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Decadenza — Anno 2025

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547 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Sanzione disciplinare detenuto: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un carcerato contro una sanzione disciplinare detenuto, ricevuta per aver insultato un agente. La sentenza chiarisce importanti principi procedurali: le eccezioni relative a presunti vizi della contestazione o della convocazione devono essere sollevate immediatamente davanti al Consiglio di disciplina, pena la decadenza. La Corte ha inoltre confermato che l'insulto costituisce di per sé un'infrazione e che la delega della comunicazione dell'addebito al Comandante di reparto è legittima.
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Ammissione al passivo confisca: quando è valida?
Una società, cessionaria di crediti bancari garantiti da ipoteca, ha presentato istanza di ammissione al passivo su beni confiscati. Il Tribunale ha dichiarato l'istanza inammissibile perché tardiva. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la domanda non può essere considerata tardiva se il credito e la buona fede del creditore sono già stati accertati da un precedente provvedimento giudiziario. L'accertamento giurisdizionale già avvenuto prevale sulla successiva scadenza di un termine procedurale per la presentazione della domanda di ammissione al passivo confisca.
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Termine misura cautelare: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare. L'indagata lamentava il superamento del termine di 20 giorni per l'emissione del nuovo provvedimento dopo la dichiarazione di incompetenza territoriale. La Corte ha chiarito che il superamento del termine misura cautelare previsto dall'art. 27 c.p.p. non comporta la decadenza del potere del giudice competente di emettere una nuova, autonoma ordinanza.
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Deposito impugnazione penale: vale la data di invio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava inammissibile un appello perché ritenuto tardivo. Il ricorso era stato depositato entro i termini presso la cancelleria del tribunale del luogo di residenza del difensore, ma era pervenuto oltre la scadenza alla cancelleria del giudice competente. La Suprema Corte ha chiarito che, per il deposito impugnazione penale effettuato prima della Riforma Cartabia, fa fede la data di presentazione all'ufficio giudiziario 'locale', come previsto dalle norme all'epoca vigenti.
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Notifica cartella ai soci: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica della cartella di pagamento a una società di persone interrompe il termine di decadenza anche per i soci illimitatamente responsabili. Tuttavia, i soci conservano il diritto di impugnare la cartella successivamente notificata a loro personalmente, per non ledere il loro diritto alla difesa. La Corte ha cassato la precedente sentenza che aveva erroneamente ritenuto maturata la decadenza, rinviando il caso per un esame nel merito.
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Reiterazione contratti a termine: la decadenza opera
Un lavoratore ha citato in giudizio un'amministrazione regionale per l'abusiva reiterazione di contratti a termine protrattasi per decenni. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendola tardiva per il mancato rispetto dei termini di decadenza. La Corte di Cassazione, pur correggendo la motivazione della Corte d'Appello, ha confermato la decisione. Ha chiarito che in caso di reiterazione contratti a termine è sufficiente impugnare solo l'ultimo contratto, ma ha rilevato che nel caso di specie neanche questa impugnazione era avvenuta tempestivamente. La Suprema Corte ha quindi ribadito che l'azione è soggetta al termine di decadenza, che decorre dalla cessazione dell'ultimo rapporto.
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Decadenza Garanzia Vizi: la denuncia tardiva è fatale
Un acquirente ha citato in giudizio il venditore per difetti in un impianto di autolavaggio. Il venditore ha eccepito la decadenza garanzia vizi, sostenendo che i difetti non fossero stati denunciati entro 8 giorni dalla scoperta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, respingendo le pretese dell'acquirente. Ha stabilito che né un verbale di riunione non firmato né gli interventi di manutenzione ordinaria costituiscono un 'riconoscimento dei vizi' da parte del venditore, atto necessario per evitare la decadenza. La Corte ha inoltre chiarito che, una volta intervenuta la decadenza, la questione della prescrizione diventa irrilevante, poiché il diritto stesso si è estinto.
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Raddoppio termine accertamento: la clausola di salvezza
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina sul raddoppio termine accertamento in caso di reati fiscali. Un avviso notificato nel 2012 per il periodo d'imposta 2004 è stato ritenuto legittimo, nonostante le modifiche della Legge di Stabilità 2016. La Corte ha stabilito la prevalenza della clausola di salvaguardia del D.Lgs. 128/2015, che fa salvi gli effetti degli atti impositivi notificati prima del 2 settembre 2015, rendendo irrilevanti i successivi cambiamenti normativi per i casi già consolidati. Di conseguenza, il raddoppio dei termini era applicabile e l'atto dell'Agenzia delle Entrate valido.
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Accertamento sintetico: vale anche con anno prescritto
Un contribuente ha contestato un accertamento sintetico per il 2008, sostenendo l'illegittimità dell'atto poiché l'anno di riferimento precedente (2007) era prescritto. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la decadenza dei poteri impositivi per un'annualità non inficia la legittimità dell'accertamento sintetico, a condizione che l'atto motivi la non congruità del reddito per entrambi gli anni. La Corte ha anche censurato la motivazione del giudice d'appello sulla prova fornita dal contribuente, ritenendola apparente.
