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Controricorrenti

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703 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Regolamento di confini: stato dei luoghi vs catasto
In una causa di regolamento di confini, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una proprietaria, confermando la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva correttamente determinato il confine basandosi sullo stato di fatto dei luoghi (un muro di contenimento) e sull'usucapione di una porzione di terreno, anziché sui dati catastali, ritenuti residuali e imprecisi. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso che chiedeva un riesame dei fatti e ha ritenuto infondata la censura sulla tardività dell'eccezione di usucapione, confermando che in un'azione di regolamento di confini, lo stato reale e il possesso consolidato prevalgono sulle mappe.
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Estinzione giudizio tributario e pace fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario tra l'Amministrazione Finanziaria e una società con i suoi soci. La decisione è scaturita dall'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. Avendo i contribuenti depositato l'istanza e la prova del pagamento, la Corte ha applicato la norma che prevede la chiusura del contenzioso, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha sostenute.
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Improcedibilità ricorso: errore fatale in Cassazione
Una società finanziaria vede il suo ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile a causa di un vizio di forma. La Corte Suprema ha stabilito l'improcedibilità del ricorso per il mancato deposito della copia notificata della sentenza d'appello, un adempimento procedurale ritenuto inderogabile. La decisione conferma il rigore delle norme processuali e le gravi conseguenze del loro mancato rispetto.
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Servitù di passaggio: quando un ostacolo è illegittimo
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di servitù di passaggio, originato dal posizionamento di un paletto su un viale. I proprietari del fondo servente lamentavano una limitazione del loro diritto. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la questione è giunta in Cassazione. La Corte, tuttavia, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, decidendo di unire questo ricorso a un altro pendente tra le stesse parti e relativo alla medesima servitù, al fine di garantire una decisione coerente e unitaria.
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Inammissibilità del ricorso: errore nella sede processuale
Una controversia sui costi di rifacimento di un muro di confine giunge in Cassazione. La Corte Suprema dichiara l'inammissibilità del ricorso, sottolineando che le contestazioni andavano sollevate nella corretta sede processuale, ovvero quella esecutiva, e non in un momento successivo. La sentenza ribadisce che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per un riesame dei fatti già decisi nei gradi di merito.
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Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Una contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro diverse cartelle di pagamento. Durante il processo, ha aderito alla "rottamazione quater", una forma di definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, poiché l'adesione alla sanatoria ha di fatto risolto la controversia, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Legge elettorale: la Cassazione esamina la sua legittimità
Un gruppo di cittadini ha contestato la costituzionalità dell'attuale legge elettorale, nota come 'Rosatellum', sostenendo che essa viola il diritto di voto e la sovranità popolare a causa delle soglie di sbarramento, del voto congiunto obbligatorio e dell'iter di approvazione. Dopo che i tribunali di primo e secondo grado hanno respinto le loro istanze, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'elevata complessità delle questioni, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con tale provvedimento, la Corte ha sospeso il giudizio per richiedere una relazione approfondita al proprio Ufficio del Massimario, al fine di analizzare l'intero meccanismo della legge elettorale alla luce dei principi costituzionali.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio per regolamento di competenza a seguito della rinuncia al ricorso da parte della ricorrente. Nonostante l'estinzione, la parte che ha rinunciato viene condannata a pagare le spese legali alla controparte, poiché la rinuncia è avvenuta dopo la fissazione dell'udienza. La decisione chiarisce che la tempistica della rinuncia è cruciale per determinare l'addebito delle spese processuali.
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Definizione agevolata liti: estinzione del processo
Un contenzioso fiscale tra l'Agenzia delle Entrate e due società in liquidazione, relativo a imposte IRES e IRAP, è giunto dinanzi alla Corte di Cassazione. Le società hanno aderito alla definizione agevolata liti prevista dalla Legge n. 197/2022, presentando la relativa domanda e versando la prima rata. La Corte, preso atto dell'avvenuta adesione da parte di entrambe le parti, ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando l'efficacia di tale strumento per chiudere le pendenze fiscali.
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Divisione ereditaria: i beni devono essere in comunione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5920/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di divisione ereditaria: i beni da dividere devono appartenere alla comunione non solo all'inizio della causa, ma fino al momento della sua definizione. Nel caso specifico, alcuni beni erano stati trasferiti a due coeredi con una sentenza passata in giudicato, in esecuzione di un contratto preliminare stipulato dal defunto. La Corte ha chiarito che tale trasferimento è pienamente efficace tra i coeredi, rendendo impossibile includere detti beni nella divisione, indipendentemente dalla data di trascrizione della domanda giudiziale.
