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Cumulo Pensione E Reddito Da Lavoro

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pensione e Lavoro: INPGI non può limitare il Cumulo reddito
Un giornalista pensionato ha contestato la decurtazione della sua pensione di anzianità applicata dall'Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani (INPGI). L'Istituto aveva applicato una propria norma regolamentare che prevedeva una riduzione della pensione in caso di svolgimento di attività lavorativa e percezione di redditi da lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, stabilendo che il Regolamento INPGI non poteva derogare alle leggi nazionali sul Cumulo pensione e reddito da lavoro. Queste leggi si applicano sia all'INPS sia agli enti di previdenza sostitutiva come l'INPGI. Il ricorso dell'INPGI è stato rigettato, confermando il diritto del giornalista a ricevere la pensione senza decurtazioni.
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Giornalista vs INPGI: Diritto al Cumulo Pensione e Reddito da Lavoro
Un giornalista pensionato ha contestato la decurtazione della sua pensione da parte dell'INPGI, che aveva ridotto l'importo a causa del suo continuo svolgimento di attività lavorativa e percezione di redditi. L'INPGI si basava sul proprio regolamento che limitava il cumulo pensione e reddito da lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, stabilendo che la disciplina sul cumulo tra pensione e redditi da lavoro per gli iscritti all'INPGI deve essere la stessa prevista per l'INPS. Questo significa che il regolamento INPGI che prevedeva la decurtazione è stato disapplicato, riconoscendo al giornalista il diritto al pieno cumulo.
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Cumulo pensione e reddito da lavoro: stop ai tagli
Un giornalista pensionato ha subito decurtazioni sul proprio trattamento pensionistico da parte dell'ente previdenziale di categoria, il quale ha applicato il divieto interno di cumulo tra assegno di quiescenza e proventi professionali. Il pensionato ha impugnato tali trattenute chiedendo l'applicazione delle regole statali più favorevoli previste per la generalità dei lavoratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che le casse privatizzate non possono imporre limiti regolamentari più restrittivi rispetto alla normativa nazionale. In tema di cumulo pensione e reddito da lavoro, prevale infatti la disciplina generale dell'assicurazione obbligatoria, che ammette la totale cumulabilità dei compensi lavorativi con il trattamento pensionistico.
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Cumulo pensione e reddito da lavoro: stop ai divieti dell’ente
Il Pensionato, un giornalista professionista, ha contestato le trattenute effettuate dall'Ente Previdenziale sulla sua pensione a partire dal 2016. L'ente applicava un divieto assoluto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro, previsto dal proprio regolamento interno. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che all'ente previdenziale dei giornalisti, in quanto gestore di una previdenza sostitutiva dell'assicurazione generale obbligatoria, si applica la stessa disciplina di totale cumulabilità prevista per la generalità dei lavoratori dipendenti (INPS). Di conseguenza, il divieto regolamentare interno deve essere disapplicato.
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Cumulo pensione e reddito da lavoro: stop ai divieti delle casse
Un giornalista in pensione ha contestato le trattenute effettuate dall'ente previdenziale di categoria sulla sua pensione di anzianità, dovute al divieto regolamentare di percepire contemporaneamente trattamenti pensionistici e compensi professionali. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'ente previdenziale, ritenendo legittimo il divieto interno in virtù dell'autonomia organizzativa e di bilancio dell'istituto privatizzato. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che in materia di cumulo pensione e reddito da lavoro si applica la stessa disciplina di totale cumulabilità prevista per l'assicurazione generale obbligatoria. Di conseguenza, i regolamenti interni contrari devono essere disapplicati. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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