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Definizione Agevolata — Anno 2024

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717 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata: estinzione giudizio tributario
Due contribuenti, soci di una società di scommesse, hanno impugnato una sentenza tributaria sfavorevole. In Cassazione, hanno richiesto la definizione agevolata del contenzioso ai sensi della L. 197/2022. La Corte, verificata l'adesione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale ferma il processo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30943/2024, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario a seguito dell'adesione di una società contribuente alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Poiché l'Amministrazione Finanziaria non si è opposta nei termini, la Corte ha confermato che la procedura si conclude, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza l'obbligo per il ricorrente di versare il doppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un contenzioso tributario. La società ricorrente, durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando la prima rata. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha presentato opposizione, la Corte ha applicato la normativa che prevede, in tali circostanze, la chiusura del procedimento. Le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per redditi da locazione parzialmente dichiarati. Durante il processo, ha aderito con successo a una definizione agevolata della lite, pagando quanto dovuto. Nonostante ciò, ha proseguito il ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse, poiché la definizione agevolata aveva già estinto la materia del contendere, rendendo inutile la prosecuzione del giudizio.
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Obbligo di controllo fattura: i limiti per il cliente
Una società assicurativa riceveva fatture con IVA esente dal proprio agente. L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato la società per non aver corretto le fatture, ritenendo l'esenzione errata. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che l'obbligo di controllo fattura da parte del cliente è limitato agli aspetti formali e non si estende alla verifica sostanziale della qualificazione fiscale dell'operazione. La Corte ha inoltre chiarito che la sanzione per omessa regolarizzazione è autonoma e non "collegata" al tributo, respingendo la richiesta di definizione agevolata senza pagamento da parte della società.
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Estinzione giudizio tributario per definizione agevolata
Una contribuente, durante un ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate, ha aderito a una procedura di definizione agevolata, saldando il debito. Di conseguenza, ha rinunciato al giudizio. La Suprema Corte, preso atto del pagamento e della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che ogni parte sostenesse le proprie spese legali. La decisione si fonda sull'applicazione delle norme specifiche sulla definizione delle liti pendenti.
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Motivazione avviso accertamento IMU: il caso risolto
Un fondo pensione ha impugnato un avviso di accertamento per maggiore IMU, lamentando la carente motivazione riguardo al diniego di un'esenzione. Dopo essere risultato soccombente nei primi due gradi di giudizio, il fondo ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando l'importo dovuto. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, senza pronunciarsi nel merito della questione sulla motivazione dell'avviso di accertamento.
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Estinzione giudizio tributario: basta aderire
Un contribuente, socio di una società di persone, si vede negare l'accesso al 'saldo e stralcio' per debiti societari. In pendenza del ricorso in Cassazione, aderisce alla nuova definizione agevolata (rottamazione-quater). La Corte dichiara l'estinzione giudizio tributario, affermando che è sufficiente la presentazione dell'istanza e la documentazione dei primi pagamenti, senza necessità di saldare l'intero importo per chiudere il contenzioso.
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Litisconsorzio necessario: socio e società in giudizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che non sussiste il litisconsorzio necessario tra una società di persone e i suoi soci se la società e alcuni di essi hanno definito la propria pendenza tributaria tramite un condono. In questo caso, una socia aveva impugnato un avviso di accertamento IRPEF, sostenendo la necessità di un giudizio unico. Tuttavia, la Corte ha respinto il ricorso, affermando che la definizione agevolata fa venir meno l'interesse processuale della società a partecipare al giudizio della singola socia, rendendo infondata la richiesta di un processo congiunto.
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Definizione agevolata controversia: estingue il processo
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di liquidazione per la revoca delle agevolazioni 'prima casa' fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte, preso atto della sussistenza dei requisiti, ha dichiarato l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere, specificando che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: sospensione del processo
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un contribuente che, dopo aver impugnato un avviso di accertamento basato sulla ricostruzione induttiva del reddito, ha aderito a una definizione agevolata della lite con pagamento rateale. Poiché il pagamento di tutte le rate non era stato ancora completato, la Corte ha disposto la sospensione del procedimento, rinviandolo a nuovo ruolo in attesa dell'integrale saldo del debito. La decisione sottolinea che l'estinzione del giudizio è subordinata al completo adempimento degli obblighi derivanti dalla definizione agevolata.
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Definizione agevolata: no a rimborso IVA senza prove
Una società conciaria ottiene un rimborso IVA in appello. La Corte di Cassazione annulla la decisione, stabilendo che la definizione agevolata di accertamenti fiscali non impedisce all'Agenzia Fiscale di contestare la legittimità del credito IVA richiesto a rimborso, specialmente in caso di sospetta frode. La motivazione del giudice d'appello è stata ritenuta apparente e insufficiente.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. Il caso riguardava una cartella di pagamento basata su avvisi di accertamento la cui notifica era contestata. La definizione dei debiti sottostanti ha fatto venir meno la materia del contendere, rendendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate improcedibile e annullando di fatto la cartella.
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Riduzione sanzioni: no per compensazione IVA anticipata
Una società ha utilizzato un credito IVA in compensazione prima dei termini di legge. La Cassazione ha stabilito che tale condotta equivale a un omesso versamento, escludendo la possibilità di beneficiare della riduzione sanzioni prevista dal d.lgs. 472/1997. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, negando che si trattasse di un mero errore scusabile.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo fiscale a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. La società, accusata di frode carosello ma vittoriosa nei primi due gradi di giudizio, ha perfezionato la procedura pagando il 40% del valore della controversia, come previsto dalla legge in caso di soccombenza dell'Agenzia Fiscale in primo grado. L'ordinanza conferma che il corretto utilizzo di questo strumento comporta la chiusura definitiva del contenzioso.
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Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Un professionista ha impugnato in Cassazione una sentenza che lo obbligava a versare contributi alla Gestione Separata. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata, saldando il debito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, poiché la definizione agevolata ha risolto la controversia, rendendo inutile una pronuncia giudiziale.
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Definizione agevolata prevale su sentenze non definitive
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale che, pur dichiarando estinto un contenzioso con una società per intervenuta definizione agevolata, aveva annullato l'accertamento fiscale a carico di un socio. L'annullamento si basava su una precedente sentenza non definitiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo la decisione regionale contraddittoria. Ha riaffermato che gli effetti della definizione agevolata prevalgono su qualsiasi pronuncia giurisdizionale non passata in giudicato, annullando la sentenza impugnata e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Errore di fatto: Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha richiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto per la mancata applicazione della sospensione dei termini processuali COVID-19. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la non applicazione di una norma costituisce un errore di diritto, non un errore di fatto revocatorio. La sentenza ha ribadito che il ricorso originario era tardivo e che, in ogni caso, la definizione agevolata non era applicabile al recupero di aiuti di stato.
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Definizione agevolata: prova e oneri del contribuente
Una società impugna un avviso di accertamento basato su indagini bancarie. Giunta in Cassazione, chiede l'estinzione del giudizio per aver aderito alla definizione agevolata ('rottamazione quater'). La Corte, con ordinanza interlocutoria, rileva che la documentazione prodotta non è sufficiente a dimostrare che la procedura di definizione agevolata copra specificamente il debito in questione. Pertanto, ordina alla società di integrare la documentazione per verificare la regolarità della domanda, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: documenti e sospensione processo
Una società, destinataria di un avviso di accertamento basato su indagini bancarie, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha chiarito che la semplice adesione non basta per estinguere il processo. Ha richiesto alla società di presentare tutta la documentazione per verificare la regolarità della procedura e la sua pertinenza ai debiti oggetto di causa, rinviando la decisione finale.
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