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De Plano — Anno 2024

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882 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso inammissibile patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile patteggiamento contro una sentenza per reati di lieve entità in materia di stupefacenti. Il ricorso, basato su una generica contestazione del trattamento sanzionatorio, non rientrava nei casi previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., portando alla condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Appello patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni imputati contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. L'ordinanza sottolinea che l'appello patteggiamento è consentito solo in casi specifici e che i motivi presentati erano generici e non rientravano nelle ipotesi previste dalla legge, portando alla condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso patteggiamento presentato da due imputati condannati per reati legati agli stupefacenti. I ricorsi sono stati giudicati generici e proposti per motivi non consentiti dalla legge, che limita strettamente le possibilità di impugnare una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti. La Corte ha ribadito che non si può contestare il trattamento sanzionatorio concordato né la mancata valutazione di cause di proscioglimento.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso contro una sentenza di patteggiamento per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato ritenuto generico e non conforme ai motivi tassativi previsti dalla legge, confermando la rigida disciplina sull'impugnazione di tali sentenze. Questa decisione evidenzia la problematica dell'inammissibilità del ricorso patteggiamento quando i motivi addotti non rientrano nelle specifiche eccezioni normative.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: l’analisi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile patteggiamento. L'imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti, aveva impugnato la sentenza di applicazione pena su richiesta. La Suprema Corte ha respinto il ricorso in quanto generico e proposto per motivi non consentiti dalla legge, che limita strettamente le ragioni di impugnazione per le sentenze di patteggiamento.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento presentato da un imputato. L'appello, volto a ottenere una pena alternativa non concordata in sede di patteggiamento, è stato ritenuto generico e proposto al di fuori dei casi consentiti dalla legge.
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Ricorso contro patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un patteggiamento per reati di droga. La Corte ha stabilito che l'impugnazione era generica e non rientrava nei casi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento proposto da tre imputati condannati per violazione della legge sugli stupefacenti. L'appello, volto a contestare il trattamento sanzionatorio, è stato rigettato in quanto generico e non rientrante nelle ipotesi tassative di impugnazione previste dalla legge, con conseguente condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Appello patteggiato: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza d'appello che aveva ridotto la sua pena sulla base di un accordo tra le parti (c.d. 'appello patteggiato'). Secondo la Corte, l'imputato non può contestare la misura di una pena che ha liberamente concordato, specialmente quando la sua responsabilità è già stata accertata in primo grado e non contestata in appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado, ha tentato di contestarne la misura. L'ordinanza ribadisce che il cosiddetto 'concordato in appello' implica l'accettazione della responsabilità e preclude ulteriori contestazioni sulla quantificazione della sanzione, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: pena concordata non si contesta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro la misura della pena. La decisione si fonda sul principio che una pena liberamente concordata tra le parti in appello, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., non può essere successivamente messa in discussione davanti alla Suprema Corte, specialmente quando la responsabilità penale è stata accertata in primo grado e non più contestata.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento per un reato legato agli stupefacenti. L'impugnazione, che lamentava un errore nel calcolo della pena, è stata ritenuta generica e non rientrante nei casi tassativamente previsti dalla legge per contestare questo tipo di sentenze. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso penale perché presentato oltre il termine di 15 giorni previsto dalla legge. La sentenza impugnata era stata letta in udienza, facendo scattare immediatamente i termini per l'impugnazione. A causa del deposito tardivo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per un reato legato agli stupefacenti. La decisione si fonda sulla genericità del motivo e sul fatto che l'appello non rientrava nei casi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. per il ricorso patteggiamento, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato contro una condanna per reati legati agli stupefacenti. La decisione si basa sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto nell'apposito albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine perentorio di 15 giorni previsto dalla legge. Il caso riguarda un appello avverso un'ordinanza di inammissibilità di un'istanza di revisione. A causa del deposito tardivo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione evidenzia l'importanza del rispetto dei termini processuali, la cui violazione comporta la reiezione del ricorso tardivo senza esame nel merito.
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Ricorso tardivo e inammissibilità: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in quanto tardivo. L'impugnazione è stata depositata oltre il termine perentorio di 45 giorni previsto dalla legge, rendendo la sentenza precedente definitiva e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti all’appello al patteggiamento
Un imputato ricorre in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento, contestando la confisca disposta. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile perché generico e presentato al di fuori dei casi tassativamente previsti dalla legge per l'impugnazione di tale tipo di sentenze, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Accordo sulla pena in appello: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., avevano impugnato la sentenza. La Suprema Corte ribadisce il principio consolidato secondo cui l'imputato non può contestare la misura di una pena liberamente concordata, poiché tale accordo presuppone l'accettazione della responsabilità accertata in primo grado. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso in Cassazione: Inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso in Cassazione inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato e non sottoscritto da un difensore abilitato, come richiesto dall'art. 613 c.p.p. A seguito della decisione, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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