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Onere probatorio: il giudicato lo cristallizza
La Corte di Cassazione chiarisce l'impatto del giudicato sull'onere probatorio. In una causa di lavoro per differenze retributive, una precedente sentenza definitiva aveva accertato il diritto dei lavoratori sulla base di specifici documenti. La Corte ha stabilito che la validità di tali prove non poteva essere nuovamente contestata dall'azienda nel successivo giudizio per la quantificazione delle somme, poiché l'onere probatorio era stato soddisfatto e cristallizzato dal precedente giudicato.
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Danno da costruzione illegittima: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli eredi di un proprietario che chiedevano un risarcimento per un danno da costruzione illegittima realizzata su un terreno confinante. La Corte ha stabilito che l'annullamento dei permessi di costruire attiene al rapporto pubblicistico e non prova di per sé un danno privatistico. Il ricorso è stato respinto per genericità dei motivi, in quanto non specificava adeguatamente gli errori della sentenza d'appello e non forniva prova concreta del danno subito, come la diminuzione di valore dell'immobile o la perdita di luce e visuale.
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Cessione di quote: garanzie sui beni societari
Una società alberghiera ha acquistato il 100% delle quote di un'altra società per ottenere la proprietà di un hotel e di un terreno annesso. Scoperto un problema relativo al terreno, ha chiesto una riduzione del prezzo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la cessione di quote ha per oggetto la partecipazione sociale e non i singoli beni aziendali. Pertanto, in assenza di garanzie contrattuali specifiche, i vizi dei beni non consentono di contestare il prezzo pattuito.
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Riqualificazione atto: stop dell’Agenzia in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in materia di riqualificazione atto ai fini dell'imposta di registro. La controversia, nata dalla riqualificazione di una cessione di quote totalitarie in cessione di ramo d'azienda, si è conclusa dopo che l'Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela il proprio avviso di liquidazione, recependo le recenti modifiche normative e giurisprudenziali che limitano l'interpretazione degli atti in base ad elementi esterni. Le spese sono state compensate tra le parti.
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Domanda Interessi: quando il giudice non può decidere
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che aveva concesso gli interessi sul prezzo di una compravendita immobiliare in assenza di una specifica domanda interessi da parte del creditore. L'ordinanza ribadisce che, in base al principio della domanda (art. 112 c.p.c.), il giudice non può pronunciarsi su accessori del credito, come gli interessi, se non espressamente richiesti, a differenza del risarcimento del danno dove essi sono una componente intrinseca.
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Danno reputazionale: quando la prova è insufficiente
Due società del settore giocattoli hanno citato in giudizio un'emittente televisiva per danno reputazionale, a seguito della pubblicazione di una notizia relativa a un'altra azienda con un marchio simile coinvolta in un'indagine penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha ribadito che, per ottenere un risarcimento, è indispensabile fornire la prova rigorosa del nesso causale tra la notizia diffusa e il danno patrimoniale o d'immagine lamentato, prova che nel caso di specie è mancata.
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Servizio pre-ruolo: vale per la carriera? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4079/2024, ha respinto il ricorso di un'Amministrazione pubblica, confermando il diritto di alcuni dipendenti a vedersi riconosciuto il servizio pre-ruolo ai fini della progressione economica. La Corte ha stabilito che il principio di non discriminazione, derivante dalla normativa europea, impone di valorizzare l'esperienza professionale maturata anche con contratti a tempo determinato, a meno che l'Amministrazione non fornisca prove di ragioni oggettive che giustifichino un trattamento differente, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Rinuncia al giudizio: come estingue il processo?
Un contenzioso per violazione delle distanze e immissioni rumorose, giunto in Cassazione, si conclude con l'estinzione del processo. Le parti hanno presentato una formale rinuncia al giudizio, accettata da controparte, portando la Corte a dichiarare la fine del procedimento senza decidere nel merito e compensando le spese legali.
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Riconoscimento dei vizi: effetti sulla prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4035/2024, ha stabilito che il riconoscimento dei vizi da parte del venditore non solo interrompe la prescrizione annuale della garanzia, ma fa sorgere una nuova obbligazione autonoma di eliminare i difetti, soggetta alla prescrizione ordinaria decennale. Nel caso di specie, una società costruttrice, tramite un fax, aveva ammesso i difetti in alcune aree condominiali, impegnandosi a porvi rimedio. La Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando le decisioni dei giudici di merito e ribadendo un principio consolidato a tutela dell'acquirente.
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Inammissibilità Ricorso Cassazione: Quando è Tardivo
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, dichiarando l'inammissibilità del ricorso di un contribuente. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione se non sono stati oggetto del dibattito nei precedenti gradi di giudizio. Questo principio, noto come divieto di 'nova', sancisce l'inammissibilità ricorso cassazione per questioni non incluse nel 'thema decidendum' del giudizio d'appello, ribadendo la necessità di una strategia difensiva completa sin dal primo grado.
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