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Decadenza — Anno 2023

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842 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Responsabilità solidale appalto: i termini per l’INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza biennale previsto per la responsabilità solidale appalto non è applicabile alle azioni promosse dagli enti previdenziali. Nel caso di specie, l'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi omessi a una fondazione committente in solido con una cooperativa appaltatrice. Mentre i giudici di merito avevano dichiarato l'ente decaduto dall'azione per il decorso di due anni dalla fine dell'appalto, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. L'obbligazione contributiva è infatti autonoma rispetto a quella retributiva e l'ente previdenziale resta soggetto esclusivamente ai termini di prescrizione ordinaria.
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Responsabilità solidale appalto: i termini INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza biennale previsto per la responsabilità solidale appalto non è applicabile alle azioni promosse dagli enti previdenziali. Nel caso esaminato, l'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi omessi a una società committente per un appalto di servizi assistenziali. Mentre i giudici di merito avevano dichiarato l'ente decaduto dall'azione per il decorso di oltre due anni dalla fine dell'appalto, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. L'obbligazione contributiva è autonoma rispetto a quella retributiva e, pertanto, l'ente previdenziale è soggetto esclusivamente ai termini di prescrizione ordinaria, garantendo così la piena tutela assicurativa del lavoratore.
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Responsabilità solidale appalto: i termini INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza biennale previsto per la responsabilità solidale appalto non si applica all'INPS. L'ente previdenziale può richiedere i contributi omessi dal subappaltatore direttamente al committente entro i termini di prescrizione ordinaria, superando il limite dei due anni che vincola invece i lavoratori. La decisione ribadisce l'autonomia dell'obbligazione contributiva rispetto a quella retributiva, garantendo una tutela previdenziale più estesa.
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Esenzione IMU beni merce: obbligo dichiarazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IMU beni merce per le società immobiliari non è automatica, ma richiede obbligatoriamente la presentazione della dichiarazione IMU. Nel caso esaminato, un Ente Comunale ha contestato la decisione di merito che aveva concesso l'agevolazione a una società nonostante l'omessa dichiarazione. La Suprema Corte ha chiarito che le riforme normative del 2019 non hanno eliminato retroattivamente l'onere dichiarativo per le annualità pregresse, confermando che la mancata comunicazione al Comune comporta la decadenza dal beneficio fiscale.
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Responsabilità solidale: i termini per l’INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza biennale previsto per la responsabilità solidale negli appalti non è applicabile all'ente previdenziale. L'INPS può quindi agire per il recupero dei contributi non versati oltre il limite dei due anni dalla cessazione dell'appalto, essendo soggetto esclusivamente ai termini di prescrizione ordinaria. La decisione chiarisce che il credito contributivo è autonomo e distinto rispetto al credito retributivo del lavoratore, garantendo una tutela previdenziale più estesa e non vincolata alle tempistiche ristrette previste per i rapporti tra privati.
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Esenzione ICI: i limiti per gli enti non profit
La Corte di Cassazione ha negato l'Esenzione ICI a una fondazione che gestiva una struttura assistenziale, non avendo quest'ultima dimostrato la natura non commerciale dell'attività. La Corte ha chiarito che l'esenzione è compatibile con il diritto dell'Unione Europea solo se l'attività è svolta gratuitamente o a prezzi simbolici. Inoltre, è stato accolto il ricorso dell'ente impositore riguardo alla tardività della riproposizione di eccezioni in appello, confermando che i termini per il deposito delle controdeduzioni sono perentori e invalicabili.
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Confisca antimafia: i termini per il credito
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della tempestività della domanda di ammissione al credito garantito da ipoteca su un immobile oggetto di confisca antimafia. Il Tribunale di merito aveva dichiarato inammissibile l'istanza di una società di gestione crediti, ritenendola tardiva rispetto al termine di 180 giorni dall'entrata in vigore della Legge di Stabilità 2013. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che, qualora la confisca intervenga in un momento successivo all'entrata in vigore della legge, il termine decadenziale decorre esclusivamente dal momento in cui il provvedimento di confisca diviene definitivo. Poiché nel caso di specie la domanda era stata presentata poco dopo la confisca di primo grado, essa deve considerarsi pienamente tempestiva.
