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Decadenza — Anno 2023

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842 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Rimborso IRAP: termine di 48 mesi per l’istanza
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini per ottenere il Rimborso IRAP in caso di errori materiali nella dichiarazione dei redditi. Una società aveva erroneamente indicato un credito d'imposta in un rigo destinato alla compensazione anziché in quello per le eccedenze dell'anno precedente. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso eccependo la decadenza biennale prevista dalla norma generale. Gli Ermellini hanno invece stabilito che, trattandosi di versamenti diretti, si applica il termine speciale di 48 mesi previsto dall'art. 38 del d.P.R. 602/1973, che prevale sulla norma sussidiaria biennale. La decisione conferma che il diritto al rimborso sussiste anche in presenza di errori formali o dichiarazioni omesse, purché il credito sia provato.
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Rimborso imposte sisma: guida ai termini
Una contribuente ha richiesto il rimborso imposte sisma per le eccedenze versate tra il 2002 e il 2005, beneficiando della riduzione del 50% prevista per le zone colpite dal terremoto di Catania. L'Agenzia delle Entrate ha eccepito la decadenza del termine biennale. La Cassazione ha stabilito che il termine per richiedere il rimborso decorre dall'entrata in vigore della legge istitutiva del beneficio (1 gennaio 2007) e non dalle successive proroghe dello stato di emergenza. Di conseguenza, l'istanza presentata nel 2010 è stata dichiarata tardiva.
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Ricalcolo pensione: onere prova e decadenza mobile
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un pensionato al ricalcolo pensione includendo gli emolumenti extramensili, come tredicesima e ferie non godute, maturati durante il periodo di mobilità. L'ordinanza chiarisce che l'onere della prova circa l'esatto adempimento spetta all'ente previdenziale e non al cittadino. Inoltre, viene ribadito il principio della decadenza mobile: il termine triennale per agire in giudizio non annulla l'intero diritto alla riliquidazione, ma limita il recupero delle somme solo ai ratei maturati nei tre anni precedenti alla domanda giudiziale.
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Onere della prova nel ricalcolo della pensione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale in merito al ricalcolo di una pensione, confermando che l'onere della prova relativo al corretto pagamento dei ratei spetta al debitore. Il pensionato aveva richiesto l'inclusione di emolumenti extramensili nella base retributiva per i periodi di contribuzione figurativa. La Corte ha stabilito che, una volta allegato l'inadempimento da parte del creditore, spetta all'ente dimostrare l'avvenuto pagamento integrale, non essendo sufficiente il richiamo a circolari interne o presunzioni di correttezza amministrativa.
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Rimborso IRAP: regole su decadenza e prova
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un contribuente, intermediario di commercio, che aveva richiesto il Rimborso IRAP per gli anni 2009-2013. La controversia verteva sulla tempestività dell'istanza e sulla prova dell'assenza di autonoma organizzazione. La Corte ha stabilito che la decadenza del contribuente dal diritto al rimborso è rilevabile d'ufficio e può essere eccepita per la prima volta in appello, poiché tutela interessi pubblici non disponibili. Inoltre, ha ribadito che spetta al contribuente dimostrare rigorosamente l'assenza di una struttura organizzativa rilevante per ottenere l'esenzione dall'imposta.
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Raddoppio dei termini: validità dell’accertamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini per l'accertamento tributario opera automaticamente qualora sussista l'obbligo di denuncia penale per reati tributari. Nel caso esaminato, un contribuente contestava la tardività di un avviso IRPEF su proventi illeciti. La Suprema Corte ha chiarito che non è necessaria l'effettiva presentazione della denuncia né l'indicazione dei suoi estremi nell'atto impositivo, essendo sufficiente l'astratta configurabilità di un reato al momento dell'accertamento.
