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Definizione Agevolata — Anno 2024

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717 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata: prova del nesso con il debito
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso un giudizio tributario in cui una società sosteneva di aver estinto il debito tramite una definizione agevolata. La Corte ha rilevato la mancanza di prova del collegamento tra le cartelle pagate in sanatoria e l'atto impositivo oggetto della causa. Di conseguenza, ha rinviato la causa, invitando le parti a fornire chiarimenti su questo punto cruciale entro 60 giorni.
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Cessazione materia del contendere: prova necessaria
Una società in lite con l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale ha chiesto in Cassazione la cessazione della materia del contendere, sostenendo di aver aderito a una definizione agevolata. La Corte Suprema, non trovando prova del collegamento tra la cartella pagata e l'atto oggetto del giudizio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con tale provvedimento, ha sospeso la decisione e ha concesso alle parti 60 giorni per fornire chiarimenti sul punto, evidenziando la necessità di provare i fatti posti a fondamento delle proprie istanze.
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Definizione agevolata: sospeso il giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio fiscale per permettere al contribuente di accedere alla definizione agevolata delle controversie, come previsto dalla Legge 197/2022. Il caso riguardava l'impugnazione di una sentenza della Commissione Tributaria Regionale sfavorevole al contribuente in materia di cartelle di pagamento per IRPEF e IVA. La Corte ha accolto l'istanza di sospensione, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
Una società holding impugna un avviso di accertamento per responsabilità solidale sui debiti di una società cancellata. In Cassazione, aderisce alla definizione agevolata (c.d. pace fiscale). La Corte, preso atto del perfezionamento della procedura, dichiara l'estinzione del giudizio, chiudendo la lite per intervenuta sanatoria senza decidere nel merito della controversia.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente contesta un accertamento sintetico basato sul redditometro. Mentre il caso è in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata. La Corte, preso atto del buon esito della procedura, dichiara estinto il giudizio per cessata materia del contendere, senza esaminare i motivi del ricorso.
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Estinzione del processo per definizione agevolata
Un contribuente, durante un giudizio in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale, ha aderito a una definizione agevolata ("rottamazione bis"), pagando integralmente il dovuto. La Corte di Cassazione, su istanza del contribuente, ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione si fonda sul principio che l'adesione a tali sanatorie costituisce un caso di estinzione disposta per legge, che assorbe anche le spese legali del giudizio pendente.
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Estinzione processo tributario: analisi di un caso
Un contribuente aveva impugnato avvisi di accertamento per gli anni 2007 e 2008. Mentre il ricorso era pendente in Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata. L'Agenzia delle Entrate ha quindi chiesto di dichiarare cessata la materia del contendere. La Corte di Cassazione, applicando la normativa specifica, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, ponendo fine alla lite.
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Definizione agevolata: estinzione per i coobbligati
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario relativo a un'imposta di registro. La decisione si basa sulla definizione agevolata della controversia effettuata da una delle società coobbligate, il cui effetto si estende a tutti gli altri debitori in solido, portando alla cessazione della materia del contendere per l'intero giudizio.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e conseguenze
Un contribuente ha impugnato in Cassazione un avviso di accertamento. Successivamente, ha presentato una memoria chiedendo l'estinzione del giudizio per adesione a una definizione agevolata. La Corte ha rilevato che l'adesione riguardava un atto diverso (cartella di pagamento) e non quello impugnato. Tuttavia, ha interpretato la memoria come una unilaterale rinuncia al ricorso, dichiarandolo inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza necessità di accettazione da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fino in Cassazione, presenta una memoria contenente una rinuncia al ricorso. Nonostante un tentativo fallito di definizione agevolata per atti diversi, la Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, sottolineando che la rinuncia è un atto unilaterale che non necessita dell'accettazione della controparte.
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Definizione agevolata: rinvio del processo tributario
Una società ha impugnato una cartella di pagamento, ma i suoi ricorsi sono stati respinti nei primi due gradi di giudizio. Durante il ricorso in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata per sanare il debito. Poiché la prima rata del pagamento era successiva all'udienza, la Corte Suprema ha accolto la richiesta di rinvio per permettere il perfezionamento della procedura di definizione agevolata, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: rinvio del processo in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha impugnato in Cassazione una sentenza a lei sfavorevole. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. Poiché il termine per il pagamento della prima rata era successivo all'udienza, la Corte ha accolto la richiesta di rinvio della causa, sospendendo di fatto il giudizio per permettere il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, parte di un contenzioso tributario pendente in Cassazione, ha aderito alla procedura di definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022, pagando quanto dovuto. La Corte Suprema, ricevuta la documentazione, ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione si basa sull'applicazione diretta della norma speciale, che prevede la chiusura del giudizio in questi casi. Le spese legali restano a carico di ciascuna parte, e non è dovuto il doppio contributo unificato, poiché non si tratta di un rigetto dell'impugnazione.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
Una società ha impugnato un avviso di rettifica per l'imposta di registro su una cessione di ramo d'azienda. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il processo, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando le somme dovute e presentando una formale rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente aveva impugnato un avviso di intimazione di pagamento per IRPEF. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, nelle more del processo, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata della controversia prevista da una legge speciale. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuta definizione e della mancata opposizione dell'ente impositore, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito del ricorso.
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Diniego definizione agevolata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un processo tributario non può essere dichiarato estinto se l'Agenzia delle Entrate ha emesso un formale diniego di definizione agevolata. Anche se il contribuente ha presentato domanda e pagato un acconto per la sanatoria, il rifiuto dell'Ufficio blocca l'effetto estintivo. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente chiuso il giudizio, rinviando il caso per la prosecuzione dell'esame sul merito della pretesa fiscale.
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Indennizzo sostitutivo e plusvalenza: il Fisco vince
Un contribuente ha ceduto un contratto di locazione commerciale ricevendo una somma. Dichiarata come plusvalenza, il Fisco l'ha riqualificata come indennizzo sostitutivo di ricavi futuri, tassandola integralmente. Il contenzioso, giunto in Cassazione, si è estinto per definizione agevolata della lite, confermando di fatto la pretesa fiscale originaria.
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Definizione agevolata: estinzione per i coobbligati
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un procedimento tributario relativo all'imposta di registro su una cessione di quote. La decisione si basa sulla definizione agevolata della lite intrapresa da uno dei coobbligati, i cui effetti benefici, secondo la legge, si estendono automaticamente agli altri soggetti coinvolti, determinando la cessazione della materia del contendere per tutti.
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Definizione agevolata e processo estinto: la Cassazione
Una contribuente, sotto accertamento fiscale per l'acquisto di un immobile, ha richiesto la definizione agevolata della lite. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un diniego, ma non è riuscita a provare la corretta notifica di tale atto entro i termini di legge. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata notifica equivale a un'accettazione tacita (silenzio-assenso) dell'istanza della contribuente, dichiarando di conseguenza l'estinzione del processo tributario.
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Definizione agevolata: stop al diniego per indagini
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non può negare la definizione agevolata di una lite tributaria a causa della mera pendenza di un procedimento penale, non ancora definito, relativo alle sentenze di merito. Nel caso specifico, i soci di una società avevano ottenuto l'estinzione del giudizio. Per la società, invece, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, ribadendo che le movimentazioni bancarie costituiscono presunzioni legali di maggior reddito e che non è necessario un contraddittorio preventivo per questo tipo di accertamenti.
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