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Controricorrenti

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703 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione processo: rinuncia e accettazione in appello
Una società sanitaria aveva presentato un ricorso per revocazione contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La società ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, che è stato accettato dai lavoratori. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito e confermando l'accordo tra le parti sulla compensazione delle spese legali.
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Risarcimento tardiva attuazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per la tardiva attuazione di una direttiva UE sulla remunerazione degli specializzandi. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il termine di prescrizione decennale per tale diritto decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Poiché l'azione legale è stata intrapresa dopo la scadenza di tale termine, il diritto al risarcimento è stato ritenuto prescritto.
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Retribuzione ferie: sì a indennità variabili
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza che la obbligava a includere diverse indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi macchinisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il concetto di retribuzione ferie, secondo il diritto dell'Unione Europea, deve comprendere qualsiasi importo pecuniario intrinsecamente legato alla mansione, per evitare di dissuadere i dipendenti dal godere del loro diritto al riposo.
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Vittime del dovere: assegni anche ai figli non a carico
La Corte di Cassazione affronta il caso dei figli maggiorenni e non a carico di una vittima del dovere, i quali richiedono il riconoscimento degli assegni vitalizi. I giudici di merito avevano accolto la domanda, estendendo la disciplina prevista per le vittime del terrorismo. A causa di un contrasto giurisprudenziale sulla portata di tale estensione (se limitata ai soli benefici o estesa anche alla platea dei beneficiari), la Sezione Lavoro ha ritenuto la questione di massima importanza e ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo sul diritto dei figli non a carico a ricevere tali provvidenze in presenza di un coniuge superstite.
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Conservazione miglior trattamento: ferie e CCNL
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni lavoratori a mantenere il numero di giorni di ferie previsto dal precedente CCNL, in quanto più favorevole rispetto a quello successivo. L'ordinanza sottolinea l'importanza delle clausole di salvaguardia e del principio di conservazione del miglior trattamento nel passaggio tra contratti collettivi, rigettando il ricorso dell'azienda che sosteneva l'applicazione del nuovo regime meno vantaggioso.
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Riunione dei ricorsi: l’obbligo ex art. 335 c.p.c.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8379/2024, ha disposto la riunione dei ricorsi proposti separatamente contro la stessa sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sull'applicazione dell'art. 335 del codice di procedura civile, che impone la trattazione congiunta di tutte le impugnazioni relative alla medesima decisione per garantire coerenza e economia processuale. Questo provvedimento sottolinea l'obbligatorietà della riunione dei ricorsi, anche d'ufficio, per evitare pronunce contrastanti.
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Riunione ricorsi Cassazione: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha disposto la riunione dei ricorsi proposti contro la medesima sentenza. La decisione si fonda sull'applicazione dell'art. 335 c.p.c., che impone la trattazione congiunta di più impugnazioni relative allo stesso provvedimento per garantire l'uniformità della decisione ed evitare giudicati contrastanti. Il caso specifico riguardava un secondo ricorso presentato contro una sentenza d'appello già oggetto di una precedente impugnazione, rendendo la riunione un atto processuale dovuto.
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Notificazione cartelle: la prova della consegna
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per dimostrare l'avvenuta notificazione delle cartelle esattoriali non è indispensabile produrre l'atto originale. È sufficiente depositare in giudizio una copia della cartella, anche fotostatica, accompagnata dalla relativa relazione di notifica, specialmente se il contribuente non contesta specificamente la conformità della copia all'originale.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e spese
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. A seguito della rinuncia da parte della società ricorrente, accettata solo da alcuni dei controricorrenti, il giudizio viene dichiarato estinto. La Corte stabilisce la compensazione delle spese per le parti che hanno accettato la rinuncia e condanna la parte rinunciante al pagamento delle spese legali in favore di coloro che non l'hanno accettata, assorbendo il ricorso incidentale condizionato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di servizi idrici, dopo aver presentato ricorso per cassazione contro una sentenza sfavorevole, ha deciso di ritirarlo. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato estinto il giudizio. Di conseguenza, ha condannato la società al pagamento delle spese legali a favore delle controparti. La Corte ha inoltre precisato che, in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: costi e conseguenze in Cassazione
Una società di servizi idrici, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, vi ha rinunciato. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, condannando la società al pagamento delle spese legali. Cruciale la precisazione che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato, essendo una misura sanzionatoria applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Violazione distanze legali: omessa pronuncia in appello
Una proprietaria immobiliare ha citato in giudizio i vicini per l'accertamento dell'usucapione di una porzione di terreno e per la demolizione di un edificio costruito in violazione delle distanze legali. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda di usucapione ma ha omesso di pronunciarsi sulla distinta questione della violazione delle distanze rispetto al confine catastale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, cassando la sentenza per omessa pronuncia e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sulla questione delle distanze.
