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Controricorrenti

703 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Le parti che in un giudizio di Cassazione si difendono dal ricorso presentato dalla parte soccombente nei gradi di giudizio precedenti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Rilascio immobile locato: L’Azienda perde in Cassazione, deve pagare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'Azienda di Telecomunicazioni. L'Azienda contestava la condanna al rilascio immobile locato, un terreno, sostenendo di averlo già restituito e che i Proprietari del Terreno non avessero più interesse ad agire. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in Cassazione. Ha quindi confermato la decisione precedente, condannando l'Azienda al pagamento delle spese legali a favore dei Proprietari del Terreno.
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Danno da Tardiva Assunzione: Attesa di 6 Anni e Rilievo Nomofilattico
Due lavoratrici hanno chiesto il risarcimento del danno da tardiva assunzione all'Agenzia Pubblica. Nonostante una sentenza definitiva avesse riconosciuto il loro diritto all'assunzione tramite scorrimento di graduatoria, l'effettiva immissione in servizio è avvenuta sei anni dopo. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento, sostenendo che la precedente notifica non costituiva una messa in mora e che le lavoratrici non avevano provato lo stato di disoccupazione o di occupazione a condizioni peggiori. La Cassazione ha ritenuto che la questione del danno da tardiva assunzione e degli oneri probatori abbia un importante rilievo nomofilattico e ha rimesso il caso a una pubblica udienza per una decisione più approfondita.
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Danni da Infiltrazioni: Inerzia Aggrava la Condanna
I proprietari di un appartamento al piano inferiore hanno subito **danni da infiltrazioni** a causa della trascuratezza degli appartamenti superiori e del tetto. Il Tribunale ha riconosciuto la loro ragione. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, sottolineando che, anche dopo la riparazione del tetto, il proprietario dell'appartamento superiore non aveva ripristinato la sua unità, aggravando i danni. Il proprietario superiore ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il ricorso non affrontasse la vera ragione della decisione di appello, ovvero l'inerzia del proprietario superiore nel mitigare i danni.
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INPS vs Lavoratrici: Riconoscimento Servizio Preruolo Riapre il Caso
L'INPS ha contestato il **riconoscimento del servizio preruolo** prestato da due lavoratrici con contratti a termine presso un ente locale, ai fini della ricostruzione della carriera e dell'attribuzione di punteggi per posizioni organizzative. La Corte d'Appello aveva respinto il ricorso dell'INPS, ritenendo che la questione fosse ormai definitiva (giudicato interno). La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS. Ha chiarito che l'INPS aveva effettivamente impugnato l'interpretazione del bando di concorso. Pertanto, non si era formato alcun giudicato interno. La Suprema Corte ha annullato la sentenza d'appello e ha rinviato il caso a una nuova sezione della Corte d'Appello per un riesame.
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Integrazione del Contraddittorio: Ricorso in Cassazione Dichiarato Improcedibile
Un gruppo di condomini ha contestato la vendita di una parte comune del sottotetto e la nullità di una delibera condominiale. Dopo vari gradi di giudizio, i ricorrenti hanno presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha ordinato l'integrazione del contraddittorio, cioè la chiamata in causa di tutte le parti interessate, entro un termine di sessanta giorni. I ricorrenti hanno depositato l'atto di integrazione mesi dopo la scadenza. Per questo motivo, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali. La mancata osservanza dei termini per l'integrazione del contraddittorio ha precluso l'esame del merito della controversia.
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Divisione Ereditaria: Ricorso Improcedibile per Omissione Formale
Alcuni eredi hanno chiesto la divisione di un'eredità. Il Tribunale ha disposto la divisione giudiziale, ma ha negato una divisione consensuale precedente. Un erede ha impugnato la decisione, ma sia la Corte d'Appello che la Corte di Cassazione hanno respinto le sue richieste. La Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché l'erede non ha depositato la prova della notifica della sentenza di appello. Questa omissione ha reso il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali e di un ulteriore contributo unificato.
