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Danno Di Speciale Tenuità

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315 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Spaccio di Eroina: Niente Sconto per Danno di Speciale Tenuità
Un uomo condannato per spaccio di eroina ha chiesto una riduzione della pena invocando l'attenuante della speciale tenuità del danno, basata sul basso valore economico delle singole dosi (20 euro). La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. I giudici hanno chiarito che, per concedere tale attenuante, sia il profitto (lucro) sia il danno complessivo devono essere lievi. In questo caso, la vendita ripetuta di una droga pesante come l'eroina causa un grave danno alla salute pubblica e inserisce l'imputato nel mercato illecito. Pertanto, il danno non può essere considerato di speciale tenuità, giustificando la conferma della condanna.
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Danno di speciale tenuità: no sconti per porta rotta nel furto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un tentato furto in appartamento. L'imputato chiedeva il riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo il modesto valore dei beni che intendeva rubare. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: per valutare il danno di speciale tenuità non si considera solo il valore della refurtiva, ma anche ogni altro pregiudizio subito dalla vittima, come i danni materiali causati per entrare (in questo caso, la rottura della porta). Poiché il danno complessivo non era irrisorio, l'attenuante è stata negata. La Corte ha inoltre confermato la recidiva, data la perseveranza criminale dell'imputato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Furto e finestrino rotto: niente danno di speciale tenuità
Un uomo viene condannato per aver rubato un borsone da un'auto dopo aver rotto il lunotto. L'imputato chiede l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo che il valore del borsone fosse minimo. La Corte di Cassazione respinge la richiesta, stabilendo un principio fondamentale: per valutare la tenuità del danno, si deve considerare non solo il valore della refurtiva, ma anche tutti gli altri effetti negativi del reato, come il costo per riparare il vetro rotto. Poiché il danno complessivo non era irrisorio, l'attenuante non può essere concessa. La condanna viene quindi confermata.
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Danno di speciale tenuità: furto hi-tech ma ricorso bocciato
Un individuo, condannato per il furto di alcuni dispositivi tecnologici, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo che il valore della refurtiva fosse minimo. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che i motivi del ricorso erano una semplice ripetizione di argomenti già respinti in appello. La valutazione del giudice precedente, che non aveva considerato il valore dei beni di 'particolare modestia', non era manifestamente illogica. Di conseguenza, l'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Furto Cellulare: Basso Valore non Garantisce Danno di Speciale Tenuità
Un uomo, condannato per aver rubato un cellulare lasciato sul bancone di una tabaccheria, ha fatto ricorso in Cassazione. Chiedeva una riduzione della pena, sostenendo che il furto avesse causato un danno di speciale tenuità dato il basso valore del telefono. La Corte Suprema ha respinto la richiesta. Ha stabilito un principio importante: per valutare il danno non basta considerare il valore economico dell'oggetto. Bisogna tenere conto di tutto il pregiudizio subito dalla vittima, inclusi i danni non patrimoniali come la perdita dei dati personali e il disagio derivante dal non poter usare il telefono. Di conseguenza, il basso valore di un bene non garantisce automaticamente l'applicazione dell'attenuante.
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Danno di speciale tenuità: negato se l’estorsione è solo tentata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata estorsione e furto in abitazione a carico di un imputato. Il ricorso si basava sulla richiesta di applicare l'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: in un reato solo tentato, non è possibile concedere questa attenuante. Manca infatti la certezza che il danno, se il crimine fosse stato completato, sarebbe stato effettivamente di lieve entità. L'imputato aveva costretto la vittima a farlo entrare in casa e solo la presenza di un'altra persona ha evitato un danno potenzialmente grave. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Ricettazione e Danno di Speciale Tenuità: la Cassazione nega il doppio sconto
Un imputato, già condannato per ricettazione di beni di scarso valore, aveva beneficiato di un'attenuante specifica prevista per questo reato. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione per ottenere un'ulteriore riduzione di pena, chiedendo l'applicazione dell'attenuante comune del danno di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha stabilito che non si può ottenere un doppio 'sconto' di pena per la stessa ragione, cioè lo scarso valore della merce. La circostanza attenuante comune è 'assorbita' da quella speciale, più favorevole, già applicata. L'imputato ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese processuali.
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Danno di speciale tenuità: furto fallito, nessuno sconto di pena
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due uomini condannati per tentato furto di un intero carico di merce da un furgone. Gli imputati avevano chiesto l'applicazione dell'attenuante per danno di speciale tenuità, avendo spostato solo due flaconi di detersivo. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: nel reato tentato, l'attenuante non si applica se l'intenzione originaria era quella di provocare un danno rilevante. La valutazione non si basa su ciò che si è riusciti a sottrarre, ma sul danno che si sarebbe verificato se il furto fosse andato a buon fine. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Tre birre e prescrizione: il danno di speciale tenuità
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un uomo condannato per il tentato furto di tre bottiglie di birra, del valore complessivo di 3,74 euro. La Corte d'Appello aveva negato l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, motivando il rifiuto con la recidiva e la reiterazione di reati contro il patrimonio da parte dell'imputato. Gli Ermellini hanno annullato tale decisione, ribadendo che l'attenuante prevista dall'art. 62 n. 4 c.p. ha natura oggettiva e deve essere valutata esclusivamente in base al valore economico del bene, anche nel delitto tentato. Nonostante la fondatezza del ricorso, la Suprema Corte ha dovuto rilevare l'intervenuta prescrizione del reato, dichiarandone l'estinzione e annullando la sentenza impugnata senza rinvio.
