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Controricorso — Anno 2026

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462 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Fondo di Garanzia TFR e cessione d’azienda: la Cassazione
Un lavoratore, trasferito a una nuova società, ha richiesto il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia TFR dopo il fallimento del suo precedente datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha negato l'intervento del Fondo, specificando che la sua garanzia non è attivabile se il rapporto di lavoro prosegue con l'azienda acquirente, poiché il credito TFR non è ancora esigibile. Gli accordi tra le società non vincolano l'ente previdenziale.
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Riqualificazione professionale: accordo non vincolante
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di dipendenti pubblici che chiedevano l'attuazione di una riqualificazione professionale prevista da un accordo sindacale. La Corte ha stabilito che l'accordo aveva una natura meramente programmatica, subordinato a condizioni future e incerte, e quindi non creava un diritto soggettivo esigibile dai lavoratori, escludendo anche il diritto al risarcimento per perdita di chance.
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Procura alle liti: inesistenza e sanatoria nel rito
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso presentato da un ente ospedaliero per la restituzione di somme a un'ex dipendente. La decisione si fonda sulla mancanza originaria della procura alle liti, un vizio considerato come 'inesistenza' e non sanabile secondo la normativa applicabile all'epoca (precedente alla Riforma Cartabia). La Corte ha ribadito che, nel rito del lavoro, la procura deve esistere al momento del deposito del ricorso, e la sua assenza totale non può essere sanata con un deposito successivo.
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Legittimo affidamento: quando è escluso in dogana
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda importatrice, stabilendo che il principio del legittimo affidamento non si applica in presenza di dichiarazioni doganali fraudolente sull'origine delle merci. La Corte ha chiarito che tale tutela è invocabile solo in caso di errore attivo dell'autorità doganale, e non quando l'errore è causato dal comportamento doloso del contribuente. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata al pagamento dei dazi antidumping, delle sanzioni e a un risarcimento per lite temeraria.
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Mansioni superiori: la responsabilità è decisiva
Un dipendente pubblico, operante come autista soccorritore, ha richiesto il pagamento di differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per il riconoscimento del diritto non è sufficiente svolgere compiti più complessi, ma è necessario dimostrare di aver assunto la maggiore responsabilità che caratterizza il livello superiore. La mancanza di prova su questo specifico punto è risultata decisiva per il rigetto della domanda.
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Liquidazione spese legali: no al compenso forfettario
Un cittadino ha vinto una causa contro un ente previdenziale per il riconoscimento di un requisito sanitario. Tuttavia, il tribunale ha liquidato le spese legali in un'unica somma forfettaria. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la liquidazione spese legali deve essere sempre dettagliata per ogni fase del giudizio, per garantire la trasparenza e il rispetto dei minimi tariffari. Il caso è stato rinviato al tribunale per una nuova e corretta quantificazione.
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Compenso avvocato: come si calcola il valore causa
Un avvocato ha impugnato la liquidazione del suo compenso professionale in diverse cause connesse a una liquidazione giudiziale, ritenendola inadeguata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del tribunale. L'ordinanza chiarisce i criteri per la determinazione del valore effettivo della controversia, l'applicazione delle tariffe forensi nel tempo e l'onere della prova a carico del professionista per ottenere aumenti del compenso avvocato.
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Produzione documentale: quando è tempestiva nel rito
Una società appaltatrice si opponeva a una richiesta di pagamento per vizi dell'opera, ma le sue prove venivano ritenute tardive in appello. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che, secondo le norme processuali applicabili all'epoca (ante-riforma 2005), la produzione documentale effettuata nella fase istruttoria era tempestiva. La Corte ha sottolineato come un'errata interpretazione delle regole sulla tempistica delle prove possa invalidare una decisione di merito, cassando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Prova della ricezione: la raccomandata fa fede?
La Cassazione chiarisce il valore della prova della ricezione di una raccomandata in una controversia di lavoro. Dei lavoratori, illegittimamente trasferiti, avevano inviato una formale messa in mora al datore di lavoro per ottenere le retribuzioni. La Corte d'Appello aveva respinto le loro domande per mancanza della prova certa della ricezione. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che il giudice di merito ha errato nell'ignorare gli avvisi di ricevimento prodotti in giudizio, che costituiscono prova decisiva del perfezionamento della comunicazione e della presunzione di conoscenza da parte del destinatario.
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Responsabilità extracontrattuale appaltatore: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società costruttrice al risarcimento dei danni per gravi difetti in un immobile. La sentenza chiarisce che la presenza di infiltrazioni, dovute a vizi costruttivi come la mancata realizzazione del vespaio d'aerazione, integra la fattispecie della responsabilità extracontrattuale appaltatore ex art. 1669 c.c. Tale qualificazione permette anche all'acquirente finale, non diretto committente, di agire contro l'appaltatore entro il termine di dieci anni dal compimento dell'opera.