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Compravendita Immobili Turistici: Cassazione Rimanda per Complessa Interpretazione Contratto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso riguardante l'interpretazione di un contratto di compravendita per residenze turistico-alberghiere. La questione principale riguardava chi dovesse farsi carico degli obblighi derivanti da tale contratto, considerando la disciplina speciale applicabile a queste strutture. Data la rilevanza e la complessità delle censure sollevate sull'interpretazione del contratto di compravendita e sulla titolarità degli obblighi, la Corte ha deciso di rimettere la causa in pubblica udienza per una trattazione più approfondita.
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Compenso Avvocato Più Soggetti: Quando l’aumento non è ridotto
Una Parte Ricorrente, coinvolta in una disputa sulla divisione di beni ereditari, ha contestato la decisione sulle spese legali. La questione centrale riguardava il calcolo del compenso avvocato più soggetti, in particolare l'applicazione delle maggiorazioni per l'assistenza a più clienti e delle riduzioni previste per l'assenza di questioni specifiche. La Suprema Corte ha chiarito che l'aumento del compenso per l'avvocato che assiste più persone con la stessa posizione processuale non implica automaticamente la riduzione del 30% se non ci sono questioni specifiche. La Corte ha respinto il ricorso della Parte Ricorrente, confermando la decisione precedente sulle spese e condannandola a pagare ulteriori oneri.
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Uso del Cortile Condominiale: Servitù e Limiti, la Cassazione Chiarisce
Un Condominio ha citato in giudizio un'Azienda e un Proprietario per l'uso del cortile condominiale, contestando parcheggi, deposito di materiali (pallet) e fioriere, ritenendo violato il regolamento condominiale e i limiti di una servitù di passaggio e sosta. Dopo che i primi due gradi di giudizio avevano respinto le sue richieste, il Condominio ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'uso del cortile condominiale da parte del Proprietario, sia come condomino che come titolare di servitù, rientra nei limiti consentiti, non pregiudicando il godimento degli altri condomini.
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Cantina Contesa: Il Vincolo Pertinenziale non Basta per la Proprietà
Una persona ha cercato di rivendicare la proprietà di una cantina, sostenendo l'esistenza di un vincolo pertinenziale con il suo appartamento o, in alternativa, di averla acquisita per usucapione. I proprietari attuali hanno contestato la richiesta. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le pretese della ricorrente, non trovando prova del vincolo pertinenziale né dell'usucapione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la ricorrente non ha superato la 'probatio diabolica' (prova difficile della proprietà) e non ha dimostrato il vincolo pertinenziale.
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Agenzia Entrate vs Contribuenti: Rettifica Valore Immobile nel Leasing
L'Agenzia delle Entrate ha tentato di rettificare il valore di un immobile, oggetto di un'operazione di leasing finanziario, per calcolare l'imposta di registro. L'Agenzia ha usato un metodo di valutazione basato sulla redditività dell'attività commerciale svolta nell'immobile, anziché sulla redditività dell'immobile stesso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando che per la rettifica valore immobile in caso di leasing, si deve considerare il canone di locazione potenziale dell'immobile, non il reddito dell'azienda che lo utilizza. La sentenza stabilisce un principio chiaro sulla corretta metodologia di accertamento.
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Appello Tributario: La Specificità Motivi non è Mera Ripetizione
Un Comune aveva negato rimborsi TARSU a diverse strutture alberghiere, che contestavano la differenziazione tariffaria rispetto alle abitazioni civili. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato inammissibile l'appello del Comune, sostenendo che mancava la specificità motivi di appello tributario, limitandosi a riproporre argomenti già usati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune. Ha stabilito che la riproposizione di argomenti già avanzati non rende l'appello aspecifico, purché esprima una chiara volontà di contestare la decisione di primo grado. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Compenso professionale aggiuntivo: l’incarico verbale non provato
Un professionista, già nominato consulente tecnico in una procedura, ha chiesto un compenso professionale aggiuntivo per un presunto incarico verbale di assistenza stragiudiziale. La Corte d'Appello ha negato tale compenso. Il professionista ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando l'omesso esame di prove e la violazione di norme contrattuali, sostenendo che l'incarico verbale fosse valido. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il ricorso mirava a una nuova valutazione dei fatti, non a un errore di diritto. La Cassazione ha quindi confermato la decisione della Corte d'Appello, negando il compenso richiesto.
