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De Plano — Anno 2024

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882 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando l’imputato non può agire
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 11/07/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato anziché da un difensore. Questa violazione procedurale ha impedito la costituzione di un valido rapporto di impugnazione, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena sulla base di un concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che, secondo l'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., le sentenze emesse a seguito di tale accordo processuale non sono impugnabili, chiudendo definitivamente la possibilità di ulteriori riesami.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32923/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello di Napoli. La decisione d'appello era stata presa sulla base di un 'concordato in appello' ex art. 599-bis c.p.p., ovvero un accordo tra le parti sulla pena con rinuncia ai motivi di impugnazione. La Suprema Corte ha ribadito che, per legge, tali sentenze non sono ulteriormente impugnabili, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 32921/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza di secondo grado definita con un concordato in appello. La Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena ha effetti preclusivi, simili a una rinuncia all'impugnazione, che impediscono di proseguire con il giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e art. 599-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione d'appello era stata emessa a seguito di un accordo tra le parti, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. (cd. concordato in appello). La Suprema Corte ha ribadito che, per legge, tali sentenze non sono ulteriormente impugnabili, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Impugnazione patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32920/2024, dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'impugnazione del patteggiamento è limitata a vizi specifici e non può contestare genericamente la qualificazione giuridica del fatto se l'errore non è palese o manifesto, come stabilito dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p.
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Ricorso inammissibile firmato dall’imputato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32917/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile perché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato. La violazione delle forme procedurali ha impedito l'esame nel merito dell'impugnazione, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena sulla base di un accordo tra le parti. La decisione si fonda sul principio che le sentenze emesse a seguito di un 'concordato in appello', ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., non sono ulteriormente impugnabili, come previsto dall'art. 610, comma 5-bis, c.p.p. Il ricorso, pertanto, è stato respinto con condanna alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sul principio che le censure proponibili sono limitate a quelle tassativamente previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo la violazione di legge per mancata verifica delle cause di proscioglimento. Il ricorso patteggiamento ha quindi confini ben precisi.
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Impugnazione patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sull'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che limita strettamente i motivi di impugnazione. Poiché il ricorso contestava il trattamento sanzionatorio concordato, e non una delle violazioni di legge tassativamente previste, è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria. La parola chiave è impugnazione patteggiamento.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: i limiti
Due imputati hanno proposto ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. Uno contestava la qualificazione giuridica del fatto, l'altro la congruità della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili, ribadendo che il ricorso per cassazione patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo censure sulla ricostruzione dei fatti o sulla dosimetria della pena.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sui limiti stringenti dell'art. 448, co. 2-bis c.p.p., che non consente di impugnare la sentenza per mancata verifica delle cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Patteggiamento: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La Corte ha ribadito che, in caso di accordo tra le parti, la sentenza è sufficientemente motivata con una sintesi dei fatti e la verifica della congruità della pena, senza necessità di un'analisi probatoria approfondita. Questa ordinanza chiarisce i ristretti limiti di impugnazione delle sentenze emesse a seguito di patteggiamento.
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Concordato in appello: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32893/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di secondo grado definita con un concordato in appello. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena ha un effetto preclusivo totale, equiparabile a una rinuncia all'impugnazione, che impedisce qualsiasi ulteriore contestazione, compreso il ricorso di legittimità.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: guida pratica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. La decisione evidenzia come l'impugnazione fosse generica e proposta al di fuori dei casi tassativamente previsti dalla legge, confermando la solidità dell'accordo di patteggiamento. L'inammissibilità del ricorso per patteggiamento ha comportato per il ricorrente la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile se firmato dall’imputato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato, come richiesto dall'art. 613 c.p.p. La decisione sottolinea come questo vizio procedurale impedisca l'esame del merito e comporti la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento per reati di droga. L'ordinanza chiarisce che l'appello per erronea qualificazione giuridica del fatto è consentito solo quando l'errore è palese e non richiede una nuova valutazione delle prove, confermando i rigidi limiti imposti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p.
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Concordato in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado. Secondo la Corte, il concordato in appello equivale a una rinuncia all'impugnazione, con effetti preclusivi che impediscono di adire il giudice di legittimità, chiudendo così definitivamente il procedimento.
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Ricorso inammissibile: accordo sulla pena in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di impugnare tale accordo. La Corte ha stabilito che la misura della pena liberamente concordata tra le parti e ritenuta congrua dal giudice non può essere oggetto di un successivo ricorso, configurando un caso di ricorso inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si basa sul fatto che i motivi dell'impugnazione non rientravano tra quelli legalmente consentiti, dato che le parti avevano concordato la pena e questa non presentava profili di illegalità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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