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Controricorrente — Anno 2025

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5384 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Contributi socio accomandante: il reddito va versato
La Corte di Cassazione stabilisce che i contributi del socio accomandante, se già iscritto alla gestione commercianti, devono essere calcolati sulla totalità dei redditi d'impresa, inclusi quelli derivanti dalla partecipazione in una società che percepisce canoni di locazione. Diventa irrilevante la natura non commerciale dell'attività societaria, poiché il reddito da partecipazione è per legge qualificato come reddito d'impresa.
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Accertamento stato di insolvenza: la Cassazione decide
Una società in liquidazione ricorre in Cassazione contro la propria dichiarazione di fallimento, sostenendo un errato accertamento dello stato di insolvenza da parte dei giudici di merito. La società riteneva che i giudici avessero sottovalutato un ingente credito vantato verso una società estera e sopravvalutato un debito tributario non ancora definitivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'enorme debito erariale e l'incertezza sulla riscossione del credito erano sufficienti a dimostrare l'incapacità della società di soddisfare integralmente tutti i creditori, integrando così lo stato di insolvenza.
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Enunciazione finanziamento: no imposta se estinto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33513/2025, ha stabilito che l'enunciazione di un finanziamento soci in un atto di cessione immobiliare non è soggetta a imposta di registro se il debito corrispondente cessa i suoi effetti in virtù dell'atto stesso. Nel caso specifico, l'assegnazione di un immobile a un socio come pagamento del finanziamento (datio in solutum) ha estinto l'obbligazione, rendendo applicabile l'esenzione prevista dall'art. 22, comma 2, del d.P.R. 131/1986.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della ricorrente e della relativa accettazione delle altre parti. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale: la rinuncia al ricorso non comporta la condanna al pagamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato', poiché tale sanzione si applica solo nei casi tassativi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione e non può essere estesa per analogia.
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Obblighi informativi banca: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni risparmiatori contro un istituto di credito in una causa relativa all'acquisto di obbligazioni rischiose. I ricorrenti lamentavano la violazione degli obblighi informativi da parte della banca. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici e proceduralmente viziati, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano già escluso la responsabilità dell'intermediario, avendo quest'ultimo fornito tutte le informazioni necessarie sulla rischiosità dell'investimento. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure specifiche e pertinenti nei ricorsi per cassazione.
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Stabilizzazione pubblico impiego: quando sana l’abuso
Una lavoratrice, dopo anni di contratti precari con un Ministero, è stata assunta a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa stabilizzazione nel pubblico impiego rappresenta un rimedio adeguato per l'abuso passato di contratti a termine, escludendo così il diritto a un ulteriore risarcimento. La Corte ha anche precisato che i contratti di somministrazione nulli non si convertono e che l'inquadramento professionale è determinato dal concorso pubblico, non dai precedenti rapporti di fatto.
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Responsabilità amministratori per bilancio non veritiero
La Corte di Cassazione conferma la condanna per responsabilità amministratori e sindaci di una società per azioni. Essi avevano presentato un bilancio con dati patrimoniali non veritieri, inducendo un'altra società ad acquistare una partecipazione azionaria. La Corte ha stabilito che la violazione del principio generale di veridicità e chiarezza del bilancio è sufficiente a fondare la responsabilità, a prescindere dall'esistenza di specifiche norme contabili che impongano l'allegazione di documentazione giustificativa. Il dolo è stato desunto dal comportamento complessivo tenuto durante le trattative.
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Responsabilità professionale CAF: la Cassazione decide
Una contribuente ha citato in giudizio un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) per un'errata consulenza che ha causato un avviso di accertamento fiscale. Il CAF si è difeso sostenendo che il servizio era stato fornito da una società controllata distinta. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo la piena responsabilità professionale CAF, poiché la legge prevede che il centro di assistenza risponda direttamente per l'operato delle società di servizi che agiscono sotto il suo controllo.
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Salvaguardia pensionistica: l’onere del lavoratore
Un lavoratore, il cui rapporto di lavoro era cessato nel 2008, ha perso il diritto a un'indennità aziendale pattuita per il caso di slittamento della pensione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, potendo beneficiare di una clausola di salvaguardia pensionistica per evitare il ritardo, la sua mancata richiesta ha interrotto il nesso di causalità, escludendo l'inadempimento del datore di lavoro. Il ricorso del lavoratore è stato quindi respinto.
