LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Concordato — Anno 2023

Pagina 7 di 16

302 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di secondo grado che aveva rideterminato la pena. Tale decisione era scaturita da un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. La Suprema Corte ha chiarito che, essendo la sentenza successiva alla riforma del 2017, l'impugnazione non è ammessa nei termini proposti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che aveva precedentemente stipulato un **Concordato in appello**. Secondo la Suprema Corte, l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p. comporta la rinuncia implicita e contestuale a tutti gli altri motivi di impugnazione. Tale scelta processuale determina una preclusione che impedisce di sollevare in sede di legittimità vizi di motivazione o violazioni di legge, inclusa l'omessa applicazione dell'art. 129 c.p.p. relativa alle cause di non punibilità.
Continua »
Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p., contestava la quantificazione della pena. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia agli altri motivi di impugnazione, rendendo impossibile ogni successiva censura se il giudice recepisce fedelmente l'accordo. La decisione sottolinea come il concordato in appello sia un atto dispositivo che preclude ulteriori doglianze sulla misura della sanzione.
Continua »
Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto e resistenza a pubblico ufficiale che, nonostante avesse beneficiato del concordato in appello, tentava di contestare la valutazione delle prove. La Suprema Corte ha ribadito che l'accesso al concordato in appello preclude la possibilità di sollevare doglianze sul merito della responsabilità penale o sulla ricostruzione dei fatti, limitando il ricorso a vizi specifici riguardanti la formazione della volontà o l'illegalità della pena.
Continua »
Concordato in appello: i limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, nonostante avesse stipulato un concordato in appello, contestava la mancata riqualificazione del reato in ipotesi di lieve entità. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo ex art. 599-bis c.p.p. comporta la rinuncia a dedurre doglianze sulla qualificazione giuridica del fatto, rendendo il ricorso privo di fondamento giuridico.
Continua »
Concordato in appello: limiti alla motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa motivazione in una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che, quando le parti raggiungono un accordo sulla pena, il giudice non ha l'obbligo di motivare il mancato proscioglimento d'ufficio o l'assenza di nullità, poiché la rinuncia ai motivi d'appello limita la cognizione del tribunale ai soli punti concordati. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello per reati legati al traffico di stupefacenti, ha tentato di contestare in sede di legittimità la qualificazione giuridica dei reati-fine. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la rinuncia ai motivi d'appello, necessaria per perfezionare il concordato in appello, determina il passaggio in giudicato dei capi della sentenza non oggetto dell'accordo. Di conseguenza, non è possibile riaprire questioni di merito o di qualificazione giuridica su punti precedentemente rinunciati volontariamente dalle parti.
Continua »
Documento d’identità falso: quando scatta il reato grave
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato trovato in possesso di un documento d'identità falso riportante la propria fotografia. Il ricorrente chiedeva la derubricazione del reato in una forma meno grave, sostenendo di non aver partecipato alla creazione del falso. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che la presenza della propria foto sul documento prova il concorso nella contraffazione. Tale circostanza configura il reato più grave previsto dal secondo comma dell'art. 497-bis c.p., rendendo il ricorso inammissibile e confermando la responsabilità penale del soggetto.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati condannati per reati doganali. Nonostante avessero beneficiato del **concordato in appello** ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., i ricorrenti hanno tentato di contestare la mancata verifica di cause di non punibilità ex art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare doglianze diverse dall'illegalità della pena o da vizi del consenso, confermando la condanna e le sanzioni pecuniarie.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati che, dopo aver stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., lamentavano la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sui motivi di appello comporta la rinuncia a qualsiasi altra doglianza, comprese quelle rilevabili d'ufficio, rendendo il ricorso per cassazione non procedibile. Il concordato in appello agisce quindi come un limite invalicabile per successive contestazioni di merito o di legge non concordate.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imputata che, dopo aver stipulato un concordato in appello, contestava la mancata assoluzione per vizio totale di mente. La Suprema Corte ha chiarito che l'accesso al concordato in appello implica la rinuncia ai motivi di gravame non oggetto dell'accordo. Tale rinuncia limita la cognizione del giudice e preclude la possibilità di dedurre in sede di legittimità questioni relative a cause di non punibilità o vizi di mente precedentemente rinunciati.
