\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Tentata Rapina: Il Danno di Speciale Tenuità non è solo Economico

Un Imputato è stato condannato per tentata rapina. La Corte d’Appello ha confermato la condanna. L’Imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. Sosteneva che la motivazione fosse insufficiente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che per valutare il danno di speciale tenuità non si considera solo il valore economico, ma anche le modalità violente della condotta e l’offesa complessiva alla vittima. La decisione ha confermato la condanna e l’obbligo di pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 21213 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Introduzione: Il Danno di Speciale Tenuità e la Rapina

Il concetto di “danno di speciale tenuità” è cruciale nel diritto penale italiano. Esso può influenzare significativamente la pena per un reato, portando a una sua riduzione. Questa recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce in modo autorevole come si valuta questo particolare tipo di danno, specialmente nei casi complessi di tentata rapina. La Corte sottolinea che non è sufficiente guardare solo al valore economico del bene coinvolto nel reato. È invece indispensabile considerare anche le modalità violente o minacciose della condotta e l’effettiva offesa arrecata alla vittima. Comprendere questa distinzione è fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare accuse penali o sia interessato alle dinamiche della giustizia. La decisione della Suprema Corte offre una guida chiara e vincolante su questo aspetto delicato.

La Vicenda: Una Condanna per Tentata Rapina

La vicenda giudiziaria ha avuto origine con la condanna di un Imputato per il reato di tentata rapina, come previsto dagli articoli 56 e 628 del Codice Penale. Il Tribunale, in primo grado, aveva riconosciuto la sua colpevolezza e inflitto la relativa pena. Successivamente, la Corte d’Appello, chiamata a riesaminare il caso, ha confermato integralmente la sentenza di primo grado. L’Imputato aveva posto in essere una condotta caratterizzata da violenza o minaccia, finalizzata a sottrarre un bene, ma il suo tentativo non era andato a buon fine. Le sentenze di merito avevano quindi riconosciuto la gravità del suo comportamento, ritenendo sussistenti tutti gli elementi costitutivi del reato di tentata rapina.

Il Ricorso in Cassazione: La Contestazione sul Danno di Speciale Tenuità

Nonostante le due condanne, l’Imputato ha deciso di non arrendersi. Ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio in Italia. Il suo avvocato ha contestato la sentenza d’Appello, sollevando un vizio di motivazione. Il punto centrale del ricorso riguardava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del “danno di speciale tenuità”, prevista dall’articolo 62, comma 1, numero 4, del Codice Penale. L’Imputato sosteneva che il danno causato dal suo tentativo di rapina fosse minimo o irrisorio. Per questo motivo, chiedeva che la pena venisse ridotta. Il ricorso lamentava una “motivazione apparente” (una spiegazione che sembra valida ma in realtà non chiarisce le ragioni di una decisione giudiziaria) da parte della Corte d’Appello, ritenuta insufficiente a giustificare il mancato riconoscimento dell’attenuante.

Come si Valuta il Danno di Speciale Tenuità?

La Corte di Cassazione ha avuto il compito di chiarire un principio fondamentale: come si deve valutare il “danno di speciale tenuità” in un reato come la rapina? La risposta della Suprema Corte è stata chiara e ha ribadito un orientamento consolidato. Non si deve guardare solo al valore economico del bene che si è tentato di rubare. La valutazione deve essere molto più ampia e complessiva. È necessario considerare il pregiudizio complessivo arrecato. Questo include il disvalore sociale della condotta, cioè quanto il comportamento dell’Imputato sia stato grave per la società. Si devono analizzare attentamente le modalità violente o minacciose usate durante il tentativo di rapina. Inoltre, è cruciale valutare l’offesa arrecata alla persona che ha subito il tentativo. Questo approccio olistico garantisce una valutazione completa e giusta del fatto.

Le Motivazioni: La Valutazione Complessiva della Condotta e il Danno di Speciale Tenuità

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’Imputato inammissibile. Ha spiegato le sue motivazioni in modo dettagliato e inequivocabile. La Corte d’Appello aveva già operato una valutazione corretta e approfondita del fatto. Aveva considerato le modalità violente e minacciose della condotta posta in essere dall’Imputato. Aveva anche tenuto conto dell’offesa significativa subita dalla persona addetta alla vigilanza, coinvolta nel tentativo di rapina. Questi elementi, valutati nel loro insieme, sono stati ritenuti sufficienti per escludere la configurabilità del “danno di speciale tenuità”. La motivazione della Corte d’Appello non era affatto apparente, ma era dotata di una logica lineare e coerente, pienamente condivisibile dalla Suprema Corte. La Corte ha ribadito che il danno non è solo un aspetto economico, ma include anche il disvalore sociale e il pregiudizio complessivo causato.

Le Conclusioni: Il Ricorso Inammissibile e le Sue Conseguenze sul Danno di Speciale Tenuità

La Corte di Cassazione ha quindi confermato la condanna dell’Imputato per tentata rapina. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il che significa che la sentenza d’Appello è diventata definitiva e non può più essere impugnata. Come conseguenza di questa decisione, l’Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del processo. Inoltre, dovrà versare una somma di tremila euro a favore della “cassa delle ammende” (un fondo statale dove vengono versate le somme derivanti da sanzioni pecuniarie, utilizzato per scopi di giustizia). Questa decisione finale sottolinea l’importanza di una valutazione completa e non solo economica del danno in ambito penale. Il “danno di speciale tenuità” non è un concetto da prendere alla leggera e richiede un’analisi approfondita di tutti gli aspetti del reato e delle sue conseguenze.

Cosa si intende per “danno di speciale tenuità” in un reato?
Si riferisce a un danno di valore molto basso o irrisorio. Non riguarda solo l’aspetto economico, ma anche il disvalore complessivo della condotta e l’offesa alla vittima.

In quali casi il “danno di speciale tenuità” può ridurre la pena?
Può ridurre la pena quando il pregiudizio causato dal reato è considerato minimo, valutando tutti gli aspetti della condotta e le conseguenze per la vittima.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La sentenza impugnata diventa definitiva. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati