LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Danno Di Speciale Tenuità

315 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È una circostanza attenuante (art. 62 n. 4 c.p.) che si applica quando il danno patrimoniale causato dal reato è di valore economico quasi irrilevante. Non va confuso con un danno semplicemente 'modesto' o 'lieve'.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Danno di speciale tenuità: quando la quantità esclude la clemenza
Un Lavoratore è stato condannato per reati di contraffazione e ricettazione. Il suo difensore ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando che la Corte d'Appello non aveva riconosciuto l'attenuante del danno di speciale tenuità, nonostante l'ingente quantità di merce contraffatta (oltre 10.000 etichette e 192 paia di scarpe). La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la valutazione sulla speciale tenuità del danno è un giudizio di merito insindacabile, se motivato logicamente. La grande quantità di merce giustificava il mancato riconoscimento dell'attenuante. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro.
Continua »
Rapina e danno lieve: la Cassazione chiarisce l’attenuante
Un individuo è stato condannato per rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che per la rapina, questa attenuante non si basa solo sul valore economico del bene rubato. È fondamentale considerare anche gli effetti dannosi sulla persona aggredita, inclusi i danni fisici e morali. La valutazione complessiva del pregiudizio, non ritenuto modesto nel caso specifico, è essenziale per applicare l'attenuante.
Continua »
Fucile da Rottamare: il Danno di Speciale Tenuità nel Peculato
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per riconoscere il "danno di speciale tenuità" nel reato di peculato. Un Funzionario si era appropriato di un fucile destinato alla rottamazione e in pessimo stato. La Corte d'Appello aveva negato l'attenuante, ritenendo il fucile di "notorio valore". La Suprema Corte ha annullato questa decisione. Ha stabilito che per il "danno di speciale tenuità" conta solo il valore oggettivo e irrisorio del bene al momento del fatto, non la sua potenziale valenza storica o di collezionismo non dimostrata. Il caso tornerà in Appello per ricalcolare la pena, riconoscendo l'attenuante.
Continua »
Danno di speciale tenuità: stop allo sconto di pena per la rapina
L'Imputato ha subito una condanna per il reato di tentata rapina. Successivamente ha proposto ricorso in Cassazione per contestare il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La difesa ha sostenuto che il valore economico della merce fosse modesto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici supremi hanno confermato che la merce oggetto di sottrazione non aveva un valore infimo o trascurabile. Pertanto l'attenuante del danno di speciale tenuità non trova applicazione. L'inammissibilità del ricorso preclude la possibilità di far valere l'eventuale prescrizione del reato maturata dopo la sentenza di secondo grado. L'Imputato deve pagare le spese del processo e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Rapina e danno di speciale tenuità: le lesioni bloccano lo sconto
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna per rapina, contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante per danno di speciale tenuità. Il ricorrente riteneva rilevante il modesto valore economico del bene sottratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la rapina tutela contemporaneamente il patrimonio e la persona. Per valutare il danno di speciale tenuità, il giudice deve esaminare il complessivo pregiudizio arrecato alla vittima, includendo le lesioni fisiche provocate durante l'aggressione e non solo il danno patrimoniale. La Corte ha condannato il ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Furto aggravato: destrezza o mezzo fraudolento? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore condannato per furto aggravato. Il Lavoratore si era introdotto in un'abitazione arrampicandosi su un balcone. La Corte d'Appello aveva riqualificato l'aggravante da "destrezza" a "mezzo fraudolento". Il Lavoratore ha contestato questa modifica, ritenendola una nuova contestazione. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che se l'imputazione descrive chiaramente i fatti della condotta aggravata, la riqualificazione giuridica in "furto aggravato con mezzo fraudolento" non viola il diritto di difesa. La Corte ha anche confermato la recidiva e negato le attenuanti, considerando il danno complessivo e la personalità dell'imputato.
