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Controricorso — Anno 2024

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2730 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Abuso di dipendenza economica: competenza sezioni Cass.
Una società subfornitrice accusa un'importante committente di abuso di dipendenza economica. Dopo la reiezione in appello, il caso giunge in Cassazione. La Terza Sezione Civile, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma trasferisce la causa alla Prima Sezione Civile, riconoscendone la competenza specifica sulla materia, evidenziando l'importanza della specializzazione interna alla Corte.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: onere prova
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una società contro l'Agenzia delle Entrate in un caso di operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha ribadito che, una volta che l'Amministrazione Finanziaria fornisce indizi sulla fittizietà del fornitore, spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e di aver usato la massima diligenza per verificare l'affidabilità della controparte. La sentenza chiarisce che una successiva assoluzione in sede penale non è vincolante per il giudice tributario.
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Licenza marchio in comunione: serve l’unanimità
Una famiglia co-proprietaria di un noto marchio si scontra sulla prosecuzione di una licenza d'uso esclusiva. La Corte di Cassazione, dirimendo la questione sulla licenza marchio in comunione, stabilisce che per tali atti è indispensabile il consenso unanime di tutti i contitolari, poiché una decisione a maggioranza lederebbe il diritto di esclusiva del dissenziente. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva ritenuto sufficiente la maggioranza, viene annullata.
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Deposito telematico ricorso: l’obbligo in Cassazione
Un condomino ha impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione una decisione relativa a delibere assembleari. La Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile a causa di un vizio di forma: l'atto era stato depositato in formato cartaceo dopo il 1° gennaio 2023, data in cui è diventato obbligatorio il deposito telematico del ricorso. Questo errore procedurale ha comportato la conferma delle sentenze precedenti e la condanna del ricorrente al pagamento di ingenti spese legali e sanzioni.
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Notifica nulla: quando la cartella è valida? Spiegato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10611/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia tributaria. Una notifica nulla di un atto impositivo, come una cartella di pagamento, non comporta l'annullamento automatico dell'atto stesso. Se il contribuente impugna l'atto, dimostra di averne avuto conoscenza, sanando così il vizio di notifica per 'raggiungimento dello scopo'. L'atto resta valido e il giudice deve esaminarne il merito, a meno che non sia intervenuta la decadenza del potere di accertamento dell'Amministrazione finanziaria.
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Canone demaniale marittimo: calcolo e pertinenze
Una società titolare di una concessione balneare ha contestato il calcolo del canone demaniale marittimo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il canone deve essere determinato distinguendo le diverse attività svolte (es. ristorazione e servizi di spiaggia), applicando a ciascuna i valori OMI specifici. Non è ammissibile un calcolo basato su un criterio di prevalenza di un'attività sull'altra. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata con rinvio.
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Revocatoria fallimentare: no esenzione per ritardi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società fornitrice contro un'azione di revocatoria fallimentare. La Corte ha stabilito che i pagamenti ricevuti da un'azienda poi fallita, seppur con un ritardo minimo, non possono beneficiare dell'esenzione prevista per i 'termini d'uso' quando avvengono in un contesto di conclamata difficoltà finanziaria del debitore, caratterizzato da precedenti inadempimenti e piani di rientro. Il contesto generale del rapporto commerciale prevale sulla mera esiguità del ritardo del singolo pagamento.
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Decadenza disoccupazione agricola: notifica online
Un lavoratore agricolo ha contestato la cancellazione dagli elenchi professionali per annualità passate, sostenendo l'applicazione retroattiva di una nuova legge sulla notifica telematica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la norma regola solo la forma della comunicazione e si applica a tutti gli atti successivi alla sua entrata in vigore, confermando la legittimità della decadenza disoccupazione agricola per mancata impugnazione tempestiva.
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Tremonti Ambiente: quando spetta l’agevolazione?
Una società energetica ha richiesto il rimborso IRES per un investimento ambientale, ripartendo la deduzione su più anni. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11868/2024, ha stabilito che l'agevolazione fiscale nota come Tremonti Ambiente deve essere richiesta per l'intero importo nell'anno di realizzazione dell'investimento, annullando la possibilità di 'spalmare' il beneficio su più periodi d'imposta. La Corte ha però confermato la legittimità della singola società a richiedere il rimborso anche se parte di un consolidato fiscale.
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Bando di selezione: limiti all’impugnazione in Cassazione
Un dipendente ha contestato la graduatoria di un bando di selezione interno, sostenendo che un titolo di studio di una collega fosse stato sopravvalutato. I tribunali di merito gli hanno dato ragione. L'ente datore di lavoro ha fatto ricorso in Cassazione, focalizzandosi sull'interpretazione del bando di selezione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché l'argomento specifico sull'interpretazione del bando non era stato sollevato nel precedente grado di appello e, inoltre, era stato formulato in modo proceduralmente scorretto.