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Tassazione per enunciazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro l'Agenzia delle Entrate, confermando la legittimità della tassazione per enunciazione di un contratto di fornitura menzionato in un decreto ingiuntivo. La Corte ha chiarito che, se un atto sottoposto a registrazione menziona un altro negozio giuridico non registrato, anche quest'ultimo è soggetto all'imposta di registro, senza che ciò costituisca una duplicazione d'imposta. La valutazione sulla sussistenza dei requisiti dell'enunciazione è considerata un accertamento di fatto riservato al giudice di merito.
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Estinzione giudizio tributario: la rottamazione-quater
Un Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) ha contestato un avviso di liquidazione per le imposte di registro, ipotecarie e catastali su un acquisto immobiliare, sostenendo l'applicabilità di un'aliquota fissa. Dopo una sentenza sfavorevole in appello, il GEIE ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, la società ha aderito alla "rottamazione-quater", un'agevolazione fiscale per i debiti pendenti. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura di definizione agevolata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, con spese compensate tra le parti.
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Estinzione giudizio tributario: accordo col Fisco
Un contribuente, dopo aver impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, ha raggiunto un accordo transattivo con l'Agenzia delle Entrate durante il procedimento in Cassazione. A fronte della rinuncia al ricorso, ha ottenuto una riduzione delle sanzioni. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, chiudendo il contenzioso senza una decisione di merito e compensando le spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. Il caso, originato da un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate verso un'associazione sportiva, si è concluso prima di una decisione di merito, poiché il contribuente ha presentato istanza di definizione e l'Agenzia ha aderito, chiudendo così la controversia.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una società, in pendenza di un ricorso per cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria, ha aderito alla definizione agevolata prevista da una nuova legge. Avendo pagato integralmente l'importo dovuto, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che il perfezionamento della procedura di sanatoria chiude definitivamente la lite fiscale.
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IMU ordine demolizione: chi paga l’imposta?
La Corte di Cassazione esamina il caso di una contribuente chiamata a pagare l'IMU per un immobile abusivo, costruito da terzi sul suo terreno e colpito da un ordine di demolizione. Riconoscendo la complessità della questione sulla soggettività passiva d'imposta in presenza di un ordine di demolizione, la Corte ha sospeso la decisione, rinviando il caso in attesa di una pronuncia su una questione simile di rilevanza nomofilattica, per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Notifica PEC appello: ok al cambio da cartaceo
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità della notifica PEC dell'appello tributario anche quando il primo grado di giudizio si è svolto con modalità cartacee. L'ordinanza chiarisce che il passaggio dal cartaceo al telematico tra un grado e l'altro è un'opzione consentita, in virtù del principio di facoltatività che regola il processo tributario telematico. La Corte ha cassato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate per questo motivo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società impugnava un avviso di liquidazione per la tassa sui rifiuti (TARES). Dopo aver perso in appello, ricorreva in Cassazione. Successivamente, presentava una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessato interesse, ma ha condannato la società rinunciante al pagamento delle spese legali. La decisione si è basata sul principio della soccombenza virtuale, valutando che, nel merito, il ricorso sarebbe stato probabilmente respinto.
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Tassazione aree portuali: chi paga per la darsena?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il gestore di una darsena è tenuto al pagamento della tassa sui rifiuti (TIA) in base alla detenzione di fatto delle aree, indipendentemente dal titolo giuridico. L'ordinanza chiarisce che la tassazione delle aree portuali spetta al Comune se non è istituita una specifica Autorità Portuale. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni del gestore sulla legittimazione passiva, considerandole coperte da giudicato implicito dopo un precedente rinvio. È stato confermato che la produzione di rifiuti speciali non esclude la potenziale produzione di rifiuti urbani, con l'onere della prova a carico del contribuente.
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Contratto bancario: la firma della banca è necessaria?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni clienti contro un istituto di credito, confermando un principio fondamentale: un contratto bancario è valido anche con la sola firma del cliente, a condizione che il suo consenso sia provato da comportamenti concludenti della banca. L'ordinanza chiarisce che la forma scritta ha una funzione protettiva per il cliente e non richiede necessariamente la sottoscrizione di entrambe le parti. Viene inoltre ribadito che l'assenza del documento di sintesi non comporta la nullità del contratto.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la doppia conforme
Un'azienda agricola ha perso la qualifica di produttore di latte per un noto formaggio a denominazione protetta. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali, tra cui la regola della "doppia conforme" e la non corretta formulazione dei motivi, condannando l'azienda a pagare le spese legali e una sanzione.
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