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L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 12

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Contributi Previdenziali: Prescrizione, Cassa e Pensionati
La Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti ha richiesto la restituzione di un contributo di solidarietà a due Pensionati, ma la Corte d'Appello ha stabilito che tale contributo non era dovuto. La Cassa ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando anche la questione della `prescrizione contributi previdenziali`, contestando se il termine fosse di cinque o dieci anni. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniformità del diritto (carattere nomofilattico), ha deciso di non pronunciarsi immediatamente. Ha invece rimesso la causa a un'altra sezione per una decisione più approfondita, senza entrare nel merito della controversia.
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Contributo di solidarietà: La Cassazione rinvia sul rimborso ai Commercialisti
L'Ente Nazionale di Previdenza dei Commercialisti ha contestato il rimborso di un contributo di solidarietà a un professionista in pensione. I giudici di merito avevano già stabilito che il contributo non era dovuto. La Cassazione, esaminando il ricorso dell'Ente, ha rilevato una questione cruciale sulla prescrizione del diritto al rimborso. Ritenendo questa questione di carattere nomofilattico, ha deciso di rimettere la causa a un'altra sezione per una decisione più approfondita.
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Cassa Previdenziale vs. Pensionato: Illegittimo il Contributo di Solidarietà
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti. L'ente chiedeva di poter imporre un **contributo di solidarietà previdenziale** ai propri iscritti, anche se pensionati. La vicenda era iniziata con un commercialista che aveva chiesto la restituzione di tale contributo. La Cassazione ha confermato che gli enti previdenziali privatizzati non possono introdurre autonomamente un **contributo di solidarietà previdenziale** sui trattamenti pensionistici già determinati. Questo tipo di prelievo, infatti, è una prestazione patrimoniale che solo il legislatore (il Parlamento) può imporre, non un ente privato, anche se per garantire l'equilibrio di bilancio. La decisione ribadisce un orientamento consolidato, a favore degli iscritti.
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Prescrizione Contributo di Solidarietà: Cassa vs Pensionato in Cassazione
Un pensionato ha ottenuto la restituzione di un contributo di solidarietà versato alla Cassa di Previdenza. La Cassa ha impugnato la decisione, sostenendo che il diritto alla restituzione fosse soggetto a una prescrizione decennale anziché quinquennale. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la complessità della questione sulla prescrizione del contributo di solidarietà. Ha ritenuto che la soluzione richiedesse un'interpretazione uniforme della legge (carattere nomofilattico). Per questo motivo, la Corte ha rimesso la causa a un'altra sezione per una decisione definitiva.
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Prescrizione contributi previdenziali: la Cassazione rinvia la decisione
L'Ente Previdenziale ha impugnato una sentenza che lo condannava a restituire al Commercialista in pensione un contributo di solidarietà. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna, ritenendo il contributo non dovuto. L'Ente ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando, tra gli altri, la questione della **prescrizione contributi previdenziali**, sostenendo che il termine dovesse essere decennale. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità e l'importanza giuridica della questione sulla prescrizione, ha deciso di rimettere il caso a un'altra sezione interna per un'analisi più approfondita. Questo significa che la controversia non è ancora risolta nel merito, ma richiede un ulteriore esame per definire il principio di diritto applicabile.
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Cumulo pensione e lavoro: INPGI non può tagliare la pensione al giornalista
Un giornalista pensionato continuava a lavorare come freelance. L'INPGI gli aveva trattenuto parte della pensione, applicando il proprio regolamento che prevedeva una decurtazione in caso di cumulo pensione e lavoro. I giudici di merito avevano dichiarato illegittime le trattenute, disapplicando il regolamento INPGI. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che all'INPGI, in quanto ente con regime sostitutivo, si applica la stessa disciplina dell'INPS per il cumulo pensione e lavoro. Pertanto, l'articolo 15 del Regolamento INPGI, che prevedeva la decurtazione, è stato disapplicato. Il ricorso dell'INPGI è stato rigettato.
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Pensione e Lavoro: INPGI non può limitare il Cumulo reddito
Un giornalista pensionato ha contestato la decurtazione della sua pensione di anzianità applicata dall'Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani (INPGI). L'Istituto aveva applicato una propria norma regolamentare che prevedeva una riduzione della pensione in caso di svolgimento di attività lavorativa e percezione di redditi da lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, stabilendo che il Regolamento INPGI non poteva derogare alle leggi nazionali sul Cumulo pensione e reddito da lavoro. Queste leggi si applicano sia all'INPS sia agli enti di previdenza sostitutiva come l'INPGI. Il ricorso dell'INPGI è stato rigettato, confermando il diritto del giornalista a ricevere la pensione senza decurtazioni.