Continua »
Rapina e danno di speciale tenuità: conta l’impatto complessivo
L'Imputato, condannato per rapina aggravata, ha impugnato la sentenza chiedendo l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La difesa sosteneva che il giudice dovesse valutare esclusivamente il modesto valore economico della refurtiva, tralasciando ogni altro effetto sulla vittima. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il giudice di legittimità ha stabilito che la concessione dell'attenuante richiede un pregiudizio economico lievissimo e quasi irrisorio. La valutazione globale non si limita al prezzo di mercato del bene rubato, ma include tutti gli effetti pregiudizievoli subiti dalla persona offesa a causa della condotta violenta. L'Imputato perde definitivamente la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese legali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Danno di speciale tenuità: quando il furto non ottiene sconti
Un imputato subisce la condanna per furto aggravato e presenta ricorso per Cassazione contestando il mancato riconoscimento dell'attenuante per danno di speciale tenuità, l'applicazione della recidiva e il giudizio di equivalenza sulle attenuanti. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. L'attenuante patrimoniale richiede un pregiudizio economico lievissimo, valutando sia il valore intrinseco della refurtiva sia gli effetti ulteriori subiti dalla vittima. La ricchezza o la tolleranza economica della persona offesa non contano. I giudici hanno accertato la recidiva collegando i fatti precedenti all'inclinazione criminale attuale. L'imputato perde il giudizio e deve versare le spese legali oltre a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Danno di speciale tenuità: perché 50 euro rubati non bastano
L'Imputata è stata condannata per il reato di furto di una banconota da 50 euro, aggravato dalla destrezza. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo l'esiguità dell'importo sottratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando che l'attenuante del danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio economico di valore pressoché irrisorio. I giudici hanno chiarito che la somma di 50 euro non può considerarsi un danno irrilevante. Inoltre, la capacità economica della vittima di sopportare la perdita è del tutto irrilevante ai fini della concessione del beneficio. L'Imputata perde la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Banconote Contraffatte: 320 Euro non è Danno di Speciale Tenuità
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Imputato condannato per detenzione di banconote contraffatte per un valore di 320 euro. L'Imputato chiedeva l'applicazione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha ribadito che la valutazione del danno non considera solo l'importo, ma anche il disvalore sociale complessivo del fatto. Ha ritenuto che 320 euro non fosse un importo irrisorio. Per questo motivo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Tentata Rapina: Il Danno di Speciale Tenuità non è solo Economico
Un Imputato è stato condannato per tentata rapina. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. Sosteneva che la motivazione fosse insufficiente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che per valutare il danno di speciale tenuità non si considera solo il valore economico, ma anche le modalità violente della condotta e l'offesa complessiva alla vittima. La decisione ha confermato la condanna e l'obbligo di pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
Continua »
Sorveglianza e tentato furto aggravato: la Cassazione decide
Tre persone hanno cercato di sottrarre merce dagli scaffali di un negozio, ma il personale di sorveglianza le ha scoperte e bloccate prima della fuga. I giudici hanno condannato le imputate per il delitto di tentato furto aggravato dall'esposizione della merce alla pubblica fede. Le donne hanno fatto ricorso in Cassazione sostenendo che la sorveglianza costante dell'addetto avrebbe dovuto cancellare l'aggravante e che spettasse loro l'attenuante per il modesto valore della refurtiva. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi del tutto inammissibili. I giudici hanno confermato che la vigilanza saltuaria o nata da un mero sospetto non elimina la tutela della merce esposta al pubblico. Inoltre, il mancato impossessamento e il valore commerciale non giustificavano automaticamente lo sconto di pena. Le imputate hanno perso la causa e dovranno pagare le spese del giudizio e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto di vino: rito abbreviato e circostanze attenuanti generiche
Un uomo ha tentato di rubare alcune bottiglie di vino all'interno di un supermercato. I giudici di merito lo hanno condannato per tentato furto aggravato. La corte ha riconosciuto il danno di speciale tenuità ma ha negato le circostanze attenuanti generiche a causa di un precedente per omicidio colposo in stato di ebbrezza. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la scelta del rito abbreviato imponesse la concessione di ulteriori sconti di pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. La scelta del processo abbreviato garantisce unicamente la riduzione prefissata dalla legge e non vincola il giudice a concedere benefici ulteriori. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Tentato Furto: Danno di Speciale Tenuità non Riconosciuto dalla Cassazione
Un Individuo è stato condannato per tentato furto aggravato. Ha presentato ricorso, sostenendo che il "danno di speciale tenuità" dovesse essere riconosciuto. L'Individuo argomentava che i beni erano stati restituiti e la vittima era un'Azienda con notevoli risorse. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che per il tentato furto, il "danno di speciale tenuità" si valuta sul pregiudizio ipotetico se il reato fosse stato completato. Non rileva la capacità economica della vittima, ma l'intero pregiudizio causato.
