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Danno Di Speciale Tenuità

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315 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Danno speciale tenuità: quando non si applica al furto
Un soggetto, condannato per il furto di batterie da una stazione di telecomunicazione, ha presentato ricorso sostenendo che il danno fosse di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per valutare il danno di speciale tenuità non basta considerare il solo valore economico dei beni sottratti, ma occorre valutare anche gli ulteriori effetti pregiudizievoli per la vittima. Nel caso specifico, il numero, il valore e la funzione delle batterie escludevano la possibilità di considerare il danno come irrisorio.
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Danno di speciale tenuità: quando si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23792/2024, dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto in abitazione. La Corte ribadisce che per riconoscere l'attenuante del danno di speciale tenuità, il pregiudizio deve essere valutato al momento della consumazione del reato e deve essere oggettivamente lievissimo, considerando non solo il valore economico ma anche le modalità della condotta e gli ulteriori effetti negativi sulla vittima.
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Danno di speciale tenuità e furto tentato: la Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto tentato di generi alimentari. La difesa chiedeva il riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha stabilito che, per questa attenuante, il danno deve essere quasi irrisorio e la valutazione non cambia anche se il reato si è fermato allo stadio del tentativo.
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Danno di speciale tenuità: escluso per furto da 110€
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare l'attenuante del danno di speciale tenuità per il furto di un telefono del valore di 110 euro, poiché tale cifra non può essere considerata una perdita economica irrilevante o irrisoria. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno di speciale tenuità: no se c’è lesione morale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. La Corte ha stabilito che per la concessione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, non basta considerare il modesto valore economico del bene sottratto, ma è necessario valutare l'intero pregiudizio subito dalla vittima, inclusi i danni fisici e morali, data la natura plurioffensiva del reato.
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Arresto obbligatorio: quando il furto è grave?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20738/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre persone arrestate per un furto del valore di 99 euro. La Corte ha confermato la legittimità dell'arresto obbligatorio, stabilendo che la valutazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità non deve basarsi solo sul valore economico, ma deve considerare l'intera gravità del fatto, incluse le modalità dell'azione e le aggravanti, come il concorso di più persone.
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Danno di speciale tenuità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto, il quale richiedeva l'applicazione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha ribadito che, per la concessione di tale attenuante, il pregiudizio economico deve essere lievissimo e che la valutazione va fatta considerando il danno potenziale al momento della consumazione del reato, rendendo irrilevante il fatto che il delitto si sia fermato allo stadio del tentativo.
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Danno di speciale tenuità: no se c’è violenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18989/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso che contestava la mancata applicazione dell'attenuante per danno di speciale tenuità in un caso di rapina. La Corte ha ribadito che, data la natura plurioffensiva del reato, la valutazione non può limitarsi al valore esiguo del bene sottratto, ma deve necessariamente considerare anche il danno alla persona derivante dalla violenza o minaccia subita dalla vittima.
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Consenso tutore prelievo biologico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17962/2024, ha stabilito la piena validità del consenso prestato dal tutore temporaneo di un minore per il prelievo di campioni biologici a fini investigativi. Il caso riguardava un giovane condannato per furto aggravato, la cui difesa contestava la legittimità del consenso dato dal responsabile della comunità in cui era ospitato. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la legge non pone limiti ai poteri del tutore in questo ambito, e ha inoltre confermato che la valutazione del danno per l'attenuante della speciale tenuità deve basarsi solo sui beni effettivamente sottratti.
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Bancarotta danno speciale tenuità: l’attenuante negata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'amministratrice condannata per bancarotta semplice documentale, negando l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha chiarito che l'impossibilità di ricostruire la situazione contabile dell'impresa, dovuta alla totale assenza di documentazione, costituisce di per sé un danno rilevante per i creditori, a prescindere dall'entità del passivo. Questa sentenza sottolinea come nel caso di bancarotta danno speciale tenuità, il danno non sia solo monetario ma anche procedurale.