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Azione di regresso fideiussore: la guida completa
Un socio uscente, che aveva agito come garante per un debito della società, ha saldato tale debito dopo aver ceduto le proprie quote. Successivamente, ha intentato una causa per ottenere il rimborso dalla società e dai nuovi soci. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sua richiesta deve essere inquadrata come un'azione di regresso del fideiussore (art. 1950 c.c.) e non come una questione legata agli accordi interni sulla cessione delle quote. La Corte ha chiarito che il giudice di appello ha commesso un errore nel concentrarsi sul contratto di cessione anziché sulla relazione tra garante e debitore principale. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata sui corretti principi giuridici.
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Estinzione giudizio Cassazione: l’accordo tra le parti
Una società creditrice, dopo aver visto accolta l'opposizione a un suo decreto ingiuntivo in primo e secondo grado, propone ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, tutte le parti raggiungono un accordo e presentano un'istanza congiunta per chiudere la controversia. La Corte Suprema, prendendo atto della volontà delle parti, dichiara l'estinzione del giudizio di Cassazione per rinuncia e dispone la compensazione integrale delle spese legali.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di definizione
Una società agricola e i suoi soci, dopo aver ricevuto avvisi di accertamento per gli anni 2006 e 2007, hanno visto il loro caso arrivare in Cassazione. Durante il processo, hanno aderito con successo alle procedure di definizione agevolata delle liti pendenti per l'annualità 2007, mentre la questione del 2006 era già divenuta definitiva. La Corte di Cassazione, preso atto della cessazione della materia del contendere per tutte le questioni, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario.
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Usucapione interruzione: azione amministrativa e termini
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una causa sulla questione dell'usucapione interruzione. Il caso riguarda la possibilità che una domanda di demolizione di un'opera abusiva, presentata al giudice amministrativo, possa interrompere il termine necessario per acquisire un diritto per usucapione. Riconoscendo la complessità e la rilevanza della questione, i giudici hanno ritenuto opportuno un approfondimento in pubblica udienza prima di emettere una decisione finale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese in Cassazione
Un'azienda pubblica, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro alcuni dipendenti per differenze retributive, ha deciso di rinunciare all'impugnazione. I dipendenti hanno accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, chiarendo che, in virtù dell'accettazione, il ricorrente non è stato condannato al pagamento delle spese legali. Inoltre, la Corte ha specificato che in caso di rinuncia non è dovuto il versamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato'.
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Notifica atto di appello: l’errore sull’indirizzo
A seguito di un contratto preliminare non finalizzato, gli eredi del venditore hanno agito per la restituzione dell'immobile. La Corte d'Appello ha accolto la loro domanda, ma la Cassazione ha annullato la decisione. Il punto cruciale era una notifica dell'atto di appello fallita a causa di un indirizzo errato fornito dagli appellanti. La Suprema Corte ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che la responsabilità di fornire l'indirizzo corretto ricade esclusivamente sul notificante e non sull'ufficiale giudiziario.
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Rigetto del ricorso: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 18/03/2024, ha confermato il rigetto del ricorso presentato da un privato. La decisione comporta per il ricorrente la condanna non solo al pagamento delle spese legali, ma anche di somme aggiuntive a favore delle controparti e della cassa delle ammende, evidenziando le gravi conseguenze economiche di un'impugnazione infondata.
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Detrazione Riqualificazione Energetica con Ampliamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7221/2024, ha stabilito che la detrazione per riqualificazione energetica spetta anche in caso di lavori che comportano un ampliamento dell'immobile, a condizione che questo non alteri la sagoma esterna preesistente. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il beneficio a un contribuente, sostenendo che l'ampliamento fosse un elemento ostativo. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, chiarendo che un intervento su un sottotetto rientra nella categoria di lavori su edifici esistenti e non costituisce una "nuova costruzione". Ha inoltre validato il criterio di ripartizione proporzionale dei costi tra la parte esistente e quella ampliata.
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