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Contributo Unificato — Anno 2024

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567 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Contributo Unificato

Provvedimenti

Contributo unificato motivi aggiunti: quando è dovuto?
La Cassazione chiarisce le condizioni per il pagamento del contributo unificato per motivi aggiunti. Se i motivi aggiunti impugnano un atto autonomo, come un rinnovo di concessione, si verifica un ampliamento del 'thema decidendum' che giustifica un nuovo versamento, anche se l'atto è connesso al precedente. La Corte ha cassato la decisione di merito che escludeva il pagamento.
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Riattivazione notifica: l’onere della parte ricorrente
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di notifica fallita per cause non imputabili, la parte ha l'onere di procedere a una tempestiva riattivazione notifica. L'inerzia successiva al primo tentativo non andato a buon fine comporta l'inammissibilità del ricorso per decorrenza dei termini. La Corte ha respinto la richiesta di revocazione di un ente previdenziale, specificando che la sua precedente decisione non si basava su un errore di fatto, ma sulla corretta applicazione del principio che impone alla parte di attivarsi per completare la notificazione.
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Stralcio debiti fiscali: estinzione del giudizio
Un contribuente aveva impugnato un'intimazione di pagamento per un debito erariale inferiore a 1.000 euro. Durante il giudizio di Cassazione, è intervenuta una normativa che ha previsto lo stralcio debiti fiscali di modesto importo. Poiché il debito in questione rientrava nei parametri della nuova legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese tra le parti.
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Buoni pasto: diritto per turni oltre le sei ore
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una dipendente ospedaliera ai buoni pasto per ogni turno di lavoro superiore alle sei ore. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda sanitaria, stabilendo che il diritto al pasto, o al buono sostitutivo, non dipende dall'impossibilità di mangiare a casa, ma è direttamente collegato al diritto alla pausa, che scatta obbligatoriamente al superamento delle sei ore di lavoro giornaliero, come previsto dalla normativa nazionale e dalla contrattazione collettiva.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso di opposizione all'esecuzione. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, formalmente accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte non ha provveduto sulle spese e ha escluso l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato, poiché l'esito non è stato un rigetto o una dichiarazione di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese in Cassazione
Una società, dopo aver ottenuto in appello un risarcimento danni, aveva presentato ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, tuttavia, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si provvede alla condanna alle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Valutazione insolvenza: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società tecnologica contro la sua dichiarazione di fallimento. La Corte ha chiarito che non può riesaminare la valutazione insolvenza fatta dai giudici di merito, specialmente riguardo a un debito di 400.000 euro verso i dipendenti, limitandosi a verificare la corretta applicazione della legge. Ha inoltre sanato un presunto vizio di notifica.
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Estinzione giudizio tributario per rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei contribuenti, accettata dall'Agenzia delle Entrate. La decisione chiarisce un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché questa è una misura sanzionatoria applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso. Le spese legali sono state interamente compensate tra le parti, come da loro espressa richiesta.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Un ente locale, dopo aver impugnato una sentenza tributaria sfavorevole, ha raggiunto un accordo con il contribuente. La conseguente rinuncia al ricorso ha portato la Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio. La Corte ha stabilito che, in caso di estinzione, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società propone ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello sfavorevole in materia di diritto del lavoro. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo e la società effettua una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio e stabilisce che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, data la natura concordata della chiusura del procedimento.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
In una controversia tributaria relativa all'ICI/IMU su un'area edificabile, la società ricorrente ha effettuato una rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di un accordo conciliativo con il Comune. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo che in tal caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
Una società agricola, dopo aver proposto ricorso in Cassazione contro una Regione per la restituzione di aiuti PAC, ha presentato una rinuncia al ricorso. Tale decisione è scaturita dalla pubblicazione di sentenze delle Sezioni Unite su casi analoghi. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo, ha assorbito il ricorso incidentale proposto dalla Regione e ha compensato le spese legali tra le parti, escludendo l'obbligo di versamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un Comune aveva presentato ricorso in Cassazione contro una società energetica per una questione relativa all'accertamento ICI su un impianto idroelettrico. A seguito di un accordo transattivo, il Comune ha effettuato la rinuncia al ricorso, a cui la società ha aderito. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato integralmente le spese legali tra le parti.
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Impresa familiare: quando il lavoro tra parenti non basta
Un padre ricorre in Cassazione sostenendo l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato o di un'impresa familiare con la ditta del figlio. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il figlio era un mero 'prestanome' e il padre il reale gestore. Viene ribadito che per configurare un'impresa familiare non basta il legame di parentela e la collaborazione, ma sono necessari elementi specifici come la comunanza di utili e perdite e la costituzione di un fondo comune.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società immobiliare, dopo aver impugnato una sentenza d'appello che aveva reso inefficace un suo acquisto immobiliare, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che, data la mancata costituzione delle controparti, non vi è condanna alle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la motivazione
Una congregazione religiosa si è vista negare l'esenzione IMU in quanto svolgeva attività commerciali nell'immobile. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'onere di provare i requisiti per l'esenzione IMU enti non commerciali spetta al contribuente e che l'avviso di accertamento non deve motivare il mancato riconoscimento di ogni possibile agevolazione.
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Rinuncia al ricorso: niente doppia tassa in Cassazione
Una contribuente impugnava un avviso di accertamento IMU. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, le parti raggiungevano una conciliazione. La ricorrente procedeva quindi alla rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia non è dovuto l'ulteriore versamento del contributo unificato, poiché tale misura si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Cessazione materia contendere: appello inammissibile
A seguito di un accordo stragiudiziale tra un ente impositore e una società contribuente durante un giudizio in Cassazione, l'ente ha chiesto di dichiarare la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha invece dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, specificando che, in assenza di un'istanza congiunta, non è possibile dichiarare l'estinzione del processo, ma solo la sua inammissibilità per mancanza di utilità pratica nella prosecuzione della lite.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Un cittadino straniero, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Interno per una presunta violazione del Regolamento Dublino, ha deciso di ritirarlo. La Corte di Cassazione, accogliendo la rinuncia al ricorso, ha dichiarato estinto il giudizio. La decisione chiarisce un importante principio: l'estinzione del processo per rinuncia non comporta l'obbligo per il ricorrente di versare il doppio del contributo unificato, una sanzione prevista in altri casi di esito negativo dell'impugnazione.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
Una società contribuente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un Comune per una questione relativa all'ICI, ha rinunciato all'impugnazione. A seguito dell'accettazione della controparte, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che in caso di estinzione non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria ed è prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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