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Definizione Agevolata — Anno 2024

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717 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
Una società ha impugnato una decisione tributaria. Durante il procedimento in Corte di Cassazione, ha aderito con successo a una procedura di definizione agevolata, saldando il proprio debito. L'Amministrazione Finanziaria non si è opposta. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
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Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Un contribuente, dopo aver perso in appello contro un avviso di accertamento e aver presentato domanda di definizione agevolata pagando la prima rata, ha proposto ricorso in Cassazione al solo fine di ottenere la declaratoria di estinzione del giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, affermando che tale condotta processuale frustra la finalità deflattiva della definizione agevolata. L'impugnazione è ammessa solo in caso di diniego della definizione da parte dell'Agenzia delle Entrate, da impugnare congiuntamente al diniego stesso.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, a cui erano stati notificati avvisi di accertamento per redditi non dichiarati detenuti all'estero, ha impugnato gli atti fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla procedura di definizione agevolata, nota come 'rottamazione', pagando integralmente le somme dovute. La Corte, presa visione della documentazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere, compensando integralmente le spese legali tra le parti.
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Carenza di interesse: appello inammissibile
Una contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione, aderisce a una definizione agevolata. Sebbene non provi il pagamento integrale, la sua manifesta volontà di non proseguire il giudizio determina una sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione, con ordinanza 14867/2024, dichiara il ricorso inammissibile, compensa le spese e stabilisce che non è dovuto il doppio contributo unificato, poiché l'inammissibilità non era originaria.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata. Il caso riguardava un accertamento fiscale per maggiori ricavi non dichiarati da una società di persone, esteso ai soci per trasparenza. Durante il giudizio di legittimità, i soci hanno presentato domanda di definizione agevolata, versando gli importi dovuti. La Corte, preso atto del perfezionamento della procedura e della mancata opposizione del Fisco, ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rottamazione ferma il processo
Un contribuente impugnava una cartella di pagamento per vizi di notifica. Dopo due gradi di giudizio, il contenzioso giungeva in Cassazione. Qui, il contribuente dimostrava di aver aderito alla definizione agevolata (rottamazione-ter), pagando integralmente il dovuto. La Corte Suprema, preso atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo fine alla lite.
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Definizione agevolata: effetti sul coobbligato
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso in materia fiscale. Il caso riguarda un avviso di accertamento per operazioni inesistenti notificato a una società e ai suoi amministratori di fatto. Durante il giudizio, è emerso che uno dei coobbligati ha aderito a una definizione agevolata della lite. La Corte ha ritenuto necessario acquisire chiarimenti dall'Agenzia delle Entrate sulla regolarità e l'esito di tale definizione, per valutarne l'effetto estintivo del debito anche nei confronti del ricorrente, in virtù del principio di responsabilità solidale.
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Definizione Agevolata: Lite Fiscale Estinta in Cassazione
Un contribuente, ritenuto responsabile per una quota del debito fiscale di una società estinta, ha visto il suo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate, giunto fino alla Corte di Cassazione, concludersi con una declaratoria di estinzione. La soluzione è arrivata grazie all'adesione alla Definizione Agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. La Suprema Corte, preso atto della domanda e del relativo pagamento, ha dichiarato estinto il giudizio, confermando l'efficacia dello strumento deflattivo del contenzioso in ogni grado di giudizio.
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Definizione agevolata controversie: il caso risolto
Un contribuente, ritenuto responsabile per i debiti fiscali di una società estinta, aveva impugnato un avviso di accertamento. Mentre la causa era pendente dinanzi alla Corte di Cassazione, ha presentato istanza di definizione agevolata delle controversie, pagando l'importo dovuto. La Corte, preso atto dell'adesione alla sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla lite senza una decisione nel merito.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Un contribuente impugna un fermo amministrativo sul proprio veicolo, contestando la notifica dell'atto presupposto. Dopo un iter giudiziario che arriva fino in Cassazione, il contribuente aderisce alla definizione agevolata, saldando il debito e rottamando il veicolo. La Suprema Corte, preso atto della situazione, dichiara la cessata materia del contendere, ponendo fine al giudizio.