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Omissione vs. Diritto: La Cassazione corregge la Distrazione delle spese legali
Un avvocato ha chiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Corte di Cassazione. L'ordinanza precedente aveva condannato una cooperativa al rimborso delle spese legali in favore delle sue assistite, ma aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali direttamente all'avvocato, nonostante la richiesta. La Corte ha verificato che la richiesta di distrazione era stata effettivamente presentata. Ha quindi accolto l'istanza, disponendo la correzione dell'ordinanza precedente per includere la distrazione delle spese in favore dell'avvocato. Questo assicura che l'avvocato riceva direttamente il pagamento delle spese anticipate.
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Balcone Conteso: La Cassazione Conferma la Proprietà Immobiliare
Una Proprietaria ha citato in giudizio i Nuovi Proprietari per la costruzione di un balcone, sostenendo violasse la sua proprietà e che l'immobile fosse stato acquistato senza tale struttura. Il Tribunale le ha dato ragione, ordinando la demolizione. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo che il balcone fosse già parte dell'immobile al momento dell'acquisto, basandosi su planimetrie e altri elementi. La Proprietaria ha quindi presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e che la motivazione della Corte d'Appello sull'esistenza del balcone proprietà immobiliare non era illogica.
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Reintegrazione nel possesso: ricorso tardivo, diritto negato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di Reintegrazione nel possesso. Alcuni Proprietari avevano sempre utilizzato una stradina interpoderale per accedere ai loro fondi, attraversando la proprietà di un'altra Proprietaria e del suo Affittuario. Questi ultimi hanno bloccato il passaggio con delle pietre. I Proprietari hanno ottenuto in primo e secondo grado la Reintegrazione nel possesso della servitù di passaggio. La Proprietaria e l'Affittuario hanno presentato ricorso in Cassazione, ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché notificato oltre il termine di legge. La decisione precedente è quindi diventata definitiva, e i ricorrenti sono stati condannati alle spese.
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Sospensione Processo Tributario: Stop della Cassazione per Pace Fiscale
Una società e i suoi ex soci erano in causa con l'Agenzia delle Entrate per un avviso di accertamento. Arrivato in Cassazione, il processo è stato bloccato. I soci hanno infatti chiesto di aderire alla 'definizione agevolata', una sorta di pace fiscale. La Corte ha accolto la richiesta e ordinato la sospensione del processo tributario fino a una data stabilita. La decisione finale sul merito della controversia è quindi rimandata, in attesa di vedere se l'accordo tra contribuenti e Fisco andrà a buon fine.
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Retribuzione feriale: le indennità variabili contano
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che nella retribuzione feriale devono essere incluse anche le indennità variabili corrisposte in modo continuativo e collegate all'esecuzione delle mansioni. La decisione si fonda sul principio europeo secondo cui la paga durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria, per non dissuadere il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo. La sentenza ha inoltre ribadito che, in assenza di un regime di stabilità forte, la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Retribuzione ferie: inclusi i compensi variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33779/2023, ha stabilito che la retribuzione durante le ferie deve includere tutte le indennità corrisposte in via continuativa e collegate alle mansioni, come incentivi e compensi per attività di riserva. Questa decisione, basata sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, mira a garantire che il lavoratore non sia economicamente dissuaso dal fruire del proprio diritto al riposo. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione per tali crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Servitù apparente: la prova per l’usucapione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33766/2023, ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che chiedevano di riconoscere l'usucapione di una servitù di passaggio. Il caso verteva sul requisito della servitù apparente, ovvero sulla necessità di opere visibili e permanenti. La Corte ha ribadito che l'onere di provare tale apparenza spetta a chi intende far valere il diritto, e la semplice esistenza di una stradina non è sufficiente. È necessario un "quid pluris" che dimostri in modo inequivocabile la specifica destinazione della strada all'esercizio della servitù a vantaggio del fondo dominante.
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