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Canone inferiore: quando è valido l’accordo?
In una complessa vicenda su un canone di locazione inferiore a quello legale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del conduttore. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano proceduralmente inammissibili, confermando la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva escluso l'esistenza di un accordo volontario per derogare all'equo canone, condannando il conduttore al pagamento delle differenze. La sentenza ribadisce che la prova di un accordo derogatorio deve essere chiara e inequivocabile.
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Prelievi non giustificati: il conto del familiare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38/2026, ha stabilito che i prelievi non giustificati dal conto corrente intestato a un familiare, ma di fatto utilizzato da un professionista per la propria attività, non possono essere automaticamente considerati ricavi non dichiarati. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014, tale presunzione non si applica ai professionisti. La Corte ha inoltre confermato l'applicazione del principio dello ius superveniens, ordinando la rideterminazione delle sanzioni in base alla normativa più favorevole sopravvenuta.
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Accertamento analitico-induttivo: i limiti del giudice
Una società di ristorazione contesta un avviso di accertamento basato sulla ricostruzione dei ricavi dal consumo di materie prime. La Cassazione conferma la legittimità del metodo di accertamento analitico-induttivo in presenza di contabilità inattendibile, ma cassa la sentenza di merito perché il giudice aveva ridotto la pretesa fiscale applicando una percentuale forfettaria 'in via equitativa' anziché ricalcolare l'imponibile sulla base delle prove. Viene stabilito che il giudice tributario deve determinare la corretta pretesa e non può decidere secondo equità.
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Impugnazione per revocazione: ammissibile con ricorso?
La Cassazione ha analizzato il caso di un contribuente che aveva presentato sia un ricorso per cassazione sia una impugnazione per revocazione contro la stessa sentenza tributaria. La Corte ha stabilito che i due rimedi sono proponibili contemporaneamente, cassando la decisione regionale che aveva dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha inoltre accolto i motivi relativi alla contraddittorietà della motivazione e alla violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Prova notifica tardiva: la Cassazione rinvia decisione
Un contribuente si oppone a un avviso di accertamento, ma il suo ricorso viene dichiarato inammissibile perché tardivo. In Cassazione, lamenta che la prova della notifica tardiva dell'atto sia stata prodotta in ritardo dall'Agenzia delle Entrate. La Corte, prima di decidere, sospende il giudizio per acquisire i fascicoli dei gradi precedenti, ritenuti indispensabili per verificare la correttezza procedurale.
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Errore di fatto: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che un 'errore di fatto' non sussiste quando la questione è stata oggetto di dibattito tra le parti. Il caso riguardava la presunta tardività di un appello, ma la Corte ha stabilito che la valutazione sulla tempestività del ricorso, essendo un punto controverso, costituisce un errore di giudizio e non una svista percettiva, escludendo così il rimedio della revocazione.
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Compenso fase istruttoria: quando spetta nel rito lavoro
Una lavoratrice si opponeva a una richiesta di restituzione di indennità da parte di un ente previdenziale. Il Tribunale accoglieva la sua domanda dichiarando la prescrizione del diritto dell'ente. La lavoratrice, tuttavia, impugnava la decisione ritenendo troppo bassa la liquidazione delle spese legali, in quanto non era stato riconosciuto il compenso per la fase istruttoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che nel rito del lavoro il compenso fase istruttoria non è automatico, ma spetta solo se vengono svolte attività investigative concrete e distinte, cosa che nel caso di specie non era avvenuta poiché la decisione si basava unicamente sulla questione preliminare della prescrizione.
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Convocazione assemblea: il coniuge va sempre avvisato
La Corte di Cassazione ha annullato una delibera condominiale per l'installazione di un ascensore a causa della mancata convocazione di uno dei coniugi comproprietari. La Corte ha stabilito che la convocazione assembleare condominiale deve essere inviata a ciascun titolare del diritto, non potendosi presumere che un coniuge informi l'altro, specialmente per decisioni di notevole importanza e quando il coniuge avvisato non partecipa all'assemblea.
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Foro competente multa: la regola se il luogo manca
Un'automobilista si oppone a una cartella di pagamento per multe stradali. Il caso arriva in Cassazione per decidere il foro competente multa. La Corte stabilisce che, se la cartella esattoriale non specifica il luogo della violazione, si applica il criterio generale del foro di residenza dell'opponente, e non quello del luogo dell'infrazione.
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Amministratore in prorogatio: poteri e limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che i poteri dell'amministratore in prorogatio non sono limitati ai soli atti urgenti. Anche dopo le dimissioni e fino alla nomina di un sostituto, l'amministratore conserva tutte le attribuzioni necessarie per la gestione ordinaria del condominio, inclusa la convocazione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio preventivo e del suo compenso. La sentenza chiarisce che solo una chiara volontà contraria dell'assemblea può limitare tali poteri. Il ricorso di due condomini che contestavano una delibera assembleare è stato quindi respinto.
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