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Carenza d’interesse: appello inammissibile
Un professionista impugna un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, poiché l'adesione alla sanatoria è incompatibile con la volontà di proseguire la lite, anche senza prova del completamento della procedura.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo alla revoca di un credito d'imposta. La decisione si fonda sulla cessazione della materia del contendere, avvenuta dopo che il contribuente ha aderito a una definizione agevolata, pagando integralmente le somme dovute e rinunciando al contenzioso, risolvendo così la controversia in via extragiudiziale.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
L'Agenzia delle Dogane ricorre in Cassazione contro una società per un contenzioso su dichiarazioni doganali. La società aderisce alla definizione agevolata. A seguito del completamento dei pagamenti, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata parziale non estingue il processo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata di alcune cartelle di pagamento, emesse per la riscossione provvisoria in pendenza di giudizio, non comporta l'estinzione dell'intero processo tributario. Se l'adesione alla sanatoria copre solo una parte della pretesa fiscale originaria, il giudizio deve proseguire per accertare il debito residuo. La Corte ha quindi annullato la sentenza di merito che aveva erroneamente dichiarato la cessazione della materia del contendere, rinviando il caso alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado.
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Onere della prova: Cassazione su operazioni inesistenti
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società di costruzioni e ai suoi soci la deducibilità di costi per operazioni ritenute inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando le sentenze di merito. La Corte ha ritenuto che il contribuente avesse fornito prove adeguate (pagamenti tracciabili, perizie, contabilità regolare) per dimostrare la realtà delle operazioni, superando le presunzioni dell'ufficio. Il caso evidenzia l'importanza del corretto riparto dell'onere della prova in materia tributaria. Il procedimento verso i soci è stato invece dichiarato estinto per adesione a definizione agevolata.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente, dopo due sentenze favorevoli, si trovava di fronte a un ricorso per cassazione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Durante il processo, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, pagando la somma dovuta. A seguito di ciò, e su istanza del contribuente, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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Estinzione giudizio tributario: il caso della sanatoria
Un contenzioso fiscale, giunto in Cassazione su ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, si conclude con un'ordinanza di estinzione del giudizio tributario. La decisione è stata presa dopo che il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, presentando prova della domanda e del relativo pagamento. La Suprema Corte ha applicato la normativa specifica, dichiarando la cessazione della materia del contendere e chiudendo definitivamente la controversia.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
Una controversia fiscale, giunta fino alla Corte di Cassazione, riguardante avvisi di accertamento emessi nei confronti di una società di autotrasporti e dei suoi soci, si è conclusa con l'estinzione del giudizio. I contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, presentando domanda e prova del pagamento. In udienza, tutte le parti, inclusa l'Amministrazione Finanziaria e il Procuratore Generale, hanno concordato sulla richiesta di estinzione, portando la Corte a dichiarare concluso il processo.
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Definizione agevolata: sospensione del processo
L'Agenzia Fiscale ricorre in Cassazione contro un contribuente, ritenuto amministratore di fatto di una società. Il processo viene sospeso con ordinanza interlocutoria a seguito della richiesta del contribuente di accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte ha richiesto chiarimenti alle parti sulla regolarità e sugli effetti di tale domanda e di una precedente istanza presentata dal coobbligato.
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Rimborso definizione agevolata: il giudicato prevale
Una società aveva richiesto il rimborso delle somme versate per una definizione agevolata, dopo aver ottenuto sentenze definitive favorevoli sui debiti tributari originari. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14453/2024, ha stabilito che un giudicato favorevole al contribuente, anche se successivo alla definizione, prevale su di essa. Di conseguenza, le somme pagate diventano un versamento non dovuto e devono essere restituite, configurando un diritto al rimborso definizione agevolata.
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