata posticipata perché la società contribuente ha aderito a una procedura di definizione agevolata. La Corte deve ora verificare se sussistono i presupposti per dichiarare l'estinzione del giudizio, sospendendo l'analisi dei motivi di ricorso che riguardavano l'uso di documenti prodotti in ritardo e la deducibilità di costi non documentati.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Gli eredi di un contribuente hanno impugnato una cartella di pagamento derivante da un controllo automatizzato che negava un credito IVA a causa di una dichiarazione tardiva. Prima di pronunciarsi, la Corte di Cassazione ha rilevato la potenziale adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata. Di conseguenza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa a nuovo ruolo, al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per l'estinzione del giudizio, come l'avvenuto pagamento.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una contribuente, dopo aver impugnato una cartella di pagamento IRPEF fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata. Avendo dimostrato l'avvenuto pagamento della somma dovuta per la sanatoria, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla controversia.
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Rinuncia al ricorso e rottamazione-quater: caso chiuso
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio relativo alla revoca dell'agevolazione 'prima casa'. Il contribuente, dopo aver presentato appello, ha aderito alla definizione agevolata ('rottamazione-quater') e ha effettuato una formale rinuncia al ricorso. La Corte, prendendo atto della volontà del ricorrente, ha estinto il procedimento e compensato le spese legali, escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una contribuente impugna in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria Regionale relativa a un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. Durante il giudizio, aderisce alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197 del 2022. L'Agenzia delle Entrate conferma la regolarità della procedura e la Corte di Cassazione, prendendone atto, dichiara l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha sostenute.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di liquidazione per la revoca delle agevolazioni "prima casa", aderiva a una definizione agevolata durante il processo d'appello. La Commissione Tributaria Regionale ignorava la richiesta e decideva nel merito. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che il giudice, di fronte a una richiesta di definizione agevolata, ha il dovere di prenderne atto e dichiarare l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, configurandosi altrimenti un error in procedendo.
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Inammissibilità ricorso: adesione a definizione agevolata
Un contribuente, dopo un lungo contenzioso tributario relativo ad accertamenti IRPEF basati su spese indicative di capacità contributiva, ricorre in Cassazione. Tuttavia, avendo aderito nel frattempo a una definizione agevolata, il suo ricorso viene dichiarato inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, ponendo fine al giudizio.
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Definizione agevolata: inammissibile il ricorso
Una contribuente, durante un ricorso in Cassazione relativo a un avviso di intimazione per IRPEF, ha aderito alla definizione agevolata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, poiché la controversia era stata risolta tramite la procedura di condono, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una contribuente impugnava avvisi di accertamento IRPEF basati su una valutazione sintetica del reddito. Dopo aver percorso due gradi di giudizio, e aver presentato ricorso in Cassazione, aderiva a una definizione agevolata e rinunciava al ricorso. La Corte Suprema, preso atto della rinuncia accettata dalla controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
L'Agenzia Fiscale ha impugnato una sentenza favorevole a una società contribuente riguardo a un avviso di accertamento per IVA. In Cassazione, il giudizio è stato dichiarato estinto perché la società ha aderito alla definizione agevolata della lite, pagando le somme dovute secondo la normativa.
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Estinzione del giudizio per rinuncia dopo sanatoria
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione alcuni atti impositivi, ha aderito a una definizione agevolata per le cartelle oggetto di lite. Conseguentemente, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese legali tra le parti. La sentenza evidenzia come le procedure di sanatoria fiscale possano determinare la fine del contenzioso tributario pendente.
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