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Rapporto di lavoro fittizio: prova e fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'opposizione allo stato passivo presentata da una lavoratrice che rivendicava crediti per un presunto impiego amministrativo. Il Tribunale aveva qualificato il Rapporto di lavoro fittizio, basandosi sulla mancanza di prove dell'effettiva prestazione lavorativa e sul legame di parentela con l'amministratore della società fallita. La ricorrente è stata dichiarata decaduta dalla prova testimoniale per non aver intimato i testimoni, decisione ritenuta legittima e insindacabile in sede di legittimità.
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Regolamento di confini: mappe e termini di rimozione
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia relativa al **regolamento di confini** tra terreni confinanti, dove una parte aveva realizzato un muro e depositato detriti su suolo altrui. Mentre la Corte ha confermato l'uso delle mappe catastali come criterio primario qualora richiamate nei titoli d'acquisto, ha accolto il ricorso riguardo alla rimozione delle opere. Il giudice d'appello ha infatti omesso di valutare l'eccezione di decadenza semestrale prevista dall'art. 936 c.c., che limita il tempo utile per richiedere l'abbattimento di manufatti costruiti da terzi.
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Autotutela tributaria e termini di ricorso
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un contribuente che ha impugnato una cartella esattoriale relativa alla tassa automobilistica del 2007 oltre i termini di legge. Nonostante il veicolo fosse stato rubato nel 2006, il ricorso è stato presentato ben oltre i 60 giorni dalla notifica della cartella. La Corte ha stabilito che la presentazione di un'istanza di Autotutela tributaria non sospende né interrompe i termini per il ricorso giurisdizionale. Di conseguenza, l'impugnazione originaria è stata dichiarata inammissibile, portando alla cassazione senza rinvio della sentenza di merito che aveva erroneamente proseguito il giudizio.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale viziata da motivazione apparente. Il giudice di appello aveva rigettato il gravame dell'Ufficio basandosi su una ricostruzione dei fatti palesemente errata, confondendo l'impugnazione di un avviso di accertamento con quella di una cartella di pagamento. La Suprema Corte ha chiarito che una sentenza è nulla quando il ragionamento logico-giuridico non è percepibile o risulta talmente contraddittorio da non permettere di comprendere le ragioni della decisione, specialmente in merito alla distinzione tra accertamento integrativo e sostitutivo.
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Clausola di salvaguardia sociale: diritto assunzione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni lavoratori al mantenimento del posto di lavoro presso un istituto bancario subentrato nella gestione del servizio di tesoreria di un ente locale. La decisione ruota attorno alla clausola di salvaguardia sociale, che impone al nuovo concessionario l'obbligo di assunzione del personale già impiegato dal precedente gestore. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della banca, chiarendo che non si applicano i termini di decadenza previsti per l'impugnazione dei licenziamenti, poiché i lavoratori non contestavano la fine del precedente rapporto, ma rivendicavano il diritto legale alla prosecuzione del servizio con il nuovo datore di lavoro.
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Interposizione fittizia: effetti del licenziamento
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia del licenziamento intimato da un datore di lavoro apparente in un caso di interposizione fittizia di manodopera. Il lavoratore, formalmente dipendente di una società appaltatrice ma operante stabilmente per un'azienda di servizi postali, ha ottenuto il riconoscimento del rapporto di lavoro con l'utilizzatore effettivo. La Corte ha chiarito che il licenziamento non rientra tra gli atti di gestione riferibili all'utilizzatore, rendendo l'atto risolutivo del somministratore privo di effetti sul rapporto reale.
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Cartella di pagamento: termini per l’opposizione
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa a sanzioni stradali, lamentando l'omessa notifica degli atti e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'opposizione volta a recuperare la facoltà di difesa (funzione recuperatoria) deve essere proposta entro 30 giorni dalla conoscenza dell'atto. Sebbene la contestazione sulla prescrizione possa essere inquadrata come opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c., nel caso di specie il ricorso è stato rigettato poiché l'ente riscossore ha fornito prova della regolare notifica della cartella di pagamento, interrompendo così i termini prescrizionali.