Continua »
Attenuante del danno di speciale tenuità e furto: i limiti
Due soggetti hanno subito una condanna penale per aver rubato un televisore del valore commerciale di circa 180 euro all'interno di un esercizio commerciale. I due colpevoli hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando la mancata concessione dello sconto di pena previsto per i fatti di minima gravità patrimoniale. I giudici supremi hanno respinto la richiesta confermando che l'attenuante del danno di speciale tenuità spetta solo quando la perdita economica della vittima è quasi irrisoria e del tutto minima. La sottrazione di un bene di quel prezzo esclude tale beneficio, confermando la piena validità della sanzione e l'obbligo di versare una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Danno lieve o grave? La Cassazione nega la speciale tenuità del danno
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro la sua condanna per furto ed estorsione, chiedendo l'applicazione della circostanza attenuante della speciale tenuità del danno. La Corte d'Appello aveva già negato questa attenuante. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che il danno non era di speciale tenuità, considerando il valore complessivo del pregiudizio e le condizioni della vittima, una persona anziana e invalida che viveva di pensione. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto di carciofi: il danno non è di speciale tenuità per la Cassazione
Un individuo è stato condannato per furto aggravato di circa 2000 carciofi, del valore di 400 euro. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del "Danno di speciale tenuità". La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che un danno di 400 euro non rientra nella nozione di "speciale tenuità", confermando la decisione precedente. L'imputato deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Messa alla prova: Ammissibile per furto aggravato, ma la prognosi decide
Un individuo è stato condannato per tentato furto aggravato. La Corte d'Appello aveva ridotto la pena ma negato la `messa alla prova` e le attenuanti. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo l'ammissibilità del reato alla `messa alla prova` e contestando la prognosi negativa. La Cassazione ha chiarito che il tentato furto aggravato è effettivamente ammissibile per la `messa alla prova`. Tuttavia, ha confermato il rigetto basandosi sulla negativa prognosi di recidivanza, che il giudice può valutare anche prima dell'elaborazione del programma. Il ricorso è stato rigettato, confermando la condanna.
Continua »
Ricettazione e Dolo: La Cassazione tra ritrovamento e consapevolezza
Un Lavoratore è stato condannato per ricettazione di due telefoni cellulari rubati. La Corte d'Appello aveva già riconosciuto un'attenuante, ma il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Egli contestava la mancanza di prova del suo "dolo" (intenzione di commettere il reato), sostenendo di aver trovato i telefoni e di non conoscere la loro provenienza illecita. Ha anche lamentato il mancato riconoscimento dell'attenuante per il danno di speciale tenuità, considerando il basso valore economico dei cellulari. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il possesso ingiustificato di beni rubati fa presumere la consapevolezza della loro origine illecita. Ha inoltre chiarito che il danno non è solo economico, ma include anche la perdita dei dati personali, escludendo l'attenuante richiesta. La sentenza conferma la condanna per ricettazione e dolo.
Continua »
Bicicletta da 320€: il Danno di speciale tenuità non si applica
Un individuo è stato condannato per tentato furto di una bicicletta del valore di 320 euro. Ha presentato ricorso, invocando le circostanze attenuanti generiche e il `danno di speciale tenuità`. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il giudice ha discrezionalità nel negare le attenuanti generiche con motivazione adeguata. Inoltre, ha chiarito che il `danno di speciale tenuità` si applica solo se il danno patrimoniale è "pressoché irrilevante", e il valore di 320 euro per una bicicletta non rientra in questa categoria.
Continua »