Continua »
Misura sostitutiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la mancata applicazione di una **misura sostitutiva** dopo un concordato non validato. La Suprema Corte ha confermato che, se il giudice di merito esclude i presupposti sostanziali con motivazione logica, la mancata attivazione della procedura ex art. 545 bis c.p.p. risulta irrilevante ai fini della decisione finale.
Continua »
Concordato in appello: quando il giudice può rigettarlo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il trasporto di circa 75 kg di marijuana. Il fulcro della decisione riguarda la legittimità del rigetto del concordato in appello operato dai giudici di merito. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice ha il potere discrezionale di rifiutare l'accordo sulla pena se questa appare incongrua rispetto alla gravità del fatto e all'ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Inoltre, è stato confermato il giudizio di equivalenza tra le attenuanti generiche e l'aggravante della quantità, poiché l'imputato non ha fornito una collaborazione fattiva.
Continua »
Concordato in appello: validità e limiti ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un concordato in appello relativo a reati di detenzione di stupefacenti. Il ricorrente contestava la validità della procura speciale, sostenendo che mancasse l'autenticazione del direttore del carcere. La Suprema Corte ha stabilito che, ai sensi dell'art. 123 c.p.p., la ricezione dell'atto da parte dell'ufficio matricola equivale a un'attestazione di provenienza valida. Inoltre, è stato ribadito che l'adesione al concordato in appello comporta la rinuncia a contestazioni sul merito o sulla qualificazione giuridica, rendendo inammissibili i motivi di ricorso non attinenti alla legalità della pena o alla formazione della volontà.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la responsabilità penale e la congruità della pena dopo aver sottoscritto un **concordato in appello**. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. limita il ricorso in Cassazione ai soli vizi sulla formazione della volontà, sul consenso del PM o sull'illegalità della sanzione, escludendo ogni censura sul merito della decisione.
Continua »
Concordato in appello: limiti e calcolo della pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che contestava la rideterminazione della pena a seguito di un **Concordato in appello**. Nonostante la riduzione della pena detentiva, la ricorrente lamentava un aumento della pena pecuniaria (multa) rispetto al primo grado, invocando la violazione del divieto di peggioramento della sanzione. La Suprema Corte ha stabilito che, in sede di concordato, il giudice deve valutare esclusivamente la congruità della pena finale complessiva. Poiché il risultato finale, previo ragguaglio, non era superiore alla sanzione originaria, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che, dopo aver beneficiato del concordato in appello, ha tentato di contestare la responsabilità penale. La sentenza ribadisce che l'adesione al concordato in appello limita i motivi di ricorso esclusivamente alla formazione della volontà, al consenso del Pubblico Ministero o all'illegalità della pena. Non è possibile lamentare carenze motivazionali sulla valutazione delle prove o sulla responsabilità dell'imputato una volta che si è scelto di definire la pena concordemente.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello, contestava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento immediato. La sentenza ribadisce che il concordato in appello limita drasticamente i motivi di ricorso, escludendo la possibilità di lamentare vizi sulla responsabilità penale o sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p., a meno che non si tratti di illegalità della pena o vizi nella formazione della volontà.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato, condannato per rapina aggravata, contestava la responsabilità penale e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ribadito che, in presenza di un accordo sulla pena ex art. 599 bis c.p.p., il ricorso è limitato a vizi sulla formazione della volontà o sull'illegalità della pena, escludendo doglianze su aspetti già rinunciati o sulla motivazione della responsabilità.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato i ricorsi di diversi soggetti condannati per traffico di stupefacenti e associazione a delinquere. Il punto centrale riguarda l'efficacia del concordato in appello, che preclude la contestazione della responsabilità in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che le intercettazioni telefoniche costituiscono prova diretta e non necessitano di riscontri esterni se interpretate logicamente. Infine, è stata operata una rideterminazione della pena per un imputato a causa di un errore di calcolo del giudice di merito, confermando la natura deflattiva del concordato.
Continua »