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Controricorrenti

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703 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di trasporti, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole sulla retribuzione feriale dei dipendenti, presenta una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo e, applicando il principio della soccombenza virtuale, condanna la società a rifondere le spese legali ai lavoratori, basandosi sull'orientamento giurisprudenziale consolidato in materia.
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Servitù di passaggio: il fondo è davvero intercluso?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di richiesta di servitù di passaggio per un fondo ritenuto intercluso. La Corte d'Appello aveva negato il diritto, sostenendo l'esistenza di un accesso alternativo. La Cassazione ha annullato tale decisione, precisando che per escludere l'interclusione non basta un passaggio di fatto su terreni altrui, ma è necessario un accesso garantito da un diritto reale (proprietà o servitù), legittimamente e stabilmente praticabile.
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Costi di sponsorizzazione: quando sono sempre deducibili
L'Agenzia delle Entrate aveva negato la deducibilità dei costi di sponsorizzazione a una società e a una ditta individuale collegate, ritenendoli antieconomici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che tali spese sono deducibili. La Corte ha chiarito che, specialmente nel caso di sponsorizzazioni a favore di associazioni sportive dilettantistiche entro certi limiti, i costi si presumono inerenti all'attività d'impresa come spese di pubblicità. Spetta all'ufficio fiscale, e non al contribuente, dimostrare l'assoluta assenza di un ritorno economico, non essendo sufficiente dubitare su quale delle due imprese abbia tratto maggior beneficio.
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Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, formalmente accettata dalle controparti. L'ordinanza chiarisce che, in caso di estinzione per rinuncia, non vi è luogo a provvedere sulle spese e non si applica l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Distanza tra costruzioni: l’analisi della Cassazione
Una controversia sulla violazione della distanza tra costruzioni tra vicini giunge in Cassazione. Dopo una sentenza di primo grado che rigettava le reciproche domande e un parziale accoglimento in appello, la Suprema Corte è chiamata a decidere sul ricorso presentato dai proprietari dell'immobile contestato. Il caso verte sul ripristino dei luoghi e il risarcimento dei danni derivanti dalla presunta edificazione a distanza non legale.
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Responsabilità solidale appalto: preavviso escluso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11577/2025, ha chiarito i limiti della responsabilità solidale appalto. La Corte ha stabilito che l'indennità sostitutiva del preavviso non rientra tra i "trattamenti retributivi" per i quali il committente è solidalmente responsabile ai sensi dell'art. 29 del D.Lgs. 276/2003, in quanto ha natura indennitaria e non retributiva. La decisione ribalta le sentenze di merito che avevano condannato una società committente a pagare tale indennità ai dipendenti dell'appaltatore.
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Rinvio a nuovo ruolo: attesa delle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di un ricorso presentato da una società edile contro il Ministero dell'Economia. La decisione è motivata dalla stretta connessione del caso con altre questioni giuridiche complesse, già rimesse al vaglio delle Sezioni Unite della stessa Corte. In pratica, il processo viene sospeso in attesa che venga stabilito un principio di diritto fondamentale, garantendo così coerenza e uniformità giurisprudenziale.
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Azione revocatoria: dolo specifico per atti anteriori
La Corte di Cassazione conferma che, in un'azione revocatoria, se l'atto di disposizione del debitore è anteriore al sorgere del credito, il creditore deve provare il 'dolo specifico', ossia la preordinazione dolosa dell'atto al fine di pregiudicare il futuro creditore. Il 'dolo generico', ovvero la semplice consapevolezza di arrecare danno, non è sufficiente. La Corte ha rigettato il ricorso di una società creditrice che non ha fornito tale prova specifica contro un debitore che aveva conferito il proprio patrimonio in una nuova società prima di contrarre il debito.
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Prescrizione incrementi pensione: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i termini della prescrizione per gli incrementi sulla pensione. L'Ente Previdenziale ha impugnato una sentenza d'appello che riconosceva a degli eredi il diritto a maggiorazioni su una pensione di reversibilità, basate su una legge del 1975. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il diritto a tali incrementi si è estinto per prescrizione decennale, decorrente dalla data di abrogazione della norma nel 1984. Di conseguenza, la domanda, presentata decenni dopo, è stata rigettata.
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Termine opposizione stima: la Cassazione chiarisce
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di espropriazione. Viene chiarito che il termine opposizione stima di 30 giorni, previsto per le procedure espropriative ordinarie, non si applica alla contestazione dell'indennizzo liquidato in un provvedimento di acquisizione sanante (ex art. 42-bis). Per tali casi, vale il termine di prescrizione ordinario. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune per tardività, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Indennità rischio radiologico: la prova in giudizio
Un'azienda sanitaria ha contestato il diritto dei suoi infermieri di sala operatoria all'indennità di rischio radiologico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che lo svolgimento abituale del lavoro in una "zona controllata" è una prova sufficiente per ottenere il beneficio. La Corte ha inoltre chiarito che la valutazione del giudice può prevalere su quella della commissione interna di valutazione del rischio e che la consulenza tecnica d'ufficio (CTU) è uno strumento valido per accertare l'abitualità dell'esposizione.