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Danno di speciale tenuità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato. L'appello si basava sulla mancata concessione dell'attenuante per danno di speciale tenuità. La Corte ha ritenuto che il motivo fosse una mera ripetizione di quanto già discusso e rigettato in appello, dove i giudici avevano correttamente motivato che il danno non era irrisorio, considerando anche i danni materiali collaterali all'azione, come la rottura di una vetrina.
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Bancarotta fraudolenta: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta distrattiva. I motivi, basati su presunte nullità procedurali e contestazioni sulla valutazione dei beni, sono stati ritenuti generici e infondati. La sentenza conferma che la distrazione di beni, anche di valore minimo, e la corretta formulazione dei motivi di ricorso sono cruciali in un processo per bancarotta fraudolenta.
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Danno di speciale tenuità: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per il furto aggravato di un triciclo elettrico. La Corte ha negato l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, sottolineando che il furto di un veicolo non costituisce un pregiudizio economico irrisorio. Inoltre, ha ribadito che i motivi di ricorso devono essere specifici e non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione.
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Danno speciale tenuità: Cassazione chiarisce i criteri
Un amministratore è stato condannato per bancarotta fraudolenta per aver distratto beni per circa 1.700 euro. La Corte di Cassazione, pur confermando la sua responsabilità penale, ha annullato la sentenza con rinvio per una nuova valutazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici hanno stabilito un principio chiave: per concedere l'attenuante, si deve considerare il valore assoluto e intrinseco dei beni sottratti, e non il loro impatto percentuale sulla massa fallimentare, soprattutto quando questa è già esigua.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame del fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. L'ordinanza chiarisce che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione dei fatti, ma solo per contestare errori di diritto. Vengono inoltre esaminate le ragioni del diniego delle attenuanti, inclusa quella per danno di speciale tenuità, negata a causa della rottura della vetrina del locale derubato.
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Danno di speciale tenuità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che l'attenuante del danno di speciale tenuità non si applica se il pregiudizio non è irrisorio. Nel caso specifico, un valore di 76,40 euro è stato ritenuto sufficiente a escludere il beneficio, poiché la valutazione deve considerare il danno nella sua interezza, non solo il valore economico.
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Ricorso per cassazione: motivi generici e condotta
Un individuo condannato per ricettazione presenta ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali e il mancato riconoscimento di attenuanti. La Suprema Corte respinge il ricorso per cassazione, giudicandolo inammissibile. I motivi sono ritenuti generici e non specifici, poiché non si confrontano adeguatamente con la motivazione della sentenza precedente, che aveva dato peso alla condotta complessiva dell'imputato, caratterizzata da fuga e resistenza agli agenti.
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Danno di speciale tenuità e furto di smartphone: la visione della Cassazione
Con l'ordinanza n. 11906/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che al furto di uno smartphone non si applica l'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha sottolineato che il valore del bene non è solo quello economico, ma include il grave pregiudizio derivante dalla perdita dei dati personali, rendendo il danno complessivo non irrisorio. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Danno di speciale tenuità: no se occulti le scritture
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta documentale e nega l'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha stabilito che l'occultamento delle scritture contabili impedisce la ricostruzione del patrimonio e l'esercizio delle azioni a tutela dei creditori, rappresentando di per sé un danno significativo che esclude la possibilità di una riduzione di pena per la lieve entità del pregiudizio.
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Danno di speciale tenuità: la Cassazione chiarisce
Un imprenditore, condannato per bancarotta fraudolenta e preferenziale, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara prescritto il reato di bancarotta preferenziale ma conferma la condanna per la distrazione di beni. Tuttavia, accoglie il motivo relativo all'attenuante del danno di speciale tenuità, stabilendo che la sua valutazione deve basarsi sul valore dei beni sottratti e non sull'ammontare complessivo dei debiti del fallimento. La sentenza viene quindi annullata con rinvio su questo specifico punto.
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