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Danno di speciale tenuità: perché 200 euro non bastano
Un imputato è stato condannato per tentato furto aggravato dopo aver cercato di sottrarre merce del valore di circa 200 euro. Il ricorso in Cassazione si basava esclusivamente sul mancato riconoscimento dell'attenuante del **danno di speciale tenuità**. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale attenuante richiede una valutazione complessa. Non basta che il valore economico sia modesto; occorre analizzare il danno criminale globale, il lucro perseguito e il disvalore della condotta. Nel caso specifico, una cifra superiore a 200 euro non può considerarsi irrisoria. La decisione ribadisce che la capacità economica della vittima non influisce sulla concessione del beneficio.
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Danno di speciale tenuità: i limiti dell’attenuante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità in un caso di furto. La Suprema Corte ha ribadito che, per l'applicazione di tale beneficio, non è sufficiente che il valore del bene sottratto sia irrisorio. È necessario un giudizio complessivo che consideri il danno criminale nella sua globalità, includendo le modalità dell'azione e il pregiudizio arrecato alla persona offesa. La decisione conferma inoltre la legittimità dell'aggravante contestata, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Danno di speciale tenuità: i limiti dell’attenuante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici hanno chiarito che, ai fini dell'applicazione dell'art. 62 n. 4 c.p., non è sufficiente il valore irrisorio del bene sottratto o la lievità del pregiudizio economico. È invece necessario un giudizio complesso che analizzi il danno criminale nella sua globalità, considerando tutti gli elementi della fattispecie concreta. La decisione conferma che la tenuità non è un automatismo legato al prezzo della refurtiva.
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Danno di speciale tenuità: i limiti nel furto
La Corte di Cassazione ha confermato che per il riconoscimento del danno di speciale tenuità non è sufficiente il valore irrisorio del bene sottratto, ma occorre una valutazione globale del danno criminale prodotto dalla condotta.
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Danno di speciale tenuità nel furto in abitazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due soggetti condannati per furto in abitazione. Il fulcro della controversia riguardava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha chiarito che tale beneficio non dipende solo dal valore economico della cosa sottratta, ma richiede che il danno complessivo sia quasi irrisorio, considerando anche gli ulteriori effetti negativi subiti dalla vittima. Poiché i ricorrenti si sono limitati a riproporre motivi già respinti in appello senza contestare specificamente la sentenza, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
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Danno di speciale tenuità: i limiti nel furto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto di due borse, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. Il punto centrale della controversia riguardava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha ribadito che tale circostanza richiede un pregiudizio economico quasi irrisorio, valutato oggettivamente al momento della consumazione del reato, senza che la capacità economica della vittima possa influenzare il giudizio sulla gravità del danno.
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Furto da 500€: la Cassazione nega il danno di speciale tenuità
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un furto di merce del valore di oltre 500 euro ai danni di una catena di supermercati. Il tribunale aveva concesso l'attenuante del danno di speciale tenuità, considerando la grande capacità economica dell'azienda derubata. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio chiaro: l'attenuante si applica solo se il valore del danno è oggettivamente irrisorio. La ricchezza della vittima è un criterio secondario e non può giustificare uno sconto di pena per un danno di valore non trascurabile. Di conseguenza, il reo non ha ottenuto la riduzione della pena basata sul presunto danno lieve.
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Danno di speciale tenuità nel furto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato. La Corte ha ribadito che, per la concessione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, non si deve considerare solo il valore economico del bene, ma l'intero pregiudizio subito dalla vittima. Se il valore non è irrisorio, l'attenuante è esclusa.
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Danno di speciale tenuità: quando il ricorso è infondato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La decisione si fonda sul fatto che le argomentazioni del ricorrente erano in palese contrasto con l'orientamento consolidato della giurisprudenza, correttamente applicato dalla corte territoriale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danno di speciale tenuità: quando si applica?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44829/2023, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per truffa, confermando il diniego delle attenuanti. La Corte ha chiarito che, ai fini dell'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, il pregiudizio economico deve essere di entità quasi trascurabile. Un danno di 232 euro è stato ritenuto superiore a tale soglia. Inoltre, i precedenti penali specifici sono stati considerati motivo sufficiente per negare le attenuanti generiche, a prescindere da una successiva condotta regolare dell'imputato.
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Attenuanti generiche: confessione non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto aggravato. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non concedere le attenuanti generiche, specificando che una confessione resa di fronte a prove schiaccianti come le videoregistrazioni perde di rilevanza. Inoltre, è stata negata l'attenuante del danno di speciale tenuità, poiché il valore dei beni sottratti era elevato.
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