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ICI aree edificabili: vincoli e termini di decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ICI aree edificabili è dovuta anche se sul terreno gravano vincoli di inedificabilità, come quelli idrogeologici o di rispetto fluviale. Tali vincoli non eliminano la natura fabbricabile dell'area, ma ne riducono esclusivamente il valore venale. Inoltre, in caso di omessa dichiarazione, il termine di decadenza quinquennale per l'accertamento inizia a decorrere dall'anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, rendendo tempestivi gli avvisi notificati entro tale finestra temporale.
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Equa riparazione: termini e sospensione COVID
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino che chiedeva l'equa riparazione per un fallimento durato oltre trent'anni. La Corte d'Appello aveva inizialmente rigettato la domanda considerandola tardiva, ma la Suprema Corte ha stabilito che il termine di sei mesi per la richiesta è stato prorogato dalla sospensione straordinaria per l'emergenza COVID-19. Il calcolo corretto del termine di decadenza deve tenere conto del deposito del decreto di chiusura e delle tutele eccezionali previste dal legislatore durante la pandemia.
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Termine impugnazione liquidazione compensi: guida
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'opposizione tardiva proposta dalla Procura della Repubblica contro un decreto di liquidazione dei compensi per un avvocato impegnato nel patrocinio a spese dello Stato. Nonostante le contestazioni sulla validità della comunicazione, la Corte ha stabilito che il termine impugnazione liquidazione compensi segue la regola generale del termine lungo di sei mesi previsto dall'art. 327 c.p.c. Poiché il ricorso è stato presentato ben oltre tale soglia temporale dalla data di pronuncia del decreto, l'impugnazione è stata dichiarata inammissibile per garantire la stabilità del giudicato.
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Termine di impugnazione: regole per i compensi legali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'opposizione proposta dalla Procura della Repubblica contro un decreto di liquidazione dei compensi per un difensore impegnato nel patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale aveva dichiarato l'opposizione inammissibile per tardività, ritenendo superato il termine di 30 giorni. La Suprema Corte ha confermato il rigetto del ricorso, precisando che, anche qualora non vi sia stata una comunicazione formale del provvedimento, si applica il termine di impugnazione lungo di sei mesi previsto dall'art. 327 c.p.c. Poiché l'opposizione era stata presentata quasi due anni dopo l'emissione del decreto, il diritto alla contestazione è decaduto.
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Patrocinio a spese dello Stato: termini opposizione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso presentato dalla Procura della Repubblica contro la liquidazione dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato. Il punto centrale della controversia riguarda la tempestività dell'opposizione. La Suprema Corte ha stabilito che, anche in assenza di una comunicazione formale del provvedimento, si applica il termine lungo di decadenza di sei mesi previsto dall'art. 327 c.p.c. per garantire la stabilità delle decisioni giudiziarie.
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Termine di decadenza: opposizione compensi avvocato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura della Repubblica riguardante l'opposizione a un decreto di liquidazione dei compensi per un avvocato impegnato nel patrocinio a spese dello Stato. Il punto centrale della controversia riguarda il termine di decadenza per proporre opposizione. La Suprema Corte ha stabilito che, anche in mancanza di una comunicazione formale del provvedimento, si applica il termine lungo di sei mesi previsto dall'art. 327 c.p.c. Poiché l'opposizione è stata presentata oltre un anno dopo la pronuncia del decreto, l'impugnazione è stata dichiarata inammissibile per tardività.
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Incompatibilità elettorale: i termini per la decadenza
Un consigliere comunale è stato dichiarato decaduto per incompatibilità elettorale a causa di una lite pendente con l'ente locale riguardante un abuso edilizio. La Corte di Cassazione ha confermato che la rimozione della causa di incompatibilità deve avvenire entro il termine perentorio di dieci giorni previsto dalla legge. Eventuali sanatorie o pronunce di improcedibilità della lite intervenute successivamente non hanno effetto retroattivo e non permettono il reintegro nella carica, poiché la decadenza diventa definitiva allo scadere del termine legale.
