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Controricorrenti

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703 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Retribuzione feriale: quali indennità includere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità variabili ma continuative, come quelle di trasferta e percorrenza, poiché sono intrinsecamente legate alle mansioni. La decisione, basata sulla normativa europea, mira a evitare che una diminuzione dello stipendio durante le ferie disincentivi i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo.
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Inquadramento dipendenti: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si pronuncia sul corretto inquadramento di dipendenti pubblici passati da un'amministrazione (poi privatizzata) a un ente pubblico. La Suprema Corte stabilisce che il confronto tra le qualifiche deve basarsi sui sistemi di classificazione pubblicistici pre-privatizzazione per garantire omogeneità, e non sui successivi contratti collettivi. Decidendo nel merito, la Corte ha rigettato la richiesta dei lavoratori di un inquadramento superiore.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di motivazione apparente. La CTR aveva confermato l'annullamento di avvisi di accertamento fiscale senza spiegare adeguatamente le ragioni della sua decisione, limitandosi a riportare le tesi delle parti e a enunciare una conclusione assertiva. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame del merito.
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Elezioni ordini professionali: nullità e ricorso
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento delle elezioni di un ordine professionale regionale a causa di gravi irregolarità nella gestione del voto per corrispondenza. Con l'ordinanza n. 9964/2024, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eletti, ribadendo che ogni iscritto all'albo ha il diritto di contestare le operazioni elettorali. È stato sottolineato che la violazione di norme poste a garanzia della trasparenza e genuinità del voto inficia l'intera procedura, rendendo irrilevante la cosiddetta "prova di resistenza".
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, decideva di rinunciarvi. La controparte, tuttavia, non accettava la rinuncia. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato estinto il giudizio a seguito della rinuncia al ricorso, ma ha condannato la società rinunciante al pagamento delle spese legali proprio a causa della mancata accettazione da parte degli avversari processuali.
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Statuto associazione: limiti alla candidatura interna
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante la legittimità di una clausola dello statuto di un'associazione che escludeva due membri dalla candidatura a cariche interne. I tribunali di primo e secondo grado avevano annullato tali esclusioni. Data la pendenza di altri ricorsi simili tra le stesse parti e sullo stesso tema, la Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa per una trattazione congiunta. L'obiettivo è garantire una decisione coerente sulla validità dello statuto associazione in questione.
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Divieto terzo mandato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9771/2024, ha stabilito i criteri per il divieto del terzo mandato consecutivo nei consigli degli ordini forensi. La ricandidatura dopo due mandati è possibile solo se è trascorso un periodo di tempo uguale alla durata effettiva dell'ultimo mandato svolto. Non è sufficiente 'saltare' la consiliatura successiva se questa ha una durata inferiore al mandato precedente, poiché verrebbe violata la ratio della norma volta a garantire il ricambio generazionale.
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Clausola sociale: diritto all’assunzione garantito
Una società che subentra in un appalto di servizi di call center si rifiutava di assumere il personale della precedente azienda, sostenendo la mancanza dei presupposti per l'applicazione della clausola sociale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, ribadendo che la clausola sociale configura un vero e proprio diritto soggettivo dei lavoratori all'assunzione, finalizzato a garantire la stabilità occupazionale. La Corte ha ritenuto che i lavoratori avessero adeguatamente provato i requisiti richiesti, quali l'impiego continuativo ed esclusivo nell'appalto.
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Cambio appalto: licenziamento illegittimo se peggiora
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento di alcune operatrici di call center a seguito di un cambio appalto. Le lavoratrici avevano rifiutato l'assunzione da parte della nuova società appaltatrice a causa di condizioni economiche e normative peggiorative. La Corte ha stabilito che il rifiuto è legittimo e che il licenziamento da parte della società uscente, basato su criteri di scelta non estesi a tutto il personale fungibile, è nullo, ordinando la reintegra e il risarcimento.
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Diritto di assemblea: quando è legittimo il no ai locali?
La Corte di Cassazione ha stabilito che non costituisce condotta antisindacale il comportamento di un'azienda che, a fronte di impedimenti logistici e di sicurezza, nega l'uso dei locali interni per un'assemblea ma offre a proprie spese una soluzione alternativa adeguata e vicina. La sentenza analizza il bilanciamento tra il diritto di assemblea dei lavoratori e le esigenze oggettive dell'impresa.