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Decadenza pensione: quando si applica al ricalcolo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11847/2024, ha respinto il ricorso di un ente previdenziale che sosteneva l'estinzione totale del diritto di un'assicurata alla riliquidazione della pensione per decorrenza dei termini. La Corte ha ribadito un principio consolidato: nel caso di ricalcolo di una prestazione pensionistica già riconosciuta, la decadenza pensione non estingue il diritto in sé, ma riguarda unicamente i ratei maturati oltre il triennio precedente alla domanda giudiziale. Viene così protetto il diritto del pensionato a ottenere l'importo corretto della pensione, limitando solo la riscossione degli arretrati più vecchi.
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Elemento retributivo ERS: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11841/2024, ha stabilito che l'Elemento di Riordino del Sistema retributivo (ERS) non spetta ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro e successivamente stabilizzati. La Corte ha chiarito che tale elemento non è legato all'anzianità di servizio, ma deriva dalla confluenza di precedenti voci retributive destinate solo al personale già a tempo indeterminato al momento della sua istituzione. Pertanto, la richiesta dei lavoratori è stata respinta, riformando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Notifica atto giudiziario nulla: le conseguenze
La Corte di Cassazione chiarisce che una notifica di un atto giudiziario effettuata da un operatore postale privato non abilitato è affetta da nullità sanabile e non da inesistenza. Tuttavia, la sanatoria, che avviene con la costituzione in giudizio del destinatario, ha effetto solo dal momento in cui si verifica (ex nunc). Se la costituzione avviene dopo la scadenza del termine per l'impugnazione, l'appello è inammissibile per tardività, come nel caso di specie, in cui l'appello dell'Agenzia delle Entrate è stato rigettato.
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Risarcimento danno ente previdenziale: il nesso causale
Un lavoratore ha richiesto il risarcimento danno a un ente previdenziale per essere stato escluso da una graduatoria a seguito di un presunto accertamento errato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni precedenti. La ragione principale è la mancanza di un nesso causale diretto tra l'azione dell'ente e il danno, poiché la cancellazione dalla graduatoria è stata un atto autonomo di un altro ufficio. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento è stata respinta.
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Requisito contributivo: l’appello riapre i fatti
La Corte di Cassazione chiarisce che l'appello volto a contestare la mancanza di un requisito contributivo per una prestazione previdenziale riapre la cognizione del giudice su tutti i fatti ad esso collegati. Di conseguenza, il giudice d'appello può valutare circostanze non specificamente oggetto di gravame incidentale, come la cancellazione del lavoratore dagli elenchi agricoli, in quanto elemento coessenziale alla sussistenza del requisito stesso. La Corte ha rigettato il ricorso del lavoratore, confermando la decisione che negava l'indennità di disoccupazione.
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Assegno ordinario d’invalidità: requisiti e decorrenza
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un lavoratore per l'ottenimento dell'assegno ordinario d'invalidità, stabilendo un principio fondamentale: il requisito sanitario e quello contributivo devono coesistere. La verifica dei contributi va effettuata con riferimento alla data di effettiva insorgenza dello stato invalidante, anche se successiva alla domanda amministrativa. Nel caso di specie, a tale data, il lavoratore non possedeva più i contributi necessari.
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Inammissibilità ricorso tardivo: la Cassazione decide
Una co-erede ha impugnato in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria Regionale sfavorevole. L'Agenzia delle Entrate ha eccepito la tardività del ricorso. La Corte ha accolto l'eccezione, dichiarando l'inammissibilità del ricorso tardivo perché notificato oltre il termine perentorio di 60 giorni dalla ricezione della sentenza via PEC, condannando la ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Cessazione materia del contendere: definizione agevolata
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in una disputa fiscale. Una società farmaceutica, sanzionata per operazioni con Paesi 'Black List', ha utilizzato una definizione agevolata per sanare la sua posizione. L'Agenzia delle Entrate ha confermato l'avvenuta regolarizzazione, portando all'estinzione del giudizio pendente.
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Rimedi preventivi: obbligo per equo indennizzo
La richiesta di un cittadino per un equo indennizzo a causa dell'eccessiva durata di un processo è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che l'omessa attivazione dei rimedi preventivi entro i termini perentori stabiliti dalla legge rende inammissibile la domanda di risarcimento. La Corte ha inoltre ribadito la legittimità costituzionale di tale onere, in quanto richiede una collaborazione attiva delle parti per la celere definizione del giudizio.
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Agevolazioni gasolio autotrazione: revoca parziale
Una società di autotrasporti si è vista revocare totalmente le agevolazioni sul gasolio a causa di dichiarazioni trimestrali ritenute infedeli. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: la revoca del beneficio deve essere proporzionale all'errore commesso. Pertanto, le agevolazioni gasolio autotrazione vanno perse solo per gli importi irregolari e non per l'intero trimestre. La Corte ha però confermato che l'indicazione della targa del veicolo in fattura è un requisito obbligatorio.
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