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Definizione Agevolata — Anno 2024

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717 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata: stop al processo tributario
Un lungo contenzioso tributario tra un istituto di credito e l'Amministrazione Finanziaria, relativo all'esenzione da IRPEG e ILOR per l'anno 1986, si è concluso in Cassazione non con una decisione sul merito, ma con la dichiarazione di estinzione del giudizio. La banca contribuente ha infatti aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, presentando la documentazione del pagamento e chiudendo così definitivamente la lite pendente.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a un avviso di accertamento per redditi esteri non dichiarati. La controversia, originata da informazioni su conti svizzeri, si è conclusa non con una decisione di merito, ma a seguito della richiesta di definizione agevolata presentata dall'erede del contribuente. L'ordinanza conferma che l'adesione a tale procedura e il relativo pagamento determinano la fine della lite, con annullamento delle sanzioni per intrasmissibilità agli eredi.
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Definizione agevolata tributaria: estinzione del rito
Una controversia tra l'Agenzia delle Dogane e diverse società, inclusa una nota azienda di abbigliamento, riguardo l'inclusione delle royalties nel valore doganale delle merci importate, è giunta fino alla Corte di Cassazione. Il procedimento si è concluso non con una sentenza di merito, ma con un'ordinanza di estinzione. Le società contribuenti hanno infatti aderito alla definizione agevolata tributaria prevista dalla L. 197/2022, pagando i tributi dovuti e chiudendo così la lite pendente. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, senza decidere sulla questione originaria.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'associazione sportiva, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, ha fatto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti, pagando quanto dovuto e rinunciando al ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia di tale strumento per chiudere le liti fiscali.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio fiscale a seguito dell'adesione della società contribuente alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La controversia originaria riguardava l'assoggettamento a IVA di commissioni in contratti di coassicurazione. La società, pur avendo ottenuto una sentenza favorevole in appello, ha optato per la chiusura tombale della lite, presentando la relativa istanza e la prova del pagamento. La Corte, applicando la normativa specifica, ha chiuso il procedimento, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Definizione agevolata tributi: estinzione del giudizio
La Cassazione dichiara estinto un giudizio per dazi e IVA su importazioni grazie alla definizione agevolata tributi. La società importatrice ha pagato i tributi e aderito alla sanatoria per le sanzioni, estendendo i benefici anche alla società spedizioniera coobbligata, chiudendo così l'intera controversia.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una società di costruzioni, in pendenza di un ricorso per cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale relativa a un avviso di accertamento per Ires e Irap, ha richiesto la definizione agevolata della lite. La Corte di Cassazione, verificata la documentazione attestante l'adesione e i versamenti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una società aveva utilizzato crediti IVA in compensazione oltre il limite annuale consentito. L'Agenzia Fiscale aveva irrogato una sanzione del 30%, ma le commissioni tributarie l'avevano ridotta al 10%, non ravvisando un'evasione. Prima della decisione della Corte di Cassazione, la società ha aderito con successo alla definizione agevolata, versando un importo minimo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: il diniego è illegittimo
Una società richiede una definizione agevolata per una lite fiscale pendente in Cassazione. L'Agenzia delle Entrate nega la richiesta, citando un'indagine penale sulla sentenza di primo grado. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, ritenendo il diniego illegittimo perché il procedimento penale riguardava una sentenza già superata e sostituita da quella d'appello. Di conseguenza, dichiara la lite estinta.
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Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Una società contribuente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata dei carichi fiscali. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, stabilendo che l'adesione alla sanatoria implica una volontà incompatibile con la prosecuzione del giudizio, anche prima del completo pagamento del debito. Le spese legali vengono compensate.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni contribuenti contro un avviso di liquidazione. Sebbene la loro richiesta di estinzione del giudizio, basata sull'adesione alla "rottamazione quater", sia stata respinta per mancanza di prova diretta, la stessa adesione ha causato una sopravvenuta carenza di interesse. Tale comportamento ha dimostrato la volontà di chiudere il contenzioso, rendendo inutile una decisione nel merito. Le spese sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata coobbligato estingue il debito
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tributario relativo a un accertamento IVA nei confronti di soci di una società estinta. La decisione si fonda sul principio che la definizione agevolata del coobbligato, effettuata da uno dei soci, estende i suoi effetti a tutti gli altri, determinando la cessazione della materia del contendere e l'estinzione del processo.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver aderito alla definizione agevolata, ottiene l'estinzione del giudizio tributario in Cassazione. La Corte ha applicato la norma che prevede l'estinzione se, dopo la comunicazione dell'istanza di definizione agevolata, nessuna delle parti chiede la trattazione della causa.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio fiscale
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione un accertamento fiscale per IRPEF, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia, se inequivocabile, è sufficiente a chiudere il contenzioso, indipendentemente dalla chiara riconducibilità dei documenti di una definizione agevolata alla causa specifica. Le spese sono state compensate.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale relativa all'IRPEF. La decisione è seguita all'adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata (c.d. pace fiscale), che ha portato alla cessazione della materia del contendere. L'Agenzia delle Entrate ha presentato un'istanza, accolta dalla Corte, confermando che l'accordo transattivo tra le parti pone fine al processo.
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Definizione agevolata: rinvio a nuovo ruolo del caso
Una contribuente, durante un giudizio in Cassazione relativo alla prescrizione di alcune cartelle di pagamento, ha aderito alla "rottamazione quater". La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha preso atto dell'avvenuta adesione alla definizione agevolata e, in attesa del completamento del piano di rateizzazione, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo di fatto il giudizio sul merito.
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Definizione agevolata coobbligato: effetti estesi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18339/2024, ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso di accertamento IVA a carico di un'associazione sportiva e del suo legale rappresentante. La controversia è stata risolta grazie alla definizione agevolata richiesta dall'associazione. La Corte ha chiarito che gli effetti di tale definizione si estendono automaticamente al coobbligato solidale, estinguendo di conseguenza anche il procedimento a suo carico. Questa decisione conferma un importante principio di estensione dei benefici della pace fiscale.
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Perdita d’interesse nel ricorso: inammissibilità
Una società aveva impugnato alcuni avvisi di accertamento IRAP. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, pagando gli importi dovuti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta perdita d'interesse, evidenziando come l'adesione alla sanatoria fiscale dimostri la volontà di non proseguire la lite. Le spese legali sono state compensate.
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Definizione agevolata: prova del perfezionamento
In un contenzioso IVA, un contribuente chiede l'estinzione del giudizio per aver aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, riscontrando incongruenze documentali tra l'istanza, i carichi definiti e i pagamenti effettuati, non chiude il caso. Emette un'ordinanza interlocutoria per chiedere alle parti di fornire prove chiare e complete del perfezionamento della procedura di sanatoria prima di poter dichiarare cessata la materia del contendere.
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Estinzione giudizio tributario per definizione agevolata
Un Ente Locale ha impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa a un avviso di accertamento ICI. La società contribuente, nel corso del giudizio, ha aderito alla definizione agevolata, versando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del versamento e della domanda, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
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