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Società in house: stipendi e blocco della spesa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in house che aveva bloccato gli aumenti stipendiali previsti dal contratto collettivo, giustificandosi con i limiti di spesa pubblica. La Corte ha stabilito che i rapporti di lavoro in tali società sono di natura privatistica e che la riduzione dei costi del personale deve avvenire tramite la contrattazione di secondo livello, non con decisioni unilaterali, anche se sollecitate dall'ente pubblico controllante.
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Estinzione del giudizio: quando si evita il raddoppio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito di una rinuncia al ricorso accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che in caso di estinzione del giudizio, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e la sua applicazione è limitata ai soli casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Clausola Sociale: Obbligo di Assunzione Confermato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9273/2024, ha confermato l'obbligo per un'azienda subentrante in un appalto di assumere i dipendenti della precedente gestione, in virtù della clausola sociale prevista dal CCNL di settore. La Corte ha stabilito che tale clausola crea un diritto soggettivo pieno all'assunzione per i lavoratori, e non un semplice obbligo di trattativa sindacale. Di conseguenza, il ricorso dell'azienda è stato rigettato, consolidando la tutela occupazionale nei cambi di appalto.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso avviato da un istituto di credito contro alcuni privati. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte della banca, accettata dalle controparti. In conformità con il codice di procedura civile, la Corte ha estinto il processo senza emettere una pronuncia sulle spese legali, chiudendo così la controversia in via definitiva a livello procedurale.
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Usucapione servitù: la prova è decisiva in Cassazione
La Cassazione rigetta il ricorso in un caso di actio negatoria, confermando l'acquisizione per usucapione servitù di veduta. La Corte ha ritenuto provata la preesistenza ventennale di una terrazza, nonostante piccole modifiche, basandosi su testimonianze e perizie. La decisione sottolinea che l'onere della prova del diritto spetta a chi lo vanta.
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Clausola compromissoria unilaterale: è valida?
Una società concessionaria vince un arbitrato contro le Amministrazioni pubbliche. La Corte d'Appello annulla il lodo, ritenendo illegittima la clausola compromissoria unilaterale. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che la clausola è valida poiché la P.A. l'ha liberamente predisposta, pur concedendo solo alla controparte la facoltà di ricorrere al giudice ordinario.
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Etero-organizzazione riders: Cassazione conferma tutele
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che ai ciclofattorini (riders) si applica la disciplina del lavoro subordinato. La sentenza chiarisce che il requisito dell'etero-organizzazione riders è soddisfatto quando una piattaforma digitale, tramite algoritmi, determina le modalità, i tempi e i luoghi della prestazione, anche se il contratto è formalmente autonomo e il lavoratore utilizza un mezzo proprio. La Corte ha ritenuto irrilevante la proprietà del veicolo e ha interpretato in senso ampio i requisiti di continuità e personalità della prestazione, focalizzandosi sul potere organizzativo esercitato dalla committente.
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Correzione errore materiale: quando è duplicazione spese
La Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. Aveva erroneamente liquidato le spese legali 'per ciascuno' dei resistenti difesi da un unico avvocato, creando una duplicazione delle spese. La Corte ha eliminato tale dicitura, chiarendo che il compenso è unico in caso di difesa congiunta.
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Legittimazione passiva: Stato e Ministeri, chi paga?
Un cittadino ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a seguito della mancata attuazione di una direttiva europea. La Corte di Cassazione ha chiarito che in questi casi la legittimazione passiva spetta esclusivamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto rappresenta l'unitarietà dello Stato. Citare in giudizio un singolo Ministero è un errore che, se eccepito, porta al rigetto della domanda nei suoi confronti. La Corte ha quindi respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Cessione d’azienda: il no della Cassazione al fotovoltaico
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8805/2024, ha stabilito che la vendita di autorizzazioni, progetti e diritti di superficie per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, senza i componenti tecnici essenziali come pannelli e inverter, non costituisce una cessione d'azienda. Di conseguenza, l'operazione è soggetta a IVA e non all'imposta di registro, poiché manca un complesso di beni già organizzato e idoneo, anche solo potenzialmente, all'esercizio dell'attività d'impresa.
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