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Retribuzione feriale: le indennità variabili contano
Una società di trasporti ha impugnato una decisione che la obbligava a includere diverse indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il concetto di retribuzione feriale, in linea con il diritto dell'Unione Europea, deve comprendere tutti gli emolumenti intrinsecamente legati alle mansioni svolte, per evitare di scoraggiare economicamente i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo annuale.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11776/2025, ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando il diritto dei lavoratori a vedersi incluse nella retribuzione feriale tutte le indennità accessorie (trasferta, diaria, etc.) collegate all'esecuzione delle mansioni. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, che mira a garantire al lavoratore una retribuzione durante le ferie paragonabile a quella ordinaria, per evitare un effetto dissuasivo che ne disincentiverebbe la fruizione.
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Retribuzione feriale: indennità incluse secondo la UE
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere varie indennità lavorative nella retribuzione feriale dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le componenti connesse alle mansioni svolte, in linea con il diritto dell'Unione Europea, per evitare di dissuadere i lavoratori dal fruire del loro diritto al riposo.
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Liberazione soci trasformazione: serve consenso formale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la liberazione dei soci da responsabilità per debiti anteriori alla trasformazione di una società di persone in società di capitali non può essere presunta. È necessaria una comunicazione formale della trasformazione al creditore, come previsto dall'art. 2500-quinquies c.c. Il semplice fatto che il creditore sia a conoscenza della trasformazione o emetta fatture alla nuova società non è sufficiente a dimostrare il consenso alla liberazione. Di conseguenza, in assenza di tale comunicazione formale, gli ex soci rimangono illimitatamente responsabili.
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Indennità di occupazione: dovuta anche con contratto risolto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11827/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di locazioni commerciali. Anche se il contratto di locazione viene risolto per inadempimento del locatore, il conduttore che rimane nell'immobile in attesa di ricevere l'indennità di avviamento è comunque tenuto a versare un'indennità di occupazione. Il diritto di ritenzione dell'immobile, infatti, non rende gratuita l'occupazione. La Corte ha inoltre chiarito che le domande relative a canoni e indennità possono essere proposte in un giudizio separato da quello che ha dichiarato la risoluzione del contratto, senza violare il principio del giudicato.
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Tassazione earn-out: vale la data del contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11955/2025, chiarisce un punto cruciale sulla tassazione earn-out. In caso di cessione di partecipazioni con prezzo variabile legato a risultati futuri, l'aliquota fiscale applicabile è quella in vigore al momento della stipula del contratto di cessione, non quella vigente al momento del successivo incasso. La Corte distingue tra il momento di realizzo della plusvalenza, che fissa il regime fiscale, e il momento dell'incasso, che determina solo il periodo d'imposta per la dichiarazione, confermando la tesi dei contribuenti.
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Interversione del possesso: prova e usucapione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11972/2025, ha rigettato il ricorso di un soggetto che rivendicava l'usucapione di un immobile. La Corte ha stabilito che per dimostrare l'interversione del possesso non è sufficiente il semplice rifiuto di restituire il bene. È necessario provare con atti inequivocabili la volontà di possedere l'immobile come se si fosse il proprietario. Nel caso di specie, il fatto che i proprietari avessero ancora le chiavi e avessero avuto accesso all'immobile, unitamente alla continuazione dei pagamenti da parte del detentore, ha escluso la sussistenza di un possesso utile all'usucapione.
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Responsabilità solidale appalto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria contro la condanna al pagamento di differenze retributive in favore dei dipendenti di una società appaltatrice. L'ordinanza sottolinea che, in tema di responsabilità solidale appalto, l'appello deve confrontarsi specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata. Nel caso di specie, il ricorso è stato respinto perché non contestava adeguatamente le motivazioni della Corte d'Appello relative all'irrilevanza dell'annullamento del contratto d'appalto sui diritti maturati dai lavoratori e alla sussistenza del debito del committente al momento della domanda giudiziale.
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Querela di falso: come contestare una firma falsificata
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una associazione sportiva contro due suoi ex membri, i quali avevano contestato l'autenticità delle loro firme su delle lettere di dimissioni. Attraverso una querela di falso, i due ex soci hanno ottenuto il riconoscimento della falsità delle firme sia in primo che in secondo grado. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'associazione, cogliendo l'occasione per ribadire principi fondamentali: la querela di falso può essere presentata in qualsiasi momento del processo, anche da chi era assente nel primo giudizio. Inoltre, se si contesta la firma su una fotocopia, è onere di chi la produce esibire l'originale.
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