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Giornalista vs INPGI: Diritto al Cumulo Pensione e Reddito da Lavoro
Un giornalista pensionato ha contestato la decurtazione della sua pensione da parte dell'INPGI, che aveva ridotto l'importo a causa del suo continuo svolgimento di attività lavorativa e percezione di redditi. L'INPGI si basava sul proprio regolamento che limitava il cumulo pensione e reddito da lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, stabilendo che la disciplina sul cumulo tra pensione e redditi da lavoro per gli iscritti all'INPGI deve essere la stessa prevista per l'INPS. Questo significa che il regolamento INPGI che prevedeva la decurtazione è stato disapplicato, riconoscendo al giornalista il diritto al pieno cumulo.
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Cassa Previdenziale vs. Commercialista: No al Contributo di Solidarietà
La Corte di Cassazione ha confermato che un ente previdenziale privato non può imporre un **contributo di solidarietà previdenziale** su pensioni già liquidate. Il caso riguardava un commercialista in pensione a cui la Cassa aveva richiesto tale contributo. La Corte ha ribadito che un prelievo di questo tipo, anche se finalizzato all'equilibrio di bilancio, costituisce una prestazione patrimoniale che solo il legislatore può introdurre per legge. Pertanto, la Cassa è stata condannata a restituire la somma e a pagare le spese legali.
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Principio del pro rata: perché la pensione può scendere
Un professionista ha fatto causa alla propria Cassa di previdenza per ottenere il ricalcolo della pensione di vecchiaia anticipata, decorrente dal 2008. Il lavoratore pretendeva l'applicazione delle vecchie regole di calcolo più favorevoli, invocando il principio del pro rata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, per le pensioni liquidate dopo il 1° gennaio 2007, le Casse professionali privatizzate possono modificare i criteri di calcolo in senso peggiorativo per garantire l'equilibrio finanziario di lungo termine. Il principio del pro rata non è più un vincolo assoluto, ma va bilanciato con i criteri di gradualità e di equità tra generazioni. Di conseguenza, il professionista ha perso la causa e deve pagare le spese processuali.
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Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà sulle pensioni imposto autonomamente da una Cassa di Previdenza privatizzata. Un professionista in pensione si era opposto alla trattenuta, considerandola un prelievo non previsto dalla legge. I giudici hanno confermato che le Casse, pur avendo autonomia gestionale, non hanno il potere di introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. Tale potere spetta esclusivamente allo Stato, in base al principio della riserva di legge (Art. 23 Cost.). Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire al pensionato tutte le somme indebitamente trattenute, comprensive di interessi. La sentenza ribadisce un limite invalicabile all'autonomia degli enti previdenziali.
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Contributo di solidarietà su pensioni: la Cassa non può tassare
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà su pensioni imposto autonomamente da una Cassa di previdenza privata. Un professionista in pensione si era opposto alla trattenuta, considerandola un prelievo forzoso non previsto dalla legge. I giudici hanno dato ragione al pensionato, chiarendo che un simile contributo è una prestazione patrimoniale la cui istituzione è riservata esclusivamente allo Stato. Le Casse private, pur avendo autonomia gestionale, non possono imporre tasse o prelievi che modifichino trattamenti pensionistici già maturati. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire tutte le somme illegittimamente trattenute.
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Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata al rimborso
Un professionista in pensione ha fatto causa alla sua Cassa di Previdenza per avergli applicato una trattenuta sulla pensione a titolo di 'contributo di solidarietà'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il contributo di solidarietà illegittimo. I giudici hanno stabilito che gli enti previdenziali privati non hanno il potere di imporre prelievi su pensioni già liquidate. Questo potere spetta solo allo Stato tramite una legge. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire al pensionato tutte le somme ingiustamente trattenute. La sentenza ribadisce che l'autonomia delle Casse non può violare i principi fondamentali della Costituzione.
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Prescrizione decennale pensioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di un pensionato a richiedere il rimborso di somme illegittimamente trattenute dalla propria pensione da parte di un ente previdenziale privato, a titolo di contributo di solidarietà, è soggetto alla prescrizione decennale ordinaria e non a quella quinquennale. La Corte ha chiarito che tale richiesta non costituisce una domanda di riliquidazione dei singoli ratei pensionistici, ma un'azione di recupero di un prelievo indebito, assimilabile a un'azione di ripetizione dell'indebito, per la quale si applica il termine di prescrizione ordinario di dieci anni.
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