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Decadenza potere impositivo: sisma e termini fiscali
Una contribuente, colpita dal sisma del 1990, ha ricevuto una cartella di pagamento nel 2006 per tributi degli anni 1991-1993. La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza del potere impositivo dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che le normative speciali che consentono la sospensione o rateizzazione dei pagamenti non estendono i termini di prescrizione per l'azione di riscossione. Di conseguenza, l'atto impositivo è stato annullato perché emesso fuori tempo massimo.
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Notifica a società incorporata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1672/2025, ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento a una società già estinta a seguito di fusione per incorporazione è nulla. Questo principio si fonda sulla recente giurisprudenza delle Sezioni Unite, secondo cui la fusione comporta l'estinzione della società incorporata e una successione universale in capo alla società incorporante. Di conseguenza, una notifica a società incorporata, se effettuata dopo la fusione, non è idonea a interrompere i termini di decadenza per la riscossione del tributo.
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Decadenza ricorso braccianti agricoli: termini impugnazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore agricolo, confermando la decadenza del suo diritto a impugnare la cancellazione dagli elenchi professionali. La sentenza chiarisce che il termine per il ricorso decorre dalla data di effettiva conoscenza del provvedimento, comunicata dall'Istituto Previdenziale insieme alla richiesta di restituzione delle prestazioni, e non dalla successiva pubblicazione online. La tardività del ricorso amministrativo ha comportato la decadenza anche dall'azione giudiziaria. Si tratta di un'importante pronuncia sulla decadenza ricorso braccianti agricoli.
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NASpI e lavoro autonomo: obbligo di comunicazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi percepisce l'indennità NASpI e svolge un'attività di lavoro autonomo preesistente deve comunicare il reddito presunto all'ente previdenziale entro 30 giorni dalla domanda. L'omissione o il ritardo in questa comunicazione comporta la decadenza dal diritto al sussidio. Questa ordinanza chiarisce che l'obbligo di comunicazione, finalizzato a verificare lo stato di bisogno effettivo, si applica non solo alle nuove attività ma anche a quelle già in essere al momento della richiesta della NASpI.
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Decadenza d’ufficio e locazione: la Cassazione chiarisce
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il caso di una locazione commerciale interrotta da una banca in liquidazione. Il Tribunale aveva negato al locatore il risarcimento per ritardata consegna basandosi su una decadenza d'ufficio non eccepita dalla banca. La Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che tale decadenza può essere sollevata solo dalla parte interessata e non dal giudice. Inoltre, ha riaffermato il valore vincolante della precedente ammissione al passivo del credito per ripristino da parte del commissario liquidatore (giudicato endoconcorsuale).
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Rimborso IVA termine: quando scatta la decadenza?
Una società ha richiesto il rimborso dell'IVA per acquisti del 2001 e 2002, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato la domanda tardiva. La sentenza chiarisce che il rimborso IVA termine di decadenza di due anni decorre dalla data del pagamento e non dalla scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale, anche se il diritto al rimborso è stato confermato da una successiva pronuncia della Corte di Giustizia UE.
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Credito d’imposta inesistente: dichiarazione è tutto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5163/2025, ha stabilito che l'omessa indicazione di un credito d'imposta per ricerca e sviluppo nell'apposito quadro della dichiarazione dei redditi ne causa la decadenza. Tale omissione rende il credito d'imposta inesistente, legittimando il recupero da parte dell'Amministrazione Finanziaria, poiché la dichiarazione non è un mero atto formale, ma una manifestazione di volontà necessaria per accedere al beneficio.
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Vizi occulti immobile: da quando decorre la garanzia?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la garanzia per vizi occulti immobile, come l'inadeguato isolamento acustico, decorre dal momento della scoperta effettiva del difetto e non dalla consegna dell'immobile. Annullata la decisione d'appello che aveva dichiarato prescritta l'azione degli acquirenti contro la società costruttrice, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Azioni edilizie alternative: la scelta è irrevocabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23819/2025, ha ribadito il principio secondo cui le azioni edilizie alternative, ovvero la risoluzione del contratto e la riduzione del prezzo per vizi della cosa venduta, sono tra loro incompatibili. Una volta che l'acquirente ha scelto una via tramite domanda giudiziale, tale scelta diventa irrevocabile e non può essere modificata in un successivo giudizio. Nel caso di specie, un'acquirente che aveva già ottenuto una riduzione del prezzo in un primo procedimento, non ha potuto successivamente chiedere la risoluzione del contratto per gli stessi vizi.
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Decadenza contratti a termine: la Cassazione chiarisce
Un lavoratore impugnava una serie di contratti di somministrazione a termine. La Corte d'Appello dichiarava la decadenza dall'impugnazione per quasi tutti i contratti. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che, per effetto della proroga introdotta dal D.L. 225/2010, il nuovo e più breve termine di decadenza contratti a termine è entrato in vigore solo dal 31 dicembre 2011. Pertanto, l'impugnazione del lavoratore era tempestiva per tutti i rapporti di lavoro.
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Decadenza lavoratori agricoli: quando inizia il termine?
Una lavoratrice agricola, cancellata dagli elenchi annuali, si è vista rigettare l'impugnazione perché tardiva. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che il termine di decadenza per i lavoratori agricoli non decorre da comunicazioni informali, come una richiesta di restituzione di indennità, ma esclusivamente dalla pubblicazione ufficiale del provvedimento di cancellazione sul sito dell'ente previdenziale. Questa sentenza rafforza la certezza del diritto per i lavoratori del settore.
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