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Contributo Unificato — Anno 2026

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467 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Contributo Unificato

Provvedimenti

Cessata la materia del contendere: accordo tra le parti
Una controversia di lavoro tra un dipendente e un'azienda giunge in Corte di Cassazione. Prima dell'udienza, le parti raggiungono un accordo di conciliazione. La Corte, preso atto dell'accordo, dichiara la cessata la materia del contendere, estinguendo il processo senza una pronuncia nel merito, in quanto la lite non ha più ragione di esistere.
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Estinzione del giudizio per rinuncia agli atti
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia agli atti da parte dell'ente ricorrente, accettata dalle controparti. La decisione chiarisce che, in caso di accettazione della rinuncia, non vi è condanna alle spese legali né l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, fornendo un'importante chiave di lettura sulla conclusione anticipata del processo.
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Raddoppio contributo unificato: no se si rinuncia
Un professionista e una società fallita raggiungono un accordo e rinunciano ai rispettivi ricorsi in Cassazione. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio e chiarisce un principio fondamentale: il raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia, poiché è una misura sanzionatoria di stretta interpretazione, prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso in Cassazione
Una società appaltatrice ricorre in Cassazione contro una sentenza d'appello che la vedeva soccombente in una causa per inadempimento contrattuale. Successivamente, la stessa società rinuncia al ricorso con l'adesione della controparte. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo, chiarendo che in tali casi non si provvede sulle spese di lite e non si applica l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Notifica poste private: la Cassazione fa chiarezza
Una società informatica ha impugnato un'ingiunzione di pagamento per tasse locali, sostenendo che gli avvisi di accertamento originari fossero invalidi perché notificati tramite un operatore postale privato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica con poste private, sebbene irregolare, non è giuridicamente inesistente ma solo nulla. Tale nullità è sanabile se l'atto raggiunge il suo scopo, come dimostrato dall'opposizione del contribuente, che conferma l'avvenuta ricezione.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
L'Amministrazione Finanziaria, dopo aver impugnato una sentenza favorevole a una società contribuente, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che l'ente pubblico non è tenuto a versare il doppio contributo unificato né perché è esente tramite prenotazione a debito, né perché la pronuncia è di estinzione e non di rigetto.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
Una complessa disputa societaria tra eredi di un gruppo imprenditoriale si conclude in Cassazione con una declaratoria di improcedibilità del ricorso. La Corte ha stabilito che il mancato deposito della sentenza impugnata, onere che grava sia sul ricorrente principale che, in sua assenza, su quello incidentale, impedisce l'esame nel merito della controversia.
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