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De Plano — Anno 2024

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882 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si basa sulla legge 103/2017, che richiede la firma di un avvocato specializzato, pena l'inammissibilità dell'atto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla normativa introdotta nel 2017, che impone, a pena di inammissibilità, che l'atto sia sottoscritto da un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende, confermando che il ricorso per cassazione personale non è più consentito.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena a seguito di un concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia agli altri motivi di gravame, creando una preclusione processuale che impedisce di sollevare in Cassazione questioni, anche rilevabili d'ufficio, a cui si è rinunciato, come il presunto vizio di motivazione sull'assenza di cause di proscioglimento.
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Conversione pena pecuniaria: annullato decreto senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Magistrato di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile, senza tenere un'udienza, l'opposizione di un condannato contro la conversione di una multa in libertà controllata. La sentenza stabilisce che, in seguito a un'opposizione in materia di conversione pena pecuniaria, il giudice ha l'obbligo di fissare un'udienza in contraddittorio tra le parti, non potendo decidere nuovamente 'de plano'. La violazione di questa regola procedurale determina la nullità del provvedimento.
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Impugnazione liberazione anticipata: reclamo, non ricorso
La Corte di Cassazione chiarisce che l'impugnazione contro un'ordinanza 'de plano' del magistrato di sorveglianza in materia di liberazione anticipata deve essere qualificata come reclamo al Tribunale di Sorveglianza e non come ricorso per cassazione. Applicando il principio del 'favor impugnationis', la Corte converte il ricorso errato e trasmette gli atti al giudice competente, evitando una dichiarazione di inammissibilità.
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Giudicato penale: non si corregge l’errore di merito
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che negava la correzione di un errore in una sentenza definitiva. L'errore riguardava l'applicazione di una recidiva basata su un omonimo. La Corte ha ribadito che il giudicato penale impedisce una nuova valutazione del merito, anche in caso di presunti errori. La correzione doveva essere richiesta in appello.
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Ricorso per cassazione: l’obbligo del difensore
Un detenuto ha presentato personalmente un reclamo, riqualificato come ricorso per cassazione, contro un provvedimento del magistrato di sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, qualsiasi ricorso per cassazione deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità, senza eccezioni per la materia o lo status del ricorrente.
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Ricorso per cassazione: firma avvocato obbligatoria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro un sequestro preventivo perché proposto personalmente dall'interessato. La legge impone, a pena di inammissibilità, che l'atto sia sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, anche in materia cautelare.
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Ricorso per cassazione e difesa tecnica: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione proposto personalmente da un'indagata avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Corte di Cassazione, ribadendo l'obbligatorietà della difesa tecnica in questa fase del giudizio.
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Sentenza predibattimentale: annullata per prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza predibattimentale della Corte d'Appello che aveva dichiarato un reato estinto per prescrizione senza celebrare un'udienza. La Suprema Corte ha stabilito che tale procedura è illegittima perché viola il diritto di difesa dell'imputato, impedendogli di rinunciare alla prescrizione per ottenere un'assoluzione nel merito e sopprimendo di fatto un grado di giudizio.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, sottolineando che l'impugnazione è limitata ai vizi di legge tassativamente indicati dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p. e non può riguardare la presunta mancata verifica delle cause di proscioglimento da parte del giudice di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: i termini perentori da seguire
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un'istanza di ricusazione del giudice presentata dopo la decisione del collegio. Il ricorrente sosteneva di non essere stato informato del cambio del presidente del collegio, ma la Corte ha stabilito che la richiesta è tardiva. Secondo l'ordinanza, l'istanza deve essere presentata prima della conclusione del giudizio e la parte, tramite il suo difensore, aveva l'onere di verificare la composizione del collegio in udienza e formulare un'apposita riserva.
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Ricorso per cassazione avvocato: l’inammissibilità
Un imputato, condannato per rapina aggravata, ha presentato personalmente ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, è obbligatorio che il ricorso per cassazione avvocato sia firmato da un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso personale cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso personale cassazione presentato dall'imputato. Dopo la riforma del 2017, solo un avvocato specializzato può firmare l'atto, pena l'inammissibilità per difetto di legittimazione.
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Ricorso personale Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso personale in Cassazione presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento per ricettazione. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che, a seguito della riforma del 2017, impone l'obbligatoria assistenza di un difensore iscritto all'albo speciale per questo tipo di impugnazione. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso in Cassazione: l’obbligo di firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un cittadino avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Cassazione.
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Ricorso in Cassazione inammissibile se personale
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile in quanto l'imputato, condannato per evasione, lo ha presentato personalmente. La legge richiede la firma di un avvocato cassazionista, a pena di inammissibilità, rendendo la condanna definitiva e comportando sanzioni pecuniarie.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La Corte ha stabilito che, nel contesto del patteggiamento, è sufficiente che il giudice abbia verificato ed escluso la presenza di evidenti cause di proscioglimento, senza necessità di una motivazione analitica. Questa decisione rafforza la stabilità delle sentenze emesse con tale rito, limitando i motivi di impugnazione. L'inammissibilità del ricorso patteggiamento ha comportato per il ricorrente la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricorso Patteggiamento Inammissibile: i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29779/2024, ha dichiarato un ricorso patteggiamento inammissibile. Il motivo di ricorso, basato su un presunto vizio di motivazione riguardo alla mancata verifica delle cause di proscioglimento, non rientra tra quelli consentiti dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. per le sentenze di applicazione pena su richiesta delle parti. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Appello patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento per resistenza a pubblico ufficiale. Il caso evidenzia i rigidi limiti dell'appello patteggiamento, che non può basarsi su contestazioni generiche sulla pena concordata, ma solo sui motivi tassativamente previsti dalla legge. La decisione conferma la condanna e sanziona il ricorrente con il pagamento delle spese e di un'ammenda.
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