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Prelazione agraria: onere della prova e decadenza
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di una domanda di riscatto basata sulla presunta violazione della prelazione agraria. I ricorrenti, coltivatori diretti, lamentavano la mancata notifica della vendita di un fondo confinante. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato due criticità insuperabili: la mancata riproposizione delle istanze istruttorie in sede di precisazione delle conclusioni, che ne ha determinato la rinuncia implicita, e il mancato assolvimento dell'onere della prova riguardo alla condizione negativa di non aver venduto fondi nel biennio precedente. Inoltre, è emersa la natura edificatoria del terreno, fattore che esclude per legge il diritto di prelazione agraria.
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Opposizione recuperatoria e sanzioni ZTL
Una cittadina ha impugnato 31 cartelle esattoriali relative a violazioni del Codice della Strada in zone ZTL, sostenendo di possedere il permesso di accesso e di non aver ricevuto i verbali originari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'opposizione recuperatoria deve essere proposta entro 30 giorni dalla notifica della cartella se si lamenta la mancata notifica dei verbali. Poiché i verbali erano stati regolarmente notificati e non impugnati, la contestazione del merito delle sanzioni è risultata tardiva, rendendo irrilevante l'eventuale errore dell'amministrazione nell'irrogare le multe.
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Responsabilità solidale: guida alla decadenza appalti
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della responsabilità solidale negli appalti, focalizzandosi sul termine di decadenza biennale per i crediti dei lavoratori. Nel caso di specie, alcuni dipendenti di una società subappaltatrice avevano richiesto il pagamento di retribuzioni arretrate agendo contro la committente e l'appaltatrice principale. La Corte d'Appello aveva inizialmente dichiarato il diritto estinto per decadenza, ritenendo che solo l'azione giudiziaria potesse interrompere il termine di due anni. La Suprema Corte ha invece stabilito che, per i fatti antecedenti alla riforma del 2012, una diffida stragiudiziale è sufficiente a impedire la decadenza, garantendo così una maggiore tutela ai lavoratori coinvolti nella filiera produttiva.
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Giurisdizione graduatorie ATA: decide il giudice civile
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della giurisdizione in merito al depennamento di un collaboratore scolastico dalle graduatorie permanenti ATA. Il lavoratore era stato dichiarato decaduto per non aver dichiarato una condanna penale passata in giudicato. Mentre i giudici di merito avevano inizialmente attribuito la competenza al giudice amministrativo, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. Poiché le graduatorie permanenti non costituiscono una procedura concorsuale selettiva ma uno strumento di gestione del personale, la controversia riguarda diritti soggettivi e spetta dunque alla giurisdizione del giudice ordinario.
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Confisca e ipoteca: regole su notifiche e termini
La Corte di Cassazione ha affrontato il conflitto tra un'ipoteca bancaria e una confisca definitiva di un immobile. L'Agenzia Nazionale per i beni confiscati ha impugnato la decisione del Giudice dell'esecuzione che dava prevalenza al creditore ipotecario. La Suprema Corte ha annullato il provvedimento per un vizio procedurale: la mancata notifica dell'udienza all'Avvocatura Distrettuale dello Stato competente, violando il principio del contraddittorio. Inoltre, è stata sollevata la questione della decadenza del termine di 180 giorni per la domanda di ammissione al credito, stabilito dalla Legge di Stabilità 2013, che il giudice del rinvio dovrà ora verificare rigorosamente.
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Credito d’imposta: stop se manca la comunicazione
Una società operante nel settore delle costruzioni ha impugnato il recupero di un credito d'imposta per assunzioni in aree svantaggiate, negato dall'Agenzia delle Entrate per omesso invio della comunicazione annuale obbligatoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'invio del modello di comunicazione non è un mero formalismo, ma un presupposto essenziale per verificare la permanenza dei requisiti occupazionali nel tempo. Il mancato adempimento di tale onere informativo, previsto dal decreto ministeriale attuativo, comporta la decadenza dal beneficio fiscale.
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