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Rimborso tributi: i termini di decadenza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società che richiedeva il rimborso tributi per un'imposta sostitutiva versata erroneamente. La Corte ha stabilito che il termine di decadenza previsto dall'art. 38 del d.P.R. 602/1973 decorre dal momento del versamento se l'obbligazione era inesistente sin dall'origine. Poiché la società non aveva i presupposti per l'opzione fiscale già al momento del pagamento, l'istanza presentata oltre i termini è stata dichiarata tardiva.
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Qualificazione della domanda: guida della Cassazione
Una società agricola ha agito in giudizio contro un produttore di fitofarmaci per i danni subiti alle colture a causa di un prodotto difettoso. Mentre il tribunale di primo grado aveva accolto la domanda ravvisando una responsabilità extracontrattuale, la Corte d'Appello ha riformato la decisione, operando una diversa qualificazione della domanda in senso contrattuale e dichiarando il diritto prescritto ai sensi dell'art. 1495 c.c. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello, stabilendo che la qualificazione della domanda deve basarsi sull'effettiva volontà della parte e sui fatti esposti, i quali, nel caso di specie, integravano chiaramente i presupposti della responsabilità del produttore per danni a terzi.
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Neutralizzazione contributiva: limiti al ricalcolo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale in merito alla richiesta di ricalcolo di una pensione di anzianità. La controversia verte sulla neutralizzazione contributiva di periodi di lavoro domestico meno favorevoli. I giudici hanno chiarito che il termine di decadenza triennale si applica anche alle domande di riliquidazione di trattamenti già in essere. Inoltre, è stato ribadito che il principio di neutralizzazione non può essere esteso oltre l'ultimo quinquennio antecedente il pensionamento, specialmente sotto il regime normativo che mira a riflettere l'intera vita lavorativa del beneficiario.
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Trasferimento di azienda: no alla decadenza breve
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di trasferimento di azienda, l'azione del lavoratore volta ad accertare la prosecuzione del rapporto di lavoro con il cessionario non è soggetta ai termini di decadenza previsti dall'art. 32 della Legge 183/2010. La controversia nasceva dal rifiuto di una società subentrante di riconoscere il rapporto di lavoro di due dipendenti. Dopo un primo annullamento con rinvio, la società ha tentato nuovamente di invocare la decadenza, ma la Suprema Corte ha ribadito l'irretrattabilità del principio di diritto già espresso, dichiarando inammissibile il ricorso e confermando la tutela dei lavoratori ex art. 2112 c.c.
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Rimborso IRAP: limiti alla retroattività fiscale
Una società contribuente ha richiesto il rimborso IRAP per l'anno 2003 invocando la deducibilità dei costi del personale introdotta da una norma successiva. La Corte di Cassazione ha negato il diritto, stabilendo che il rimborso è ammesso solo se il termine di decadenza di 48 mesi non era ancora spirato al 28 dicembre 2011. Poiché l'istanza riguardava l'anno 2003, il termine era già decorso, rendendo inapplicabile la nuova disciplina favorevole.
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Decreto penale di condanna: termini e notifiche
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, rigettando il ricorso relativo alla notifica del decreto penale di condanna. La difesa sosteneva la nullità della notifica effettuata al difensore d'ufficio, ma la Corte ha rilevato che la richiesta di restituzione nel termine era tardiva. L'imputato aveva infatti avuto conoscenza effettiva del procedimento oltre trenta giorni prima della presentazione dell'istanza, superando il limite legale perentorio.
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Definizione agevolata: la Cassazione chiude la lite
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante accertamenti Irpef, Irap e Iva per l'anno 2006. La controversia verteva inizialmente sulla legittimità del raddoppio dei termini di decadenza per l'accertamento erariale. Tuttavia, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento delle somme dovute. Poiché l'Agenzia delle Entrate ha confermato il perfezionamento della procedura e non è intervenuto alcun diniego, la Corte ha sancito la fine del processo